Mosca si prepara alla parata-show del 9 maggio: "Cremlino volante" e jet schierati a Z
dalla nostra inviata Rosalba Castelletti , dalla nostra inviata Rosalba CastellettiMOSCA - Gli appelli dei comunisti sono caduti nel vuoto. Anche quest'anno il mausoleo di Lenin in Piazza Rossa è stato inscatolato per fare da scenografia al palco da cui, lunedì, il presidente Vladimir Putin assisterà alla parata militare per commemorare la "Giornata della vittoria", settantasettesimo anniversario della resa nazista all'Unione sovietica. L'annuale rito della nostalgia per la grandezza del passato, in questo 2022, si intreccerà con la retorica del presente.
Tutto è stato studiato per creare una continuità tra la Grande Guerra Patriottica, come i russi chiamano la Seconda Guerra Mondiale, e la cosiddetta "operazione militare speciale" in Ucraina presentata alla popolazione come una "lotta ai nuovi nazisti".
Basta guardare le immagini del 1945 scelte per decorare la tribuna del leader del Cremlino: i due soldati sovietici che issano "la bandiera della vittoria" con falce e ma…
MOSCA - Gli appelli dei comunisti sono caduti nel vuoto. Anche quest'anno il mausoleo di Lenin in Piazza Rossa è stato inscatolato per fare da scenografia al palco da cui, lunedì, il presidente Vladimir Putin assisterà alla parata militare per commemorare la "Giornata della vittoria", settantasettesimo anniversario della resa nazista all'Unione sovietica. L'annuale rito della nostalgia per la grandezza del passato, in questo 2022, si intreccerà con la retorica del presente.
Tutto è stato studiato per creare una continuità tra la Grande Guerra Patriottica, come i russi chiamano la Seconda Guerra Mondiale, e la cosiddetta "operazione militare speciale" in Ucraina presentata alla popolazione come una "lotta ai nuovi nazisti".
Basta guardare le immagini del 1945 scelte per decorare la tribuna del leader del Cremlino: i due soldati sovietici che issano "la bandiera della vittoria" con falce e martello sul Reichstag di Berlino, icona del trionfo dell'Urss sul Terzo Reich, e i tank dell'Armata acclamati e saluti dalla folla con mazzi di fiori. Istantanee simili ai servizi confezionati dalla propaganda per le tv di Stato: la bandiera sovietica issata a Kherson, città ucraina occupata, e i soldati russi accolti come "liberatori" dagli ucraini "oppressi dai neonazisti di Azov".
"Il termine "nazismo" evoca automaticamente una serie di associazioni. "Ripetiamo l'impresa dei nostri nonni". È un gioco di ruoli", ha spiegato una fonte dell'amministrazione presidenziale al sito online Meduza. "È un riferimento all'Urss. Al suo ritorno". Da qui il tripudio di stelle, vessilli rossi e nastri di San Giorgio.
Una stella gigante è stata montata davanti alla Porta Trionfale su Prospettiva Kutuzovskij, vicino a Park Pobedy, il Parco della Vittoria. I viali dei koltsò, gli anelli che racchiudono il centro di Mosca, sono una successione di stendardi rossi. E muri e vetrine sono addobbati con nastri neroarancioni e poster che recano le scritte "Per la vittoria".
Smentita dal Cremlino la possibilità di un annuncio della mobilitazione generale che costringerebbe a chiamare "guerra" quella che in Russia si può definire solo "operazione militare speciale", ora si vocifera di un videocollegamento con Mariupol durante il quale i leader separatisti di Donetsk e di Lugansk potrebbero chiedere di essere integrati. L'annessione di nuove terre nel solco della tradizione imperiale.
Oggi lunghe colonne di carri armati hanno varcato via Tverskaja, l'ex via Gorkij, sino alla Piazza Rossa, per l'ultima prova generale. In testa il leggendario T-34. Il 9 maggio sfileranno meno mezzi (131 contro 190 nel 2021) e meno uomini (11mila contro 12mila) del solito, segno dello sforzo sul terreno in Ucraina. E non ci saranno capi di Stato stranieri in tribuna. "Non li abbiamo invitati, non è un anniversario tondo", ha detto Dmitrij Peskov per mascherare l'isolamento in cui è piombata la Russia.
Per la prima volta otto caccia voleranno in "formazione Z" per solidarietà coi soldati impegnati in Ucraina. E tornerà a solcare i cieli l'Ilyushin Il-80, soprannominato "Aereo dell'Apocalisse" o "Cremlino Volante": niente oblò, in grado di rifornirsi in volo, è un quartier generale volante in caso di guerra nucleare. Non veniva mostrato al pubblico da 12 anni. Un altro messaggio, stavolta destinato all'Occidente.