Francia, accordo Verdi-Mélenchon: nel patto salario minimo a 1400 euro e pensione a 60 anni
dalla nostra corrispondente Anais Ginori , dalla nostra corrispondente Anais GinoriPARIGI - Un nuovo patto verde nella sinistra francese. I verdi sono i primi a chiudere l'accordo con Jean-Luc Mélenchon in vista delle legislative di giugno, sottoscrivendo molti dei dodici punti programmatici proposti dalla France Insoumise, in particolare l'aumento del salario minimo a 1.400 euro, la pensione a 60 anni, l'abrogazione della riforma riguardante l'indennità di disoccupazione, il ripristino dell'imposta sul patrimonio e il passaggio a una Sesta Repubblica.
L'alleanza è stata siglata nella notte dopo giorni di trattative. Il punto più complicato per l'intesa era la posizione sull'Europa, laddove la France Insoumise prop…
PARIGI - Un nuovo patto verde nella sinistra francese. I verdi sono i primi a chiudere l'accordo con Jean-Luc Mélenchon in vista delle legislative di giugno, sottoscrivendo molti dei dodici punti programmatici proposti dalla France Insoumise, in particolare l'aumento del salario minimo a 1.400 euro, la pensione a 60 anni, l'abrogazione della riforma riguardante l'indennità di disoccupazione, il ripristino dell'imposta sul patrimonio e il passaggio a una Sesta Repubblica.
L'alleanza è stata siglata nella notte dopo giorni di trattative. Il punto più complicato per l'intesa era la posizione sull'Europa, laddove la France Insoumise propone una "strategia della disobbedienza" ai trattati europei. "Disobbedienza non significa uscire dall'Ue", ha precisato Mélenchon. Il comunicato finale dell'alleanza ricorda che "come paese fondatore dell'Ue, la Francia non può avere come politica né l'uscita dall'Unione, né la sua disintegrazione, né la fine della moneta unica". Il testo aggiunge: "Ma dobbiamo essere pronti a disobbedire a certe regole europee, in particolare le regole economiche e di bilancio, come il Patto di stabilità e di crescita, il diritto della concorrenza, gli orientamenti produttivisti e neoliberisti della politica agricola comune".
Anche i comunisti dovrebbero chiudere presto un'intesa elettorale. In questo caso il punto di tensione è sull'energia nucleare: il Pcf è favorevole mentre la France Insoumise propone un referendum sull'uscita. Gli sherpa dei due partiti stanno cercando un testo che sia di compromesso tra le due posizioni. Mancano ancora i socialisti che erano sul punto di firmare qualche giorno fa ma poi si sono fermati per l'opposizione di alcuni storici dirigenti, come l'ex presidente François Hollande. Il segretario del Ps, Olivier Faure, continua però a spingere per entrare nella nuova "cosa di sinistra" che si chiamerà Union populaire écologique et sociale, unione popolare ecologica e sociale.
Intanto Macron ha "rubato" un'idea di Mélenchon per il suo prossimo governo: è la "pianificazione ecologica", già lanciata nel programma del leader della gauche radicale durante la campagna della presidenziale. Il prossimo (o prossima) premier, ha detto il capo di Stato, avrà questa delega speciale. Il leader ha promesso di fare della Francia "la prima nazione ecologica" con neutralità carbonica entro il 2050. Per l'annuncio del nuovo governo si aspetta ancora: dovrebbe essere a cavallo del 7 maggio, inizio del nuovo mandato di Macron.