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Afghanistan, per le donne burqa obbligatorio in pubblico

Previsto anche il carcere in caso di violazione delle nuove norme. L'ordinanza è una delle più severe riguardanti le donne da quando il gruppo estremista ha riconquistato il potere a Kabul. Soltanto poco più di un mese fa la chiusura delle scuole femminili
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Con gli occhi del mondo concentrati sull'Ucraina, l'Afghanistan torna inesorabilmente agli anni '90. Con un decreto reso noto ieri a Kabul, il capo supremo dei Talebani Hibatullah Akhundzada, ha imposto alle donne di coprirsi dalla testa ai piedi ogni volta che escono di casa. "Vogliamo che le nostre sorelle vivano con dignità e sicurezza", ha detto il ministro per la Virtù e il Vizio del governo talebano Khalid Hanafi. "Per tutte le donne sarà necessario indossare l'hijab. E l'hijab migliore è il chadori (l'espressione afghana per indicare quello che l'Occidente chiama burqa, ndr) Tutte le donne che non sono né troppo vecchie né troppo giovani dovranno coprire il volto, con l'eccezione degli occhi", ha specificato in un documento pubblicato dalla tv locale Tolo Shir Mohammad, dirigente dello stesso ministero.

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Con gli occhi del mondo concentrati sull'Ucraina, l'Afghanistan torna inesorabilmente agli anni '90. Con un decreto reso noto ieri a Kabul, il capo supremo dei Talebani Hibatullah Akhundzada, ha imposto alle donne di coprirsi dalla testa ai piedi ogni volta che escono di casa. "Vogliamo che le nostre sorelle vivano con dignità e sicurezza", ha detto il ministro per la Virtù e il Vizio del governo talebano Khalid Hanafi. "Per tutte le donne sarà necessario indossare l'hijab. E l'hijab migliore è il chadori (l'espressione afghana per indicare quello che l'Occidente chiama burqa, ndr) Tutte le donne che non sono né troppo vecchie né troppo giovani dovranno coprire il volto, con l'eccezione degli occhi", ha specificato in un documento pubblicato dalla tv locale Tolo Shir Mohammad, dirigente dello stesso ministero.

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La decisione segue quella di allontanare le donne dalla maggior parte degli impieghi pubblici e di proibire alle bambine che hanno più di dieci anni di frequentare la scuola, arrivate la prima dopo la presa di Kabul e la seconda poche settimane fa. E segna un'altra vittoria dell'ala più conservatrice del movimento dei Talebani, che sin dall'arrivo al potere sta conducendo un duro braccio di ferro con il gruppo che vorrebbe politiche più moderate, se non altro per non allontanare definitivamente dal Paese le grandi organizzazioni internazionali, che con i loro aiuti tengono in vita buona parte di una popolazione stremata da freddo, fame e mancanza di prospettive. 
"Il momento per una risposta seria e strategica al progressivo attacco dei Talebani ai diritti delle donne è passato da un pezzo", ha twittato Heather Barr di Human rights watch, dando voce allo sconcerto delle Ong e delle agenzie internazionali che per anni hanno lavorato in Afghanistan, salvo vedere cancellati tutti i diritti conquistati in termini di istruzione, indipendenza, autonomia e libertà fondamentali, nel giro di qualche mese. Migliaia di donne sono fuggite dall'Afghanistan nei mesi scorsi: per prime quelle che negli anni passati avevano maggiormente lavorato nel campo sociale. Ma dozzine sono state arrestate o uccise nelle settimane successive alla caduta di Kabul da gruppi di talebani che le hanno cercate casa per casa, basandosi su vere e proprie liste. 


La decisione di ieri renderà la vita di quelle che sono rimaste nel Paese ancora più difficile, e non soltanto dal punto di vista dei diritti. "Tutte queste misure non faranno altro che allontanare ancora di più la possibilità di un dialogo fra i talebani e i governi occidentali riguardo agli aiuti internazionali, fondamentali per la sopravvivenza di larghe fasce di popolazione. Di conseguenza si inaspriscono le condizioni di fame e miseria in cui vivono milioni di persone in questo Paese dimenticato da tutti", spiega Simona Lanzoni vicepresidente di Fondazione Pangea Onlus, una delle ong che dal primo momento ha lavorato al fianco delle donne afghane e che oggi sostiene con aiuti alimentari 70mila persone nelle città e nelle zone più remote del Paese.