La nuova Guerra Fredda di Londra, Cina e Russia attaccano la lady di ferro Truss: "Fomenta conflitti"
dal nostro corrispondente Antonello Guerrera , dal nostro corrispondente Antonello GuerreraLONDRA - Il duro discorso della ministra degli Esteri britannica Liz Truss ieri sera a Londra provoca le prime, nervose reazioni della Russia ma anche della Cina, i due Paesi nel mirino delle parole della titolare del Foreign Office. Ieri Truss ha aperto ufficialmente un nuovo capitolo perché sembra aver pronunciato il manifesto di una seconda Guerra Fredda tra Occidente da una parte e Russia e Cina dall’altra, oltre a quella “calda” in corso in Ucraina. Ciò con una Nato più “globale” e coinvolta nell’Indo-Pacifico.
Parole decisamente significative: “In Ucraina sinora abbiamo fallito, ora serve un nuovo modello”, ha detto Truss, ovvero quello di essere pro-attivi e non passivi nei confronti delle “forze maligne”, aumentando capillarmente alleanze e mutua collaborazione in Occidente, oltre alle spese militari che per la ministra devono “superare il d…
LONDRA - Il duro discorso della ministra degli Esteri britannica Liz Truss ieri sera a Londra provoca le prime, nervose reazioni della Russia ma anche della Cina, i due Paesi nel mirino delle parole della titolare del Foreign Office. Ieri Truss ha aperto ufficialmente un nuovo capitolo perché sembra aver pronunciato il manifesto di una seconda Guerra Fredda tra Occidente da una parte e Russia e Cina dall’altra, oltre a quella “calda” in corso in Ucraina. Ciò con una Nato più “globale” e coinvolta nell’Indo-Pacifico.
Parole decisamente significative: “In Ucraina sinora abbiamo fallito, ora serve un nuovo modello”, ha detto Truss, ovvero quello di essere pro-attivi e non passivi nei confronti delle “forze maligne”, aumentando capillarmente alleanze e mutua collaborazione in Occidente, oltre alle spese militari che per la ministra devono “superare il due per cento del Pil”. Ciò, tra le altre cose, in modo da raddoppiare lo sforzo bellico di armi per Kiev, tanto che oggi Londra ha annunciato di aver inviato all’Ucraina i missili antinave Brimstone, da utilizzare nel Mar Nero. E poi il “mondo libero” si deve mobilitare affinché “ciò non accada mai più. Altrimenti non saremo mai più al sicuro”.
Truss ha fatto capire come se si cedesse in Ucraina, capitolerebbe tutta la strategia di deterrenza nell’Indo-Pacifico nei confronti della Cina, cui deve essere coinvolta sempre di più una 'Nato' globale secondo la ministra. Inoltre, per Truss non è detto che “la crescita travolgente di Pechino sia inevitabile, soprattutto se faremo rispettare le regole internazionali”. Insomma, per Londra, e per gli Stati Uniti, la guerra in Ucraina non è più solo un conflitto cruento da vincere per dare una lezione a Putin, ma anche il baluardo ideologico e sistemico che porrà le basi della futura geopolitica mondiale per contrapporsi alle minacce di Russia e Cina.
E così stamattina Pechino attacca Truss e la Nato, "uno strumento di singoli Paesi per cercare l'egemonia" non solo nel Nord Atlantico, ma anche nell'Asia-Pacifico, verso cui si è rivolta negli ultimi anni "per mostrare la sua potenza e fomentare conflitti". Il portavoce del ministero degli Esteri Wang Wenbin, in risposta ai giudizi di Truss sull'importanza della Nato di avere una prospettiva globale - citando Taiwan e l'Indo-Pacifico - ha risposto che, "come prodotto della Guerra Fredda e più grande alleanza militare al mondo, l'Alleanza dovrebbe valutare la situazione e apportare gli adeguamenti necessari”.
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“La Nato afferma di essere un'organizzazione difensiva”, ha proseguito Wang, "ma in realtà crea costantemente confronto e problemi, richiede agli altri Paesi di attenersi alle norme di base delle relazioni internazionali, ma lancia incautamente guerre contro Paesi sovrani e li bombarda indiscriminatamente, provocando la morte e lo sfollamento di civili innocenti. La Nato ha già causato confusione in Europa, quindi rovinerà ancora l'Asia-Pacifico e il mondo intero?”.
Sulle affermazioni di Truss invece riguardo alla crescita cinese, Pechino replica che "le regole internazionali dovrebbero essere le norme delle relazioni internazionali basate sugli scopi e sui principi della Carta delle Nazioni Unite, piuttosto che sulle leggi e sui regolamenti di famiglia di piccoli circoli e piccoli gruppi".
Reazione, scontata, anche della Russia alle parole di Truss. Gli invii di armamenti all'Ucraina "minacciano la sicurezza europea", ha affermato oggi il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov. "Questa tendenza a inondare l'Ucraina di armi, soprattutto di armi pesanti, è un atto che minaccia la sicurezza del continente e provoca instabilità", ha dichiarato ai giornalisti.