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Russia, si aggrava la salute di Skochilenko: l'artista in carcere per la protesta dei cartellini del prezzo

Le è stata negata la dieta gluten-free nonostante sia celiacha. In detenzione precautelare, in vista del processo dove rischia 10 anni di carcere per "notizie false" sulle forze armate impegnate nell'operazione militare speciale in Ucraina
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MOSCA - Sta sempre peggio Aleksandra "Sasha" Skochilenko, l'artista russa in carcere da due settimane per aver sostituito i cartellini del prezzo di un negozio di San Pietroburgo con dei messaggi pacifisti contro l'operazione militare speciale in Ucraina. Soffre di celiachia ma, nonostante i ripetuti appelli di parenti e amici, le autorità carcerarie non le hanno garantito una dieta "gluten free".

La trentunenne è stata incriminata l'11 aprile per aver diffuso "fake news" sull'offensiva russa in Ucraina e posta in custodia cautelare fino al primo giugno in attesa del processo dove rischia una cond…

MOSCA - Sta sempre peggio Aleksandra "Sasha" Skochilenko, l'artista russa in carcere da due settimane per aver sostituito i cartellini del prezzo di un negozio di San Pietroburgo con dei messaggi pacifisti contro l'operazione militare speciale in Ucraina. Soffre di celiachia ma, nonostante i ripetuti appelli di parenti e amici, le autorità carcerarie non le hanno garantito una dieta "gluten free".

La trentunenne è stata incriminata l'11 aprile per aver diffuso "fake news" sull'offensiva russa in Ucraina e posta in custodia cautelare fino al primo giugno in attesa del processo dove rischia una condanna fino a 10 anni di carcere in base alla legge sul discredito delle forze armate approvata lo scorso 4 marzo. Skochilenko è stata per alcuni giorni in un centro di detenzione temporanea (Ivs) prima di essere trasferita in un centro di detenzione precautelare, il "Sizo n.5" di San Pietroburgo.

Il servizio federale carcerario russo (Fsin) ha spiegato che le regole attuali "non prevedono pasti separati o individuali per chi ha bisogno di cibo senza glutine", ma che "non è vietata" la spedizione di cibo gluten-free. Ma i pacchi che hanno provato a inviarle i suoi sostenitori prima presso l'Ivs, poi al Sizo n.5, sono stati rispediti al mittente. Intanto crescono le petizioni a sostegno di Skochilenko: un appello su Changes.org ha raccolto oltre 100 mila firme. E sia Amnesty International che Pen America hanno denunciato le autorità.

Aleksandra "Sasha" Skochilenko 

Dopo averla incontrata il 20 aprile, la sua legale Jana Nepovinnova aveva denunciato che Skochilenko era molto "malata", ma negli ultimi giorni la sua salute è ulteriormente deteriorata. "Mi ha incontrata in lacrime. E' chiaro che è emozionalmente instabile", ha detto l'avvocata. Non essendole stata garantita una dieta gluten-freee, Skochilenko è costretta a rifiutare il cibo. "Continua a sperimentare dolore, sta molto male e ha molta paura di un esaurimento nervoso. Il suo stato psicoemotivo è al limite. Sta cercando di evitarlo", ha spiegato Nepovinnova.

Skochilenko soffre di episodi depressivi e disturbo bipolare. Ed è nota per un fumetto intitolato Il libro della depressione in cui racconta la sua esperienza, pubblicato nel 2014 e tradotto anche in ucraino, inglese e spagnolo. Da allora non ha mai abbandonato quello che chiama “psicoattivismo”, rilasciando regolarmente interviste sulla depressione e pubblicando altri libri e fumetti per sensibilizzare la gente sui disordini mentali e sull’importanza di accettarsi.

La lettera dal carcere

“Non importa che cosa cercheranno di fare con me i miei accusatori, non importa come cercheranno di calpestarmi nel fango, umiliarmi, mettermi nelle condizioni più disumane, tirerò fuori la parte più luminosa, più incredibile e più bella da questa esperienza”, aveva scritto Skokilenko in una lettera trapelata dalla struttura di detenzione temporanea, aggiungendo che gli investigatori l’hanno anche accusata di appartenere a una presunta organizzazione estremista e raccontando come gli agenti abbiano prima minacciato un suo amico perché la denunciasse e poi l’abbiano umiliata. “Mi dicevano cose disgustose, mi prendevano in giro, mi umiliavano e mi avvelenavano. Ho sentito commenti aspri sul mio aspetto, stile di vita, amici e luogo di residenza”.

Dopo aver ringraziato i sostenitori, Skokilenko aveva poi concluso: “Mi rammarico che la mia storia distragga e porti lontano dalla vera agenda e dalle vere vittime delle ostilità che si stanno ora svolgendo sul territorio dell’Ucraina. Tutto ciò che volevo e voglio è che smettano. Per questo bene, non è un peccato stare in prigione”.

La protesta

Skokilenko aveva sostituito il cartellino del prezzo del supermercato Perekrestok all'88 di Maliy Prospekt la sera del 31 marzo, aderendo a un’iniziativa lanciata dal Movimento femminista contro l’operazione miltiare speciale in Ucraina. Dopo il lancio dell’operazione militare speciale, aveva disegnato e diffuso varie cartoline con messaggi come "L'amore è più forte della guerra e della morte" e "La vita umana non ha prezzo" e il 9 aprile, due giorni prima del suo arresto, aveva partecipato a una jam session per la pace.

Il 13 aprile si è tenuto il processo a porte chiuse, ma nonostante il suo disturbo bipolare e la sua celiachia il giudice le ha negato i domiciliari citando il fatto che Skochilenko ha amici in Ucraina e una sorella che vive in Francia. La sua azione, ha detto, “fuorvia i cittadini, crea tensione nella società”.