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“Con voi fino alla vittoria”: la speaker Pelosi a Kiev rassicura Zelensky sui 33 miliardi di aiuti Usa

La missione potrebbe anticipare quella di Biden. La First Lady Jill con le madri ucraine in Slovacchia e Romania
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"L'America resterà al fiancoll'Ucraina fino alla vittoria". Non sono parole di circostanza, quelle che Nancy Pelosi ha pronunciato dopo l'incontro a sorpresa di sabato col presidente Zelensky a Kiev, perché confermano la determinazione degli Usa a proseguire l'assistenza militare ed economica fino alla sconfitta di Putin. Pronunciate dalla Speaker della Camera indicano che al Congresso c'è una maggioranza bipartisan, per approvare il pacchetto da 33 miliardi appena chiesto dal presidente Biden. Questo forse preoccupa alcuni governi europei, che non vogliono confondere la difesa di Kiev con un'offensiva contro Mosca, ma le due cose rischiano di fondersi. Perché se la guerra durerà mesi, e le sanzioni la renderanno sempre più costosa, per l'economia russa che vale grosso modo quanto quella spagnola potrebbe diventare insostenibile. Con tutte le potenziali conseguenze sulla tenuta di Putin al potere.

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"L'America resterà al fiancoll'Ucraina fino alla vittoria". Non sono parole di circostanza, quelle che Nancy Pelosi ha pronunciato dopo l'incontro a sorpresa di sabato col presidente Zelensky a Kiev, perché confermano la determinazione degli Usa a proseguire l'assistenza militare ed economica fino alla sconfitta di Putin. Pronunciate dalla Speaker della Camera indicano che al Congresso c'è una maggioranza bipartisan, per approvare il pacchetto da 33 miliardi appena chiesto dal presidente Biden. Questo forse preoccupa alcuni governi europei, che non vogliono confondere la difesa di Kiev con un'offensiva contro Mosca, ma le due cose rischiano di fondersi. Perché se la guerra durerà mesi, e le sanzioni la renderanno sempre più costosa, per l'economia russa che vale grosso modo quanto quella spagnola potrebbe diventare insostenibile. Con tutte le potenziali conseguenze sulla tenuta di Putin al potere.

La missione di Pelosi, terza carica dello Stato, è quella di più alto livello condotta finora dalle autorità americane a Kiev, e anche sul piano della gestione logistica potrebbe anticipare quella di Biden. Nel frattempo la First Lady Jill passerà la Festa della Mamma con madri ucraine rifugiate in Slovacchia, e poi visiterà la Romania. Sommando questa visita a quella della Speaker in Polonia, si riceve la conferma che Washington è pronta non solo a sostenere lo sforzo bellico dell'Ucraina, ma anche ad aiutare i paesi confinanti a sopportare il peso dei circa cinque milioni di profughi ospitati in territori Nato. Da qui la chiara idea che l'America si prepara ad un impegno di lungo termine, con l'appoggio dei suoi cittadini.

Infatti secondo un sondaggio Abc/Washington Post, il 73% degli elettori ritiene che gli Usa stiano facendo la cosa giusta ad aiutare Kiev a difendersi, o dovrebbero dare di più, mentre il 72% è contrario a un'azione militare diretta contro la Russia. La linea quindi è chiara: Washington non vuole la Terza guerra mondiale contro Mosca, però è determinata a contrastare l'aggressione di Putin fino in fondo. E gli elettori condividono perché hanno capito che in gioco non c'è solo la libertà degli ucraini, ma la sopravvivenza della democrazia e dell'ordine mondiale basato sulle regole, che ha garantito pace e prosperità per oltre settant'anni. 

Autorevoli fonti militari occidentali confermano che si aspettano mesi di guerra, perché con le armi e l'addestramento ricevuto gli ucraini sono in grado di fermare i russi, se non vincere. Anche l'Italia contribuirà con armi pesanti, ma senza fanfara. Il dossier energia sarà decisivo per negare a Putin i soldi di cui ha bisogno per pagare l'offensiva, e ciò dà peso alla visita del premier Draghi alla Casa Bianca il 10.

L'analista Max Boot ha spiegato sul Washington Post perché Kiev può prevalere anche nella seconda fase della guerra. La Russia arruola 260mila coscritti all'anno, ma non sono pronti a combattere, e ha 2 milioni di riservisti, che però non si addestrano da tempo e sarebbero costretti a lasciare famiglie e lavoro, contribuendo alla paralisi economica. Ha 10mila carri armati e 36mila mezzi meccanizzati, ma molti vecchi e non operativi. Quindi anche se Putin il 9 maggio annunciasse la mobilitazione, la sua forza militare è in gran parte propaganda.

L'incognita resta lui, perché se è davvero malato potrebbe fare gesti irresponsabili. Se però usasse l'atomica tattica, la Nato è in grado di annientare le sue forze in Ucraina con le sole armi convenzionali basate in mare. La scommessa quindi è che se la guerra dura, l'economia russa non potrà sostenerla. Allora o Putin cambierà linea, o rischierà davvero dall'interno.