✕

La mossa della Nato: difenderà Svezia e Finlandia già prima dell’adesione

I due Paesi saranno protetti dall’articolo 5 già da giugno, senza aspettare le ratifiche. Una strategia contro le eventuali ritorsioni russe legate alla crescente tensione in Ucraina
1 minuti di lettura

BRUXELLES - Una procedura accelerata. Un iter che superi la lunga trafila delle ratifiche. E che dia una garanzia immediata di protezione. A cominciare dall’articolo 5, quello della mutua assistenza militare in caso di pericolo. Per la Svezia e la Finlandia la Nato sta dunque studiando una “adesione rapida”. Perché? Perché i governi di Stoccolma e Helsinki temono le ritorsioni russe. Soprattutto dopo le minacce.

Nel percorso che porta all’ingresso nel Patto dei due Paesi scandinavi c’è infatti un “baco”. Ossia le ratifiche nazionali. Che impegneranno almeno sei mesi. Un lasso di tempo durante il quale Mosca potrebbe approfittare dell’incertezza e attaccare o provocare i due nuovi membri dell’Alleanza Atlantica. In particolare la Finlandia che condivide un lunghissimo confine con la Russia. Il nodo è da giorni all’esame dello Stato Maggiore di Bruxelles che ha iniziato a prendere in considera…

BRUXELLES - Una procedura accelerata. Un iter che superi la lunga trafila delle ratifiche. E che dia una garanzia immediata di protezione. A cominciare dall’articolo 5, quello della mutua assistenza militare in caso di pericolo. Per la Svezia e la Finlandia la Nato sta dunque studiando una “adesione rapida”. Perché? Perché i governi di Stoccolma e Helsinki temono le ritorsioni russe. Soprattutto dopo le minacce.

Nel percorso che porta all’ingresso nel Patto dei due Paesi scandinavi c’è infatti un “baco”. Ossia le ratifiche nazionali. Che impegneranno almeno sei mesi. Un lasso di tempo durante il quale Mosca potrebbe approfittare dell’incertezza e attaccare o provocare i due nuovi membri dell’Alleanza Atlantica. In particolare la Finlandia che condivide un lunghissimo confine con la Russia. Il nodo è da giorni all’esame dello Stato Maggiore di Bruxelles che ha iniziato a prendere in considerazione alcune soluzioni.

Il punto è questo: a fine giugno il vertice Nato darà il via libera all’adesione. Da quel momento i 30 attuali partner devono ratificare l’accordo nei rispettivi Parlamenti. Ci vogliono, nel migliore dei casi, 6 mesi. Ma fino a quel momento Svezia e Finlandia sono in un limbo, non sono membri del Patto a tutti gli effetti. Quindi se il Cremlino dovesse muovere un attacco, formalmente non potrebbe scattare l’Articolo 5, che obbliga tutti i componenti a intervenire in difesa dell’alleato sotto un’offensiva militare. Sarebbero dal punto di vista giuridico più o meno come l’Ucraina di questi giorni.

Una situazione che sta gettando i due governi in una notevole apprensione. La loro paura è che Putin possa approfittare proprio di quella fase di incertezza. Il problema è da giorni all’esame degli Alleati. Che non vogliono certo rinunciare all’ingresso di Svezia e Finlandia. Sarebbe un segnale di debolezza. E nello stesso tempo devono escogitare un sistema per rassicurare i due “richiedenti”. L’idea, allora, sarebbe quella di accompagnare il voto del Consiglio Atlantico con una dichiarazione ufficiale e pubblica che parifichi lo status dei due nuovi componenti il Patto. E con un impegno dei 30 governi: in caso di pericolo verrebbe chiesta a tutti i Parlamenti una ratifica preferenziale e immediata.