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Quei voli fra l'Iran e la Russia per aggirare le sanzioni: i sospetti dell'intelligence occidentale sui Guardiani della Rivoluzione

Con un’intensità mai vista prima, aerei cargo carichi di merci decollano dagli aeroporti iraniani e raggiungono Mosca. Il traffico si è intensificato nell’ultima settimana
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I sospetti rilanciati dall’intelligence occidentale su un ricostituito “asse del male” che unisce Iran e Russia nel comune obiettivo di ingannare le sanzioni, trova una prima conferma nei tracciati dei voli aerei. Con un’intensità mai vista prima, cargo carichi di merci decollano dagli aeroporti iraniani e raggiungono Mosca. Spesso durante la rotta spengono i transponder, gli strumenti che segnalano la posizione ai sistemi di vigilanza del traffico civile, ma grazie a siti di monitoraggio come Flightradar24 è possibile individuare molti di questi trasferimenti. 

In alcuni casi sono Boeing 747 tra i cargo più grandi disponibili sul mercato civile; in altri Ilyushin-76 di produzione russa. Un viavai tra l’aeroporto internazionale Imam Khomeini di Teheran e Mosca che si è intensificato nell’ultima settimana. Ad esempio il 28 alle 18.49 decolla un Boeing 747-281B, il 22 alle 10.29 un Ilyushin-76TD.

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I sospetti rilanciati dall’intelligence occidentale su un ricostituito “asse del male” che unisce Iran e Russia nel comune obiettivo di ingannare le sanzioni, trova una prima conferma nei tracciati dei voli aerei. Con un’intensità mai vista prima, cargo carichi di merci decollano dagli aeroporti iraniani e raggiungono Mosca. Spesso durante la rotta spengono i transponder, gli strumenti che segnalano la posizione ai sistemi di vigilanza del traffico civile, ma grazie a siti di monitoraggio come Flightradar24 è possibile individuare molti di questi trasferimenti. 

In alcuni casi sono Boeing 747 tra i cargo più grandi disponibili sul mercato civile; in altri Ilyushin-76 di produzione russa. Un viavai tra l’aeroporto internazionale Imam Khomeini di Teheran e Mosca che si è intensificato nell’ultima settimana. Ad esempio il 28 alle 18.49 decolla un Boeing 747-281B, il 22 alle 10.29 un Ilyushin-76TD.

A sorprendere è la compagnia che realizza i trasferimenti. Il jumbo jet è di Fars Air Qeshm, nota per avere legami con i Guardiani della Rivoluzione. I Pasdaran degli Ayatollah, artefici di tutte le operazioni iraniane per riuscire a superare l’embargo internazionale, sono ritenuti vicini anche alla Mahan Air, contro cui gli Usa hanno imposto già da tempo sanzioni: l’accusano di agevolare le operazioni militari della Repubblica islamica all’estero. Ma i Guardiani della Rivoluzione da decenni mostrano abilità nel portare avanti attività per aggirare le sanzioni: dal petrolio inviato in piccoli porti asiatici per il rebranding con le navi che spengono i sistemi per l’identificazione, alle compagnie di facciata e conti su banche straniere.

Proprio per questo ora c’è grande preoccupazione per il ruolo che l’Iran potrebbe avere diventando uno snodo strategico per fare arrivare materiali bellici alla Russia senza controllo. Mosca ha bisogno soprattutto di strumentazioni radio, motori e ricambi che i Guardiani hanno clonato nelle loro imprese sulla base di modelli occidentali o producono su licenza cinese. Ma la Repubblica Islamica può diventare una sponda per immettere nei mercati di alcuni paesi merci e materie prime di origine russa.