Attacco russo a Odessa: sangue sull’anniversario del massacro del 2014
dalla nostra inviata Brunella Giovara , dalla nostra inviata Brunella GiovaraODESSA - Alle 18 e 30 arriva il saluto di Mosca. Un missile colpisce la città, e lascia i suoi morti sul campo. Uno era un ragazzo di 15 anni. Una ragazza di diciassette, forse la sorella, è gravemente ferita. Un terzo bambino di sette anni è disperso, e qualcuno già dice che è sicuramente morto anche lui. È successo dalle parti dell'aeroporto, già colpito sabato con vari danni. In una casa vicino a una chiesa, che è stata distrutta, e a un edificio militare che forse era l'obiettivo principale. Questa volta il governatore regionale Maksym Marchenko ha dovuto annunciare le vittime, e sono tutte civili. Nessuna casa è sicura dai missili, e talvolta non c'è neanche tempo di raggiungere i rifugi.La data è importante: 2 maggio, il giorno in cui a Odessa non si è commemorata la strage del 2014, quando morirono 42 persone, quasi tutte filorusse, negli scontri e nel grande incendio che devast&ogra…
ODESSA - Alle 18 e 30 arriva il saluto di Mosca. Un missile colpisce la città, e lascia i suoi morti sul campo. Uno era un ragazzo di 15 anni. Una ragazza di diciassette, forse la sorella, è gravemente ferita. Un terzo bambino di sette anni è disperso, e qualcuno già dice che è sicuramente morto anche lui. È successo dalle parti dell'aeroporto, già colpito sabato con vari danni. In una casa vicino a una chiesa, che è stata distrutta, e a un edificio militare che forse era l'obiettivo principale. Questa volta il governatore regionale Maksym Marchenko ha dovuto annunciare le vittime, e sono tutte civili. Nessuna casa è sicura dai missili, e talvolta non c'è neanche tempo di raggiungere i rifugi.La data è importante: 2 maggio, il giorno in cui a Odessa non si è commemorata la strage del 2014, quando morirono 42 persone, quasi tutte filorusse, negli scontri e nel grande incendio che devastò la Casa dei sindacati.
L'Ucraina ha deciso che "per evitare provocazioni" la città doveva essere blindata, e l'ha chiusa con un coprifuoco di 31 ore, dalle 22 di domenica alle 5 di questa mattina. Nessuno ha potuto uscire, né trovare conferma alla notizia dell'arresto di "12 sabotatori russi" scoperti a Odessa, che "stavano preparando attacchi in città e una rivolta", un'accusa da fucilazione sul posto, data la legge marziale. Durante le perquisizioni sarebbero state trovate armi ed esplosivi. Nel frattempo, i cittadini hanno potuto osservare da dietro le finestre chiuse il pattugliamento dei mezzi corazzati, i cannoni puntati sulle strade deserte, i soldati che hanno perlustrato centro e periferia.
La mattina alle 6,30, il primo missile che ha colpito a ovest di Odessa, dritto sul ponte Zatoka, già danneggiato il 26 e il 27 aprile. Lo stavano giusto riparando, data l'importanza che ha: ferroviario e stradale, collega direttamente l'Ucraina alla Romania, e permette il passaggio di merci in uscita, armi e carburante in entrata. Poco più tardi la contraerea ha abbattuto un drone che stava sorvolando la città. La sera, l'attacco finale, che ha ucciso i ragazzi. E un altro ancora, alle 21 passate da poco.
"È stato un atto di terrorismo", ha detto il segretario del Consiglio per la sicurezza nazionale, Oleksiy Danilov. Intanto i soccorritori cercavano ancora eventuali altre vittime tra le macerie. Quindi, una giornata di lutto per Odessa. Lo stesso avevano proclamato i russi giusto ieri mattina, rivendicando "la tragedia del 2014, che è diventata uno degli episodi più terribili della crisi in Ucraina", riferendosi ai fatti della Casa dei sindacati.
Da sempre Mosca accusa gli ucraini di quei 42 morti, e anche Vladimir Putin li ha rievocati nel discorso del 24 febbraio, il giorno dell'invasione, anzi dell'"operazione militare speciale". "Gli autori della strage di Odessa saranno puniti", era uno dei punti, perché da allora la Russia ritiene che la responsabilità di quelle morti sia da addossare totalmente a chi, in quei giorni della Rivoluzione di Maidan, dava la caccia agli avversari filorussi, servendosi di miliziani nazionalisti. Gli ucraini negano, sostenendo che il grande incendio scoppiato nella Casa dei sindacati aveva avuto un'origine accidentale, non deliberata. Le molotov lanciate nel palazzo - non si sa da chi - avevano dato il via all'incendio. Quindi, non c'era stata alcuna volontà di bruciare vivi quanti si erano asserragliati lì dentro.
Ci sono stati processi, inchieste giornalistiche importanti, l'indagine dell'Alto commissariato per i diritti umani dell'Onu. Non si è mai arrivati a una ricostruzione dei fatti completa. Vero è che in tutto il Paese nelle manifestazioni e nelle piazze la tensione aumentò via via, fino a raggiungere il culmine proprio a Odessa, con gli scontri armati tra le due fazioni, e poi quel rogo. Ogni anno la data del 2 maggio è stata commemorata in piazza Kulykove, ieri è stato vietato.
Si volevano "prevenire provocazioni", aveva detto il primo viceministro dell'Interno, Yevhen Yenin, annunciando la misura del coprifuoco rafforzato, con la sospensione di tutti i servizi pubblici e la chiusura di tutti i locali e i ristoranti, quei pochi ancora aperti.