Quando si dice che l’arte può elaborare il presente facendone metafora leggibile nel futuro, si dice senza dubbio qualcosa di vero. Quando si dice che per un artista è difficile intervenire nel presente e sul presente in tempo reale, si dice una cosa vera a metà. Picasso realizzò “Guernica" in due mesi e lo fece esporre pochi mesi dopo il bombardamento della città. Un pittore messicano attivo in Texas, Roberto Marquez, sta dipingendo a Irpin, Ucraina, la sua "Guernica". La sta dipingendo sulle rovine del ponte crollato sotto i bombardamenti.
Ecco, pensavo: si può dipingere "Guernica" a Guernica? Marquez lo sta facendo, lo ha fatto. E quei lampi di colore che raccontano la tragedia degli ucraini in fuga dalla guerra rischiarano le rovine. È un museo di macerie senza spettatori se non da lontano, per interposta visione. Ma nessuna sala museale sarebbe più giusta, e più disperante, per questa "Guernica" del ventunesimo secolo.