Bombardato il centro di Kiev durante la visita di Guterres. “Putin vuole umiliare l’Onu”
dal nostro inviato Paolo Brera , dal nostro inviato Paolo BreraKIEV - Il potere dei simboli: due missili russi hanno colpito il centro di Kiev proprio accanto all'ambasciata britannica e al ministero degli Esteri. E lo hanno fatto mentre il presidente Volodymyr Zelensky era con il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, alla fine di una missione già di per sé tardiva, amara.
Due forti esplosioni, una nuvola di fumo nero, almeno cinque ricoverati, tante sirene, molte macerie sotto cui cercare. "L'attacco a Kiev mi ha sconvolto", dice Guterres dopo la conferenza stampa con Zelensky. E l'onda d'urto è arrivata subito a Roma: sulla praticabilità della missione di Mario Draghi nella capitale ucraina è in corso un supplemento di riflessione. E la visita, fanno sapere da palazzo Chigi, non è ancora in calendario.
Mercoledì il Segretario generale dell'Onu era a Mosca, seduto al tavolone italiano del Cremlino con il presidente russo, Vladimir Putin. Parlava …
KIEV - Il potere dei simboli: due missili russi hanno colpito il centro di Kiev proprio accanto all'ambasciata britannica e al ministero degli Esteri. E lo hanno fatto mentre il presidente Volodymyr Zelensky era con il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, alla fine di una missione già di per sé tardiva, amara.
Due forti esplosioni, una nuvola di fumo nero, almeno cinque ricoverati, tante sirene, molte macerie sotto cui cercare. "L'attacco a Kiev mi ha sconvolto", dice Guterres dopo la conferenza stampa con Zelensky. E l'onda d'urto è arrivata subito a Roma: sulla praticabilità della missione di Mario Draghi nella capitale ucraina è in corso un supplemento di riflessione. E la visita, fanno sapere da palazzo Chigi, non è ancora in calendario.
Mercoledì il Segretario generale dell'Onu era a Mosca, seduto al tavolone italiano del Cremlino con il presidente russo, Vladimir Putin. Parlava di tregue umanitarie, di vite da salvare assolutamente. Putin, dice, annuiva, conveniva. Così Guterres era persino ottimista, dopo tanto scetticismo della vigilia: la rappresentante in Ucraina per l'Onu, Osnat Lubrani, aveva twittato di avere ricevuto l'incarico da Guterres di andare "a Zaporizhzhia per preparare un tentativo di evacuazione da Mariupol. L'Onu è pienamente mobilitata per aiutare a salvare vite ucraine e per assistere i bisognosi".
Secondo le prime indagini sul posto, un missile ha colpito l'ingresso della fabbrica Artem nel quartiere di Shevchenkivskyi, già centrata a metà marzo. È un vecchio edificio industriale di epoca sovietica, ufficialmente convertito al settore civile, alla catena del bianco: produrrebbe lavatrici, lavastoviglie, elettrodomestici vari. Forse i russi sospettano produca altro, in tempi di guerra.
Il secondo missile ha colpito i primi due piani di un edificio residenziale di 25, un palazzo che ora è fumo e fiamme. È il residence "Quartiere Lvovsky", in zona Tatarka: è vicino alla fabbrica, e in via Tatarskaya divampa un incendio. Il colpo è stato intercettato, forse per questo ha centrato - parzialmente depotenziato - un palazzo civile.
Che l'idea di avere vittime collaterali non sia un freno per i lanciamissili del Cremlino non è certo un inedito. Ma dobbiamo tornare da capo: stavolta sono i simboli a fare impressione. Hanno sfiorato il ministero degli Esteri, responsabile della politica di Kiev nei rapporti con Mosca; l'ambasciata britannica, che rappresenta il Paese così fortemente schierato a fianco dell'Ucraina nella guerra contro Mosca da averne legittimato eventuali attacchi oltre confine, in Russia. E hanno colto l'attimo per lanciare il raid in spregio alla presenza in città della massima istituzione dell'Onu, che dopo essere stato fermato dal veto di Mosca sulla condanna dell'invasione in Ucraina ha appena cambiato le regole sul regime dei veti, limitando il potere del Cremlino.
Sono molti giorni che Mosca avverte di essere pronta a colpire "i centri dove vengono prese le decisioni" - dunque "in centro a Kiev" che "fino a ora era stata risparmiata" - in caso di attacchi oltre confine. Ma dopo le parole del ministro della Difesa britannico, James Heappey, secondo cui "le armi che l'Occidente sta consegnando all'Ucraina hanno una gittata che consente di colpire al di là del confine, e non c'è nulla di strano", la minaccia del Cremlino era stata aggiornata: ora sono pronti a colpire "i centri decisionali" a Kiev "dove potrebbero trovarsi consiglieri occidentali".
Se l'Onu dopo l'ennesima inevitabile prova d'inefficienza ad affrontare le crisi - dovuta alle regole che ne vincolano l'azione - pensava di poter gettare almeno un po' d'acqua sul fuoco, Mosca l'ha convertita in benzina. Guterres "il giorno prima era al Cremlino, e oggi le esplosioni sono sopra la sua testa. Una cartolina da Mosca? Ci ricordiamo com'è che la Russia occupa ancora un seggio nel Consiglio di Sicurezza dell'Onu?", twitta il primo consigliere di Zelensky, Mikhailo Podoliak. E il presidente non usa eufemismi: Quei missili servivano "a umiliare l'Onu".