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Quando i russi tentarono di uccidere Zelensky: "Svegliai i miei figli, c'erano esplosioni dappertutto"

Il presidente parla del blitz del 24 febbraio: "Le guardie ucraine del compound spensero le luci, iniziarono a distribuire giubbotti antiproiettile e fucili automatici"
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LONDRA - "Salvate il soldato Zelensky" non è un film, ma la rivelazione che lo stesso presidente ucraino ha fatto in un'intervista al magazine americano Time. Ai giornalisti che hanno passato due settimane nel bunker con lui, Volodymyr Zelensky ha raccontato infatti come all'alba del 24 febbraio scorso, giorno dell'inizio della brutale invasione di Mosca in Ucraina, parà russi e molto probabilmente forze speciali "Spetsnaz" provarono a ucciderlo, con un blitz su Kiev. "Cose che, prima di quella notte, avevamo visto soltanto al cinema", ricorda Andriy Yermak, capo dello staff presidenziale ucraino, al Time.

Invece era tutto vero. Del resto, per settimane russi e loro alleati, come i mercenari della Wagner, hanno provato a decapitare il potere a Kiev eliminando Zelensky, senza successo. In quelle prime fatidiche ore dell'assalto, racconta l'ex comico diventato eroico presidente, "ho svegliato mia moglie e siamo …

LONDRA - "Salvate il soldato Zelensky" non è un film, ma la rivelazione che lo stesso presidente ucraino ha fatto in un'intervista al magazine americano Time. Ai giornalisti che hanno passato due settimane nel bunker con lui, Volodymyr Zelensky ha raccontato infatti come all'alba del 24 febbraio scorso, giorno dell'inizio della brutale invasione di Mosca in Ucraina, parà russi e molto probabilmente forze speciali "Spetsnaz" provarono a ucciderlo, con un blitz su Kiev. "Cose che, prima di quella notte, avevamo visto soltanto al cinema", ricorda Andriy Yermak, capo dello staff presidenziale ucraino, al Time.

Invece era tutto vero. Del resto, per settimane russi e loro alleati, come i mercenari della Wagner, hanno provato a decapitare il potere a Kiev eliminando Zelensky, senza successo. In quelle prime fatidiche ore dell'assalto, racconta l'ex comico diventato eroico presidente, "ho svegliato mia moglie e siamo andati a dire ai nostri figli di 17 e 9 anni di lasciare il compound governativo per rifugiarsi in un posto più sicuro. C'erano forti esplosioni dappertutto", racconta Zelensky.

A quel punto, scatta l'assalto dei russi. "Le guardie ucraine del compound spensero le luci, iniziarono a distribuire giubbotti antiproiettile e fucili automatici a Zelensky e i suoi collaboratori", si legge nel resoconto. "Ma pochi sapevano come usare i mitra", spiega Oleksiy Arestovych, veterano dell'intelligence militare ucraina, "era il caos, armi automatiche per tutti". Zelensky spiega di aver rifiutato le offerte di Regno Unito e Stati Uniti per un corridoio di fuga sicuro con l'oramai celebre frase: "Ho bisogno di armi, non di un passaggio". I russi provano a sfondare nel compound, ma gli ucraini lo tappano e resistono. Poi, qualche ora dopo, Zelensky e i suoi collaboratori escono dal bunker e filmano un video che fa la storia e il giro del mondo: "Non siamo mai fuggiti, noi restiamo qui".

Zelensky visita le truppe ucraine in trincea (ansa)

Checché ne dica la narrativa di Mosca ("Zelensky sa troppe cose, verrà ucciso dagli occidentali"), la vita del presidente ucraino è sempre stata decisiva per gli Alleati, in particolar modo Stati Uniti e Regno Unito, le cui forze speciali molto probabilmente sul terreno sono in costante contatto con gli ucraini. Nel frattempo, sono sempre di più i cittadini britannici nelle mani dei russi in Ucraina. Ieri, su Russia Today, tv legata al Cremlino, è comparso un video con "un combattente britannico", in mimetica e un braccio apparentemente rotto, che racconta di essere "Andrew Hill di Plymouth", catturato nella zona di Mykolaiv.

Mentre due giorni fa è rimasto ucciso il primo combattente inglese della resistenza ucraina, Scott Sibley, un altro è disperso, e ci sono sempre gli altri due paramilitari connazionali Aiden Aslin e Shaun Pinner nelle mani dei russi.

Non solo. Sempre ieri sono stati rapiti altri due inglesi, questa volta pare civili di una ong, la Presidium Network, che si occupa di evacuazioni di civili in guerra, Paul Urey e Dylan Healy sarebbero stati prelevati dai russi nell'area di Zaporizhzhia, i familiari sono disperati e il primo, già contractor civile in Afghanistan per anni, ha bisogno di insulina contro il diabete. Il think tank Institute for the Study of War ha scritto a inizio settimana che i russi avrebbero presto aumentato i rapimenti di ucraini e britannici per utilizzarli come scambio o per minacciare i loro Paesi.