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Errori sul campo e gerarchie rigide: perché così tanti generali russi sono stati uccisi in Ucraina

(ansa)

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In settanta giorni di guerra, i soldati di Kiev hanno eliminato ben dodici alti graduati, usando le informazioni dell'intelligence americana ma anche sfruttando le debolezze dell'esercito russo. A cominciare da una catenda di comando troppo rigida che richiede l'intervento dei superiori anche per le decisioni che vanno prese rapidamente sul campo 
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DNIPROPETROVSK - Due studi dettagliati del think tank inglese Rusi aiutano a capire perché i generali russi si spingono così vicino alla prima linea dei combattimenti - dove sono molto esposti agli occhi e alle orecchie elettroniche dell'intelligence americana, che segue i loro movimenti, individua la loro posizione e poi la passa ai soldati ucraini. In breve: perché i generali russi continuano a farsi trovare sul fronte. Questo lavoro in tandem dell'intelligence americana e degli ucraini ha portato finora all'uccisione di dodici generali russi - che è un numero abnorme se si considera che abbiamo appena passato i settanta giorni di guerra. 

I due studi inglesi sostengono che i russi hanno gravi problemi di comunicazione sul campo e di guerra elettronica. Ecco un esempio: in teoria l'esercito russo dispone di eccellenti radio portatili, moderne e sicure, ma per colpa della corruzione endemica che affligge l'esercito queste ra…

DNIPROPETROVSK - Due studi dettagliati del think tank inglese Rusi aiutano a capire perché i generali russi si spingono così vicino alla prima linea dei combattimenti - dove sono molto esposti agli occhi e alle orecchie elettroniche dell'intelligence americana, che segue i loro movimenti, individua la loro posizione e poi la passa ai soldati ucraini. In breve: perché i generali russi continuano a farsi trovare sul fronte. Questo lavoro in tandem dell'intelligence americana e degli ucraini ha portato finora all'uccisione di dodici generali russi - che è un numero abnorme se si considera che abbiamo appena passato i settanta giorni di guerra. 

I due studi inglesi sostengono che i russi hanno gravi problemi di comunicazione sul campo e di guerra elettronica. Ecco un esempio: in teoria l'esercito russo dispone di eccellenti radio portatili, moderne e sicure, ma per colpa della corruzione endemica che affligge l'esercito queste radio non erano davvero a disposizione dei reparti sulla prima linea, che spesso e volentieri perdevano i contatti con i comandanti, posizionati molti chilometri più indietro. Per ovviare a questa situazione, i soldati russi hanno cominciato a usare quello che avevano, quindi radio meno sicure e telefonini, e gli ufficiali hanno cominciato a portarsi più avanti invece che stare in posizioni più protette. Ma usare radio meno sicure e telefonini vuol dire offrire agli ucraini appoggiati dall'intelligence americana l'occasione di intercettare conversazioni e spostamenti e allo stesso tempo mettere i generali sulla linea del fuoco. 

Un altro esempio: i russi dispongono di buoni sistemi di guerra elettronica per fare andare in tilt le comunicazioni fra i soldati ucraini, ma hanno paura a portarli troppo avanti sul campo perché temono che siano catturati dai nemici come succede spesso con altri pezzi di equipaggiamento. Per questo motivo durante la prima fase della guerra - quella combattuta attorno alla capitale Kiev - i soldati russi hanno usato i sistemi per bloccare le comunicazioni del nemico ma da posizioni troppo arretrate. Il risultato è che non bloccavano soltanto le comunicazioni degli ucraini, ma anche quelle dei reparti russi che stavano in prima linea. Nel caos che è seguito, gli ufficiali più alti in comando si sono spostati vicini al fronte per rimediare e sono stati individuati e colpiti.

Tom Nichols, un esperto di Russia del Naval War College, sostiene che i generali muoiono anche per colpa di come è organizzato l'esercito russo, basato su un rigido sistema gerarchico che non è abbastanza flessibile per prendere decisioni rapide. Le stesse decisioni che in un esercito occidentale - dove si favoriscono capacità di iniziativa e autonomia - sono prese da ufficiali e sottufficiali, in Russia richiedono la presenza sul posto di un generale per sbrogliare la situazione. Ma come ormai si è capito, stare sul posto significa esporsi di più alla sorveglianza elettronica dell'intelligence americana e quindi diventare il bersaglio dei cecchini e degli artiglieri ucraini. 

È possibile che anche il morale basso dei soldati russi impegnati nell'invasione costringa i generali russi a entrare nella zona di pericolo. Ieri il sito americano Daily Beast presentava alcune intercettazioni tra soldati russi, colti mentre si passavano le istruzioni per sabotare i propri carri armati. Se i nostri carri si guastano non siamo tenuti a combattere - era l'idea degli intercettati, che corrisponde a molte altre segnalazioni di morale a pezzi fra le truppe russe, come per esempio lo sversamento di carburante nei prati per poter sostenere di essere rimasti senza benzina e quindi impossibilitati ad avanzare. Anche in questo caso, la soluzione richiede di far avvicinare i generali russi alla prima linea. 

Nel pezzo del New York Times che rivela il coinvolgimento dei servizi americani nell'uccisione dei generali russi, come peraltro si sospettava fin dai primi giorni della guerra, c'è un paragrafo importante: le fonti del giornale americano specificano che gli americani non hanno aiutato gli ucraini a colpire una settimana fa il generale Valery Gerasimov, l'ufficiale più alto in grado dell'esercito russo, perché per ragioni di opportunità politica hanno deciso di non considerarlo fra i bersagli possibili. 

Il caso più interessante e recente riguarda il bombardamento sabato 23 aprile da parte dell'artiglieria ucraina di una riunione fra alti ufficiali vicino a Kherson, nel sud dell'Ucraina, che porta tutti i segni di un'operazione di intelligence. Bisogna infatti conoscere molte informazioni per azzeccare con precisione il posto e l'ora dell'incontro e c'è l'obbligo di fare centro con pochi colpi. Quel giorno sono morti due generali russi.