La Serbia mette in mostra i nuovi missili cinesi: è allarme nei Balcani (e non solo). Vucic: "Non saremo più un sacco da boxe per nessuno"
di Vincenzo di ZanniUn'esibizione muscolare. La Serbia ha messo in mostra il sistema missilistico antiaereo di fabbricazione cinese arrivato soltanto qualche settimana fa a Belgrado. La consegna, annunciata dal portavoce del ministro degli Esteri cinese, Zhao Lijian - "forniture militari regolari", si era affrettato a dire il funzionario di Pechino - aveva già allarmato l'Occidente e il resto dei Balcani. E ora la scelta di far sfoggio del sofisticato sistema terra-aria HQ-22 e le parole del presidente della Repubblica serba, Aleksandar Vucic, confermano quell'allarme.
"Non permetteremo più di essere un sacco da boxe per nessuno", ha detto Vucic al termine dell'esibizione delle nuove armi in un aeroporto militare vicino alla capitale, secondo quanto riporta l'Associated Press. Il riferimento velato è al bombardamento delle forze Nato sulla Serbia dopo la sanguinosa repressione dei separatisti albanesi del Kosovo nel 1999 da parte dei ser…
Un'esibizione muscolare. La Serbia ha messo in mostra il sistema missilistico antiaereo di fabbricazione cinese arrivato soltanto qualche settimana fa a Belgrado. La consegna, annunciata dal portavoce del ministro degli Esteri cinese, Zhao Lijian - "forniture militari regolari", si era affrettato a dire il funzionario di Pechino - aveva già allarmato l'Occidente e il resto dei Balcani. E ora la scelta di far sfoggio del sofisticato sistema terra-aria HQ-22 e le parole del presidente della Repubblica serba, Aleksandar Vucic, confermano quell'allarme.
"Non permetteremo più di essere un sacco da boxe per nessuno", ha detto Vucic al termine dell'esibizione delle nuove armi in un aeroporto militare vicino alla capitale, secondo quanto riporta l'Associated Press. Il riferimento velato è al bombardamento delle forze Nato sulla Serbia dopo la sanguinosa repressione dei separatisti albanesi del Kosovo nel 1999 da parte dei serbi. Vucic ha provato a buttare acqua sul fuoco spiegando che quei missili made in Cina non rappresentano una minaccia per nessuno, ma solo un "potente deterrente" contro potenziali aggressori.
Ma le mosse di Belgrado continuano ad agitare le cancellerie occidentali. Per due motivi. Primo: Vucic, appena riconfermato alla guida del paese, ha strettissimi legami con la Russia ed è stato ambiguo sull'invasione dell'Ucraina da parte del Cremlino. Ha votato a favore delle risoluzioni Onu che condannano l'aggressione voluta da Vladimir Putin, ma non ha sostenuto le sanzioni internazionali contro Mosca.
Il secondo motivo di preoccupazione, invece, è l'ipotesi che la Russia possa spingere la Serbia in un conflitto armato con i suoi vicini per cercare, almeno in parte, di spostare l'attenzione dell'opinione pubblica dalla guerra in Ucraina. Del resto solo a fine marzo il primo ministro del Kosovo, Albin Kurti, in un'intervista a Repubblica aveva bollato il vicino Vucic come "una marionetta del Cremlino" al governo di un Paese che - parole di Kurti - "imita la Russia pur non essendolo". Insomma, il timore del kosovo (e non solo) è che Vucic possa destabilizzare i Balcani "replicandone il modello".
I missili cinesi
Il sofisticato sistema terra-aria HQ-22 è stato consegnato da una decina di aerei da trasporto Y-20 dell'aeronautica cinese sulla base di un accordo firmato in precedenza da Pechino e Belgrado. I missili, forniti nel mezzo dell'instabilità dei Balcani, sono paragonati in prevalenza agli americani Patriot o ai russi S-300, pur avendo una gittata inferiore: 170 chilometri per un'altitudine di 27, dicono gli esperti.
La Serbia è stato il primo Paese europeo a dotarsi di tali armamenti cinesi, anche se il loro acquisto era stato scoraggiato dagli Usa nel 2020. Washington aveva avvertito che l'ingresso nell'Ue, al quale Belgrado aspirerebbe, o comunque l'ingresso in altre alleanze occidentali, avrebbe comportato l'impiego di sistemi difensivi con standard più uniformi a quelli occidentali. Invece la Serbia, nonostante cerchi di entrare a far parte dell'Unione, si è armata prevalentemente di armi russe e cinesi. Compresi i carri armati T-72, i jet da combattimento MiG-29, elicotteri d'attacco Mi-35 e droni.