La svolta della Germania: dal Bundestag sì bipartisan all'invio di armi pesanti all'Ucraina
di Tonia Mastrobuoni , di Tonia Mastrobuoni
La Germania fornirà armi pesanti direttamente all’Ucraina. È stata una decisione tormentata, soprattutto per i dubbi della Spd, ma alla fine è arrivata con un’amplissima maggioranza del Bundestag: 586 voti favorevoli, 100 contrari, sette astenuti. A parte l’estrema destra Afd e la sinistra radicale Linke, maggioranza e opposizione hanno votato compatti per la svolta decisiva nella posizione della Germania sugli aiuti militari all’Ucraina.
È stato il leader della Cdu, Friedrich Merz, a ricordare dai banchi dell’opposizione “i tentennamenti, i temporeggiamenti, le paure” del cancelliere Olaf Scholz e a rivangare le accuse arrivate al leader socialdemocratico persino dalla sua stessa maggioranza “semaforo”, che aveva insinuato che Scholz non fosse "all’altezza del suo compito”.
La Germania fornirà armi pesanti direttamente all’Ucraina. È stata una decisione tormentata, soprattutto per i dubbi della Spd, ma alla fine è arrivata con un’amplissima maggioranza del Bundestag: 586 voti favorevoli, 100 contrari, sette astenuti. A parte l’estrema destra Afd e la sinistra radicale Linke, maggioranza e opposizione hanno votato compatti per la svolta decisiva nella posizione della Germania sugli aiuti militari all’Ucraina.
È stato il leader della Cdu, Friedrich Merz, a ricordare dai banchi dell’opposizione “i tentennamenti, i temporeggiamenti, le paure” del cancelliere Olaf Scholz e a rivangare le accuse arrivate al leader socialdemocratico persino dalla sua stessa maggioranza “semaforo”, che aveva insinuato che Scholz non fosse "all’altezza del suo compito”.
Per settimane i Verdi e i Liberali avevano pressato il cancelliere per un via libera alle armi pesanti. Ma Scholz aveva preso tempo e in un’intervista recente allo Spiegel aveva persino paventato il rischio di una “guerra nucleare”. La Cdu aveva minacciato una mozione per forzare la mano al leader socialdemocratico - il rischio era dunque che la sostenesse un’ampia fetta della maggioranza, oltre ai cristianodemcoratici. E anche le pressioni internazionali erano aumentate enormemente.
Alla fine Scholz ha ceduto, annunciando martedì la fornitura di tank antiaerei Gepard a Kiev. Una conferma è arrivata mercoledì al vertice di Ramstein dalla ministra della Difesa Lambrecht. E oggi il sigillo robusto della stragrande maggioranza del Parlamento.