Dai vertici di Gazprom all’esercito di Kiev: “Così lavo la mia vergogna”
dalla nostra inviata Rosalba Castelletti , dalla nostra inviata Rosalba CastellettiMOSCA - Igor Volobuev ha deciso di "lavare via" il suo passato russo andando a combattere insieme alle forze di difesa territoriale ucraine. Nelle file del colosso del gas russo Gazprom da oltre vent'anni fino a diventare il vicepresidente addetto alle pubbliche relazioni della banca affiliata Gazprombank, ma nato e cresciuto a Okhtyrka, regione di Sumy, Ucraina nordorientale, non riusciva più a osservare dall'esterno quello che la Russia stava facendo alla sua patria. "Il mio ritorno è un mea culpa", ha detto l'oramai ex manager in due diverse interviste rilasciate al sito russo indipendente Insider.ru e al media ucraino liga.net.
MOSCA - Igor Volobuev ha deciso di "lavare via" il suo passato russo andando a combattere insieme alle forze di difesa territoriale ucraine. Nelle file del colosso del gas russo Gazprom da oltre vent'anni fino a diventare il vicepresidente addetto alle pubbliche relazioni della banca affiliata Gazprombank, ma nato e cresciuto a Okhtyrka, regione di Sumy, Ucraina nordorientale, non riusciva più a osservare dall'esterno quello che la Russia stava facendo alla sua patria. "Il mio ritorno è un mea culpa", ha detto l'oramai ex manager in due diverse interviste rilasciate al sito russo indipendente Insider.ru e al media ucraino liga.net.
A quel punto Volobuev ha fatto le valigie e il 2 marzo è volato via dalla Russia. Perdendo di colpo anche il suo incarico di manager. Dopo aver lavorato per 16 anni nella stessa Gazprom, di cui nove a capo dell'ufficio stampa, da oltre sei anni si occupava di pubbliche relazioni per gli asset industriali per Gazprombank. La "banca chiave" nella Russia di Vladimir Putin, come la definisce Liga.net: l'istituto, finora immune dalle sanzioni, a cui il leader del Cremlino vorrebbe che i Paesi europei pagassero il gas russo in rubli.
La mia colpa, riconosce Volobuev, è aver lavorato per il governo russo per così tanti anni. Quella che Mosca chiama "operazione militare speciale" russa in Ucraina, per Volobuev altro non è che "un crimine da parte di Putin, del governo russo e, di fatto, del popolo russo. Perché non è Putin che uccide gli ucraini qui, non è Putin che ruba i water, non è Putin che violenta le donne. A farlo è il popolo russo. E anch'io, sebbene ucraino di nazionalità, ne sono responsabile. Mi vergogno di questo, me ne pentirò per tutta la vita, perché ho una doppia responsabilità. Non sono solo russo. Sono nato qui in Ucraina, ho vissuto qui per 18 anni, quindi rispondo in maniera duplice e tripla". Adesso, promette Volobuev, rimarrà nella sua terra natale "fino alla vittoria".