Com'è nata la falsa storia delle origini ebraiche di Hitler
di Enrico Franceschini , di Enrico FranceschiniLONDRA – Fra le tante teorie cospiratorie antisemite, una che circola da tempo sostiene che Adolf Hitler avesse sangue ebraico. Ma l’affermazione, ripetuta dal ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov nell’intervista a Rete 4 che ha suscitato scalpore in Italia e spinto Israele a convocare per protesta l’ambasciatore russo, non ha alcuna base scientifica: è il frutto di congetture tramandate nel corso del tempo e riprese occasionalmente dai media o da esponenti politici senza verificarne l’attendibilità.
Tra coloro che l’hanno esaminata spicca la Jewish Virtual Library, un’enciclopedia online pubblicata dall’American-Israeli Cooperative Enterprise. L’idea, si legge sul sito dell’enciclopedia, proviene dalla remota possibilità che il nonno di Hitler fosse ebreo. Quando nel 1837 nacque Alois, il padre di Adolf Hitler, fu registrato all’anagrafe come un figlio illegittimo di cui era ignoto il g…
LONDRA – Fra le tante teorie cospiratorie antisemite, una che circola da tempo sostiene che Adolf Hitler avesse sangue ebraico. Ma l’affermazione, ripetuta dal ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov nell’intervista a Rete 4 che ha suscitato scalpore in Italia e spinto Israele a convocare per protesta l’ambasciatore russo, non ha alcuna base scientifica: è il frutto di congetture tramandate nel corso del tempo e riprese occasionalmente dai media o da esponenti politici senza verificarne l’attendibilità.
Tra coloro che l’hanno esaminata spicca la Jewish Virtual Library, un’enciclopedia online pubblicata dall’American-Israeli Cooperative Enterprise. L’idea, si legge sul sito dell’enciclopedia, proviene dalla remota possibilità che il nonno di Hitler fosse ebreo. Quando nel 1837 nacque Alois, il padre di Adolf Hitler, fu registrato all’anagrafe come un figlio illegittimo di cui era ignoto il genitore. A tutt’oggi l’identità del nonno paterno del Fuhrer non si è mai saputa.
La madre di Alois Hitler, Maria Schicklgruber aveva lavorato come domestica nella casa di un agiato ebreo: da questo dettaglio qualcuno ha immaginato che esista una chance che il padrone di casa o uno dei suoi figli avesse messo incinta la donna che sarebbe diventata la nonna di Adolf Hitler. Al processo di Norimberga, dopo la Seconda guerra mondiale, l’avvocato nazista Hans Frank, ex-governatore della Polonia occupata per conto del Terzo Reich, dichiarò di avere prove che il padre biologico di Alois fosse Leopold Frankenberger, un ebreo benestante residente a Graz, che negli anni Trenta dell’Ottocento aveva assunto Maria Schicklgruber al suo servizio. Ma queste presunte prove non le fece mai vedere e comunque secondo la storiografia ufficiale non c’erano ebrei a Graz in quel periodo.
Nel 1933, il Daily Mirror di Londra pubblicò la foto di una tomba in un cimitero ebraico di Bucarest con il nome Adolf Hitler, ma questo non avrebbe potuto certo essere il nonno del fondatore del nazismo. Un secolo più tardi, nel 2010, un altro quotidiano britannico, il Daily Telegraph, riportando uno studio su campioni di saliva raccolti fra 39 dei parenti conosciuti di Hitler per scoprirne il dna, scrisse che “un cromosoma chiamato Haplogroup E1b1b1, apparso in alcuni dei campioni, è raro in Europa occidentale e viene più comunemente trovato fra i Berberi del Marocco, dell’Algeria e della Tunisia, oltre che fra ebrei askenaziti e sefarditi”. Ma i risultati dello studio, commenta la Jewish Virtual Library, “sono inconclusivi” e nonostante tali affermazioni “Adolf Hitler non era ebreo”.
In un articolo apparso nel 2019 sul Times of Israel, lo storico Richard Evans nota che, “anche se ci fossero stati ebrei a Graz negli anni ’30, ciò non prova nulla sull’identità del nonno paterno di Hitler”. Un altro storico dell’Olocausto, Havi Dreifuss, docente all’università di Tel Aviv, interpellato dallo stesso giornale israeliano, commenta: “La nonna da parte di padre di Hitler non era sposata, per cui illazioni del genere sono scontate”. Per Evans tali voci prive di riscontro hanno resistito così tanto tempo perché “alcune persone trovano difficile spiegare l’antisemitismo omicida di Hitler a meno che ci fossero motivazioni personali”. Il presidente dello Yad Vashem, il Museo della Memoria dell’Olocausto a Gerusalemme, le definisce “teorie cospiratorie del tutto infondate”.