È morto il figlio del romanziere Paul Auster, era accusato dell'omicidio della figlia di 10 mesi
di Massimo Basile , di Massimo BasileNEW YORK - Daniel Auster, il figlio del romanziere Paul Auster, è morto per overdose. Sei mesi fa era diventato il principale sospettato per la morte della figlia di dieci mesi, Ruby, trovata in casa, a Brooklyn, in stato di incoscienza per un’overdose di fentanyl e eroina. Non si è capito come la piccola fosse rimasta intossicata, e non potrà più spiegarlo il padre, 44 anni, che era destinato al processo dopo essere stato arrestato il 15 aprile con l’accusa di omicidio involontario e omicidio colposo.
L’ultima immagine pubblica di Daniel Auster resta quella di lui in jeans e maglia grigia, le mani legate dietro la schiena, portato via dalla polizia, mentre un giornalista gli chiede due volte: “Daniel, hai …
NEW YORK - Daniel Auster, il figlio del romanziere Paul Auster, è morto per overdose. Sei mesi fa era diventato il principale sospettato per la morte della figlia di dieci mesi, Ruby, trovata in casa, a Brooklyn, in stato di incoscienza per un’overdose di fentanyl e eroina. Non si è capito come la piccola fosse rimasta intossicata, e non potrà più spiegarlo il padre, 44 anni, che era destinato al processo dopo essere stato arrestato il 15 aprile con l’accusa di omicidio involontario e omicidio colposo.
L’ultima immagine pubblica di Daniel Auster resta quella di lui in jeans e maglia grigia, le mani legate dietro la schiena, portato via dalla polizia, mentre un giornalista gli chiede due volte: “Daniel, hai ucciso tu la bambina?”. In quel breve video il figlio dello scrittore mantiene il volto girato dalla parte opposta alle telecamere, prima di salire su un’ambulanza. L’overdose, secondo una prima ricostruzione della polizia, sarebbe stata accidentale, perché vicino al corpo sono state trovate tracce che fanno pensare a una dose simile a quelle che prendeva sempre.
Tutto il resto di questa storia rientra nella categoria frammenti di vita, che si intrecciano con quella del padre, 75 anni, uno dei più grandi romanzieri contemporanei, esponente del postmodernismo come Don DeLillo e Thomas Pynchon, e della madre, Lydia Davis, 74 anni, autrice e traduttrice di successo. Il 1977 è l’anno in cui nasce Daniel, e quello in cui gli Auster si trasferiscono in campagna, ma le cose non vanno: i soldi scarseggiano, Paul ha poco tempo per scrivere perché deve pensare a procurarsi da vivere per sé e per la famiglia, e fa diversi lavori, tra cui inventarsi un gioco chiamato 'Action baseball' che presenterà alla Fiera del giocattolo di New York, ma senza successo.
L’anno dopo arriva il divorzio. Lo scrittore perde il padre, un trauma che lo porterà a scrivere L’invenzione della solitudine, che ruota attorno al tema del complicato rapporto genitore-figlio. Quattro anni dopo Auster si sposerà con la scrittrice Siri Hustvedt, da cui avrà una figlia, la cantautrice Sophie Auster, 34 anni. Senza la figura paterna, Daniel vivrà un’infanzia problematica, che lo porterà a scoprire l’eroina da adolescente, per non abbandonarla più.
Nella sua vita anche una breve apparizione nel cinema: recitò nel film Smoke, del 1995, ispirato a un racconto del padre sulla gente di Brooklyn, con Harvey Keitel, in cui il ragazzo faceva la parte di un ladro di libri. Entrato nel giro dei party newyorkesi a base di stupefacenti, nel ’96 - secondo il New Yorker - Daniel aveva assistito all’omicidio di uno spacciatore di eroina, Andre ‘Angel’ Melendez, ucciso da Michael Alig, organizzatore di feste nei nightclub newyorkesi, e dal suo compagno di stanza, Robert Riggs.
Le vecchie foto che girano in queste ore di Daniel, ragazzo, assieme al padre, che gli poggia una mano sulla spalla, raccontano solo una parte della storia, rimasta lontana dalle cronache e dal gossip, ma forse non estranea alle pagine dello scrittore. I fatti degli ultimi sei mesi hanno avuto un tracollo verticale, con una catena di tragedie molto austeriana, la morte della piccola, intossicata da un oppioide potentissimo, e poi del padre, destinato probabilmente a una lunga condanna. Una storia in cui il reale e il surreale si sono intrecciate, come in quella Triologia di New York che segnò la svolta della carriera di Paul Auster, e che resta un romanzo travolgente e enigmatico, molto autobiografico, come la sua vita, in queste ore, conferma.