E comunque, un giorno, qualcuno ci chiederà dove eravamo. Non conterà il fatto che sia, la maggioranza di noi, condannata all’impotenza. Non conteranno gli alibi intellettuali, e nemmeno le posizioni più sofisticate e capziose. Conterà il semplice fatto che è accaduto. E che l’abbiamo lasciato accadere. E forse sarà anche questo bambino cresciuto a chiederci perché. Questo bambino che vedo nella macchina della sua famiglia, inconsapevole. Cos’è una evacuazione? Cos’è una guerra? Lui, tra decine di rifugiati, in fuga dalle città controllate dai russi.
Un giorno ci chiederanno dove eravamo. Mentre c’era chi moriva nel Mediterraneo. Mentre un bambino si ritrovava tra gente in fuga da città bombardate. E non sapremo cosa rispondere.