I polli nel mondo di sotto
di Paolo Di Paolo, di Paolo Di Paolo
C’è un mondo di sopra e un mondo di sotto, come in certe favole, come in certi romanzi diventati film d’animazione o serie tv. C’è un mondo di sopra, il mondo alla luce, e un mondo di sotto, un mondo di ombre, sommerso. La metafora è scoperta, e forse riguarda anche il modo in cui la nostra attenzione sul dolore degli altri scivola inesorabilmente ogni giorno più giù, più in basso, mentre la vita di sopra ci assorbe. Solo che il bunker della fabbrica di Ostchem non è una metafora, e quella vita di sotto continua a scorrere, ha i suoi ritmi e i suoi riti. Vita rassegnata alla necessità, sopravvivenza ma comunque vita.
La distribuzione dei polli è un dettaglio, ruvido e in qualche modo però tristemente vitale - e sarebbe bello sapere cosa si dicono, cosa si sono dette le due donne nella fotografia. Parole dal mondo di sotto che non arrivano alle nostre orecchie nel mondo di sopra, ma che forse somigliano a quelle scambiate un attimo fa da due donne, due persone, due comparse della Storia come siamo tutti, nella fortuna sempre provvisoria del mondo di sopra.