Le morti sospette dei manager legati alla russa Gazprom
di Enrico Franceschini , di Enrico FranceschiniLONDRA - Lavorare per il Gazprom è un previlegio, specie se in posizioni dirigenziali. Ma per un crescente numero di top manager del settore energetico russo è diventato un mestiere deprimente o pericoloso, a seconda dei punti di vista: cinque di loro si sono apparentemente suicidati o sono morti in circostanze poco chiare, parte di ormai ben sette oligarchi russi che hanno misteriosamente perso la vita negli ultimi tre mesi. Tutti, più o meno, dall'inizio della guerra in Ucraina.
L'ultimo caso risale a due giorni fa: Andrej Krukowski, 37 anni, appassionato di montagna e direttore del resort sciistico di Krasnaja Polyana (in russo significa "bella radura" o "radura rossa"), dove si sono svolte le Olimpiadi invernali di Soci nel 2014 e varie gare dei mondiali di sci. Conglomerato che non si occupa soltanto di gas ma è proprietario di banche, società finanziarie, aziende in ogni settore dell'economia, il Gazprom p…
LONDRA - Lavorare per il Gazprom è un previlegio, specie se in posizioni dirigenziali. Ma per un crescente numero di top manager del settore energetico russo è diventato un mestiere deprimente o pericoloso, a seconda dei punti di vista: cinque di loro si sono apparentemente suicidati o sono morti in circostanze poco chiare, parte di ormai ben sette oligarchi russi che hanno misteriosamente perso la vita negli ultimi tre mesi. Tutti, più o meno, dall'inizio della guerra in Ucraina.
L'ultimo caso risale a due giorni fa: Andrej Krukowski, 37 anni, appassionato di montagna e direttore del resort sciistico di Krasnaja Polyana (in russo significa "bella radura" o "radura rossa"), dove si sono svolte le Olimpiadi invernali di Soci nel 2014 e varie gare dei mondiali di sci. Conglomerato che non si occupa soltanto di gas ma è proprietario di banche, società finanziarie, aziende in ogni settore dell'economia, il Gazprom possiede anche questo grande complesso sportivo, termale e turistico, fra montagne alte oltre duemila metri e il mar Nero. Proprio a Soci, la "Rimini russa" fin dai tempi dell'Urss, oggi una stazione balneare di russo, è morto Krukowski, "cadendo da una scogliera" a picco sul mare, scrive l'agenzia di stato ufficiale Tass.
Un esperto di montagna che cade da uno scoglio è un fatto strano. Fa venire il sospetto che si sia gettato. O che qualcuno ce l'abbia spinto. L'incidente è avvenuto lungo la strada che porta all'antica fortezza di Aczipsinskaya il primo maggio, ma è divenuto di dominio pubblico soltanto ieri. Trasportato in ospedale, l'uomo è spirato per le gravi ferite riportate. La Tass scrive che gli inquirenti hanno aperto un'indagine per appurare le modalità dell'accaduto.
Nei giorni precedenti era circolata la notizia del suicidio di Vladislav Avayev, un ex-vicepresidente della Gazprombank, la banca dell'azienda, ritrovato nel suo appartamento di Mosca insieme ai corpi senza vita della moglie e della figlia di 13 anni: si sarebbe ucciso con una rivoltellata dopo avere ammazzato i congiunti con la stessa pistola. "Io ho l'impressione che sia una messa in scena", ha commentato un altro ex-vice della comunicazione della Gazprombank, Igor Volobuev, di origine ucraina, che subito dopo ha lasciato la Russia per andare a combattere per Kiev. "Forse - ha aggiunto - il mio collega sapeva troppo o dava fastidio". E le morti sospette legate al Gazprom salgono così a due.
In marzo un vicepresidente del colosso energetico Aleksandr Tyulyakov è stato ritrovato impiccato nel garage della sua dacia del quartiere moscovita di Leninskij: e fanno tre. Un mese prima, nel medesimo quartiere, un altro ex-manager del Gazprom, è stato ritrovato morto per un apparente suicidio. In un messaggio di spiegazioni lasciato accanto al cadavere, ha detto di essersi ucciso per "un insopportabile dolore a una gamba". E fanno quattro.
Diventano cinque se si aggiunge un loro concorrente diretto, il multimilionario Sergej Protosenya, ritrovato impiccato il 20 aprile nella villa che aveva affittato in Spagna per la Pasqua con i familiari. I corpi della moglie e della figlia di 18 anni erano nei loro letti, ciascuna morta accoltellata. Nessun messaggio per spiegare le ragioni del suo gesto è stato rinvenuto nell'abitazione. La polizia spagnola sta indagando la possibilità che si tratti di un duplice omicidio più un suicidio, ma al momento non escludono altre ipotesi. Protosenya era un ex-manager del complesso energetico Novotek, maggiore azienda indipendente fornitrice di gas in Russia, dunque un rivale del Gazprom.
Per Agatha Christie un indizio è un fatto, due sono una coincidenza, tre costituiscono una prova: cinque supermanager dell'industria del gas andati all'altro mondo con modalità oscure dovrebbero essere una certezza che sta succedendo qualcosa di losco.
A questi si aggiungono altri due oligarchi russi morti da quando è cominciata l'invasione dell'Ucraina: Vasilij Melnikov, ritrovato morto insieme alla moglie e a due figli di 10 e 4 anni nella loro dacia vicino a Nizhny Novgorod al ritorno da una vacanza alle Maldive, arma di quello che la Milizia ha definito un "triplice omicidio seguito da un suicidio" un coltello ritrovato nella lussuosa residenza; e Mikhail Watford (il cognome adottato quando si è trasferito a vivere nel Regno Unito - all'anagrafe si chiamava Tolstosheya), trovato impiccato nel garage della sua villa nel Surrey, contea dell'Inghilterra meridionale, si capisce perché nella comunità dei dissidenti russi espatriati si ironizzi macabramente su una "epidemia" di ricchi russi.
Naturalmente, a dispetto dell'assioma della regina del giallo inglese, può darsi che tutte queste morti siano casuali. Ma può anche darsi di no e che siano collegate in qualche modo a tensioni o regolamenti di conti interni, conseguenza del conflitto in Ucraina e delle sanzioni occidentali, culminate proprio nei piani di Usa e Ue di rinunciare al petrolio e al gas della Russia. L'unica certezza è che non sempre i soldi del Gazprom portano bene a chi li maneggia. Qualche volta portano letteralmente alla canna del gas.