C’è qualcosa, in ciò che questa foto documenta, che va al di là del male: è il male oltre il male, una ferocia senza ragione e senza giustificazione. È lo scivolamento in una vita imbarbarita; la violenza non è più nello schema, comunque sanguinoso, del conflitto, della difesa. È una specie di tribalismo crudele e umiliante, fine a sé stesso, una forma di cannibalismo che divora la dignità. Uccidere è uccidere. Offendere un corpo senza vita non è la banalità del male, ma l’enormità del vuoto morale.