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Putin attaccherà la Moldavia? La Nato, la Transnistria, la strategia della Russia: tutto quello che c'è da sapere

Il paese guidato da Maia Sandu rischia di essere la prossima vittima dell'imperialismo del Cremlino. E la sua non appartenenza all'Alleanza atlantica la rende più vulnerabile agli occhi del nuovo zar
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CHISINAU -  La Moldavia rischia di essere la prossima vittima del neoimperialismo militare di Vladimir Putin. È l’unico paese vicino dell’Ucraina - insieme alla filoputiniana Bielorussia - a non essere membro della Nato. E ha sempre ribadito che non lo sarà neanche in futuro. Il motivo è anche economico: Chisinau dipende al 100 per cento dal gas che proviene dalla Russia, e nel Paese guidato da Maia Sandu vive un’enorme comunità russofona. Ma proprio per questo al nord, nella repubblica autoproclamata della Transnistria, molti temono si nasconda una potenziale cellula dormiente di Mosca pronta a scatenare una guerra civile o a invadere l’Ucraina dal sud. E la sua non appartenenza all’Alleanza atlantica rende la Moldavia anche più vulnerabile, agli occhi di Putin.

Nel caso di un attacco russo, per Chisinau non scatterebbe il famoso articolo 5, quello del mutuo soccorso militare. Nel fine settimana della Pasqua…

CHISINAU -  La Moldavia rischia di essere la prossima vittima del neoimperialismo militare di Vladimir Putin. È l’unico paese vicino dell’Ucraina - insieme alla filoputiniana Bielorussia - a non essere membro della Nato. E ha sempre ribadito che non lo sarà neanche in futuro. Il motivo è anche economico: Chisinau dipende al 100 per cento dal gas che proviene dalla Russia, e nel Paese guidato da Maia Sandu vive un’enorme comunità russofona. Ma proprio per questo al nord, nella repubblica autoproclamata della Transnistria, molti temono si nasconda una potenziale cellula dormiente di Mosca pronta a scatenare una guerra civile o a invadere l’Ucraina dal sud. E la sua non appartenenza all’Alleanza atlantica rende la Moldavia anche più vulnerabile, agli occhi di Putin.

Nel caso di un attacco russo, per Chisinau non scatterebbe il famoso articolo 5, quello del mutuo soccorso militare. Nel fine settimana della Pasqua ortodossa si sono moltiplicati i segnali che la Russia potrebbe aspirare ad allungare i suoi tentacoli fino a qui. Ci sono stati esplosioni e attacchi a Tiraspol, nella capitale della Transnistria, ma anche a Kolbasne, dove dai tempi dell’impero sovietico si nasconde un enorme arsenale militare e in altri luoghi strategici. E da Mosca un generale e alcuni deputati della Duma hanno minacciato apertamente l’annessione della Transnistria con il pretesto della difesa della “oppressa comunità russa”. 

La presidente della Moldavia, Maia Sandu (ansa)

Tuttavia lo scenario che molti analisti prefigurano, quello di un secondo Donbass, è molto complicato da realizzare in Transnistria. Primo, perché la Moldavia non confina con la Russia - contrariamente alle province di Donetsk e Lugansk - e le truppe russe dovrebbero fare centinaia di chilometri attraversando l’Ucraina e conquistare o bypassare una città cruciale come Odessa e allungarsi fino alla Transnistria. Secondo, perché quella filorussa della Transnistria è una regione in cui vive una quota importante di ucraini e la prospettiva di una nuova guerra civile spaventa gli stessi abitanti della regione indipendente.

Nel 1992 in questa regione a sud del Nistro che corre lungo il confine settentrionale tra Moldavia e Ucraina si è conclusa una sanguinosa guerra civile che è sfociata in una dichiarazione d’indipendenza che nessuno ha mai riconosciuto. Da allora una cosiddetta “missione di pace” costituita da 1.500 militari russi e migliaia di indipendentisti si nasconde nel Paese. Pronta, secondo alcuni analisti, a trasformare questa enclave filorussa in un nuovo fronte del conflitto in Ucraina.

Da trent’anni la Transnistria ha costruito uno stato parallelo a quello di cui fa parte per il resto del mondo, la Moldavia. La lingua più parlata è il russo, la moneta il rublo della Transnistria, che vale circa un quarto di euro, i moldavi ‘lei’ non sono accettati. Ha un governo, un parlamento e un’economia parallela, la scrittura ufficiale è il cirillico, anche per le comunicazioni in moldavo.