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Zelensky: "All’Azovstal ormai è tortura, non azione militare"

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L’acciaieria di Mariupol assediata dai russi. I bombardamenti continuano anche durante il cessate il fuoco umanitario
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KIEV - Dice il presidente ucraino Zelensky che l'attacco all'acciaieria Azovstal, in quel che resta di Mariupol sventrata dalle bombe, "non è un'azione militare. È tortura". Dopo aver tentato di stanarli con l'artiglieria e le incursioni, ora stanno provando a "prenderli per fame". E intanto li bombardano anche durante il cessate il fuoco umanitario.

Ieri altri 50 civili hanno lasciato l'acciaieria verso il "Centro di filtrazione" di Bezimennoe. E mentre gli uomini del battaglione Azov li scortavano all'esterno, durante il coprifuoco, "le truppe russe hanno sparato su un'auto che stava trasportando civili per evacuarli dalla fabbrica. Un soldato è stato ucciso e ci sono sei feriti", denuncia il Reggimento Azov su Telegram col video raccapricciante delle condizioni di uno dei feriti, con arti fratturati e mozzati. "La situazione nell'acciaieria è critica. Lo è da tempo…

KIEV - Dice il presidente ucraino Zelensky che l'attacco all'acciaieria Azovstal, in quel che resta di Mariupol sventrata dalle bombe, "non è un'azione militare. È tortura". Dopo aver tentato di stanarli con l'artiglieria e le incursioni, ora stanno provando a "prenderli per fame". E intanto li bombardano anche durante il cessate il fuoco umanitario.

Ieri altri 50 civili hanno lasciato l'acciaieria verso il "Centro di filtrazione" di Bezimennoe. E mentre gli uomini del battaglione Azov li scortavano all'esterno, durante il coprifuoco, "le truppe russe hanno sparato su un'auto che stava trasportando civili per evacuarli dalla fabbrica. Un soldato è stato ucciso e ci sono sei feriti", denuncia il Reggimento Azov su Telegram col video raccapricciante delle condizioni di uno dei feriti, con arti fratturati e mozzati. "La situazione nell'acciaieria è critica. Lo è da tempo e ora sta peggiorando", dice alla Bbc Mykhailo Vershynin, uno dei soldati asserragliati: "Abbiamo ancora civili nei rifugi antiaerei: ultimamente, dopo un bombardamento, ne sono morti 2 e penso ci siano 10 feriti, non so di preciso perché non riusciamo a raggiungerli".

Secondo la Commissaria per i diritti umani della Rada, Lyudmila Denisova, "dentro l'acciaieria ci sono ancora 500 civili e circa 600 soldati feriti. Qui non si parla più nemmeno di acqua, cibo, luce, medicine: da due mesi ci vivono persone senza alcuna condizione che assomigli alla vita". A Kiev, intanto, continua la protesta "muta" - silenziata dalla polizia che non consente assembramenti "per la legge marziale in vigore" - di fidanzate e mogli, sorelle e madri dei soldati di Azov intrappolati a Mariupol. "Sappiamo bene che questo governo non ha mai amato il Reggimento Azov, ma non possono pensare di sbarazzarsi del problema lasciando che muoiano là dentro. Perché non fanno niente? L'unica soluzione rimasta è che li venga a prendere la Turchia di Erdogan", dicono a Repubblica.