Francia, elezioni legislative: prove di alleanza a sinistra
dalla nostra corrispondente Anais Ginori , dalla nostra corrispondente Anais GinoriUna nuova "cosa" di sinistra. Gli elettori francesi la vorrebbero, almeno stando ai sondaggi, ma la strada per un'alleanza strutturata in vista delle legislative di giugno è ancora in salita. L'accordo tra il partito socialista e la France Insoumise sembrava a portata di mano e invece è stato sospeso. La direzione del Ps ha scaricato la responsabilità dell'intoppo sul partito di Jean-Luc Mélenchon, comunicando di "aver messo in pausa le discussioni" perché in mancanza di "una visione condivisa". "Bisogna accettare la pluralità e rompere con ogni logica egemonica. A questo punto non ne abbiamo garanzia" ha detto Pierre Jouvet, portavoce dei socialisti che ha sottolineato l'esistenza di disaccordi che impediscono al momento di "siglare una storica unione della sinsitra francese".
Eppure qualche ora prima la direzione del partito aveva annunciato con una lettera di quattro pagine …
Una nuova "cosa" di sinistra. Gli elettori francesi la vorrebbero, almeno stando ai sondaggi, ma la strada per un'alleanza strutturata in vista delle legislative di giugno è ancora in salita. L'accordo tra il partito socialista e la France Insoumise sembrava a portata di mano e invece è stato sospeso. La direzione del Ps ha scaricato la responsabilità dell'intoppo sul partito di Jean-Luc Mélenchon, comunicando di "aver messo in pausa le discussioni" perché in mancanza di "una visione condivisa". "Bisogna accettare la pluralità e rompere con ogni logica egemonica. A questo punto non ne abbiamo garanzia" ha detto Pierre Jouvet, portavoce dei socialisti che ha sottolineato l'esistenza di disaccordi che impediscono al momento di "siglare una storica unione della sinsitra francese".
Eppure qualche ora prima la direzione del partito aveva annunciato con una lettera di quattro pagine di sottoscrivere molti dei dodici punti programmatici proposti dalla France Insoumise, sposando in particolare l'aumento del salario minimo a 1.400 euro, la pensione a 60 anni, l'abrogazione della riforma riguardante l'indennità di disoccupazione, il ripristino dell'imposta sul patrimonio e il passaggio a una Sesta Repubblica, aprendo inoltre all'attuazione della "strategia della disobbedienza" ai trattati europei.
L'ipotesi di un'allenza con Mélenchon aveva sollevato anche critiche all'interno del partito. "Penso che questo accordo non sarà accettato. È inaccettabile" ha detto l'ex presidente François Hollande. "E se fosse accettato, significherebbe che il Ps avrà deciso di scomparire". Hollande spinge per un'unione alternativa con comunisti e verdi. Ma proprio i verdi di Europe Ecologie les Verts sembrano invece aver sbloccato le trattative con la France Insoumise, dopo un primo momento di alta tensione. Sandra Regol, numero due di Eelv, ha previsto a breve. E anche il segretario nazionale, Julien Bayou, si è detto fiducioso che i negoziati si concludano nelle prossime ore. "In questo modo potremmo anche sfilare congiunti durante le manifestazioni del primo maggio" ha agginto Bayou.
Secondo un sondaggio dell'istituto Odoxa, l'86 per cento dei sostenitori di sinistra desidera un'alleanza tra le diverse forze politiche dell'area. Il 70 per cento di questi aspira a coinvolgere nella coalizione la France Insoumise che con la candidatura di Mélenchon ha ottenuto al primo turno con il 21,95 per cento dei voti e ha chiamato i francesi a eleggerlo Primo ministro per imporre nei prossimi cinque anni una coabitazione a Macron. "È una conseguenza della dinamica del voto utile di cui ha beneficiato Melenchon lo scorso 10 aprile" ha spiegato il direttore di Odoxa, Gael Sliman. Un altro sondaggio di OpionWay prevede che, in assenza di alleanza, i melenchonisti aumenterebbero il loro gruppo dagli attuali 17 a tra 25 e 45 deputati, mentre i socialisti si attesterebbero tra 20 e 40 seggi (attualmente 28). Se invece la sinistra si presentasse unita otterrebbe tra i 73 e i 93 deputati.