Lugansk torna Voroshilovgrad: il nome sovietico per un giorno serve per l'annessione a Mosca
dal nostro inviato Fabio Tonacci , dal nostro inviato Fabio TonacciODESSA - Voroshilovgrad per un giorno. Lugansk, la capitale di una delle due autoproclamate Repubbliche popolari del Donbass, per 24 ore estrae dal polveroso cassetto della memoria il vecchio nome sovietico, Voroshilovgrad, che le fu dato in onore del generale Kliment Voroshilov: non è un personaggio qualunque nella storia dell'Unione Sovietica e, per opposti motivi, dell'Ucraina. Come non è un giorno qualsiasi il 9 maggio: anniversario della vittoria nella Grande guerra patriottica contro i nazisti di Hitler, si tiene la parata militare sulla Piazza Rossa e Vladimir Putin parlerà alla nazione e al mondo. Con la concreta possibilità che le due Repubbliche separatiste chiedano ufficialmente di essere annesse alla Federazione Russa.
La guerra si combatte anche così, a colpi di toponomastica, cambiando i nomi alle città e alle strade. A volte solo temporaneamente e per date simboliche come il 9 maggio, in altri casi con l'intenzi…
ODESSA - Voroshilovgrad per un giorno. Lugansk, la capitale di una delle due autoproclamate Repubbliche popolari del Donbass, per 24 ore estrae dal polveroso cassetto della memoria il vecchio nome sovietico, Voroshilovgrad, che le fu dato in onore del generale Kliment Voroshilov: non è un personaggio qualunque nella storia dell'Unione Sovietica e, per opposti motivi, dell'Ucraina. Come non è un giorno qualsiasi il 9 maggio: anniversario della vittoria nella Grande guerra patriottica contro i nazisti di Hitler, si tiene la parata militare sulla Piazza Rossa e Vladimir Putin parlerà alla nazione e al mondo. Con la concreta possibilità che le due Repubbliche separatiste chiedano ufficialmente di essere annesse alla Federazione Russa.
La guerra si combatte anche così, a colpi di toponomastica, cambiando i nomi alle città e alle strade. A volte solo temporaneamente e per date simboliche come il 9 maggio, in altri casi con l'intenzione di lasciare un'impronta permanente. In Rete circolano foto scattate a Nikolske, nel distretto di Donetsk, dove si vedono operai intenti a togliere il cartello stradale e a sostituirlo con uno che riporta la scritta Volodarske, anch'esso vecchio nome preso da un rivoluzionario marxista. Ad annunciare che Lugansk oggi sarà Voroshilovgrad è stato Andrey Marochko, uno dei rappresentanti della milizia del popolo, il quale ha aggiunto che il leader Leonid Pasechnik ha già firmato il decreto.
Il generale Voroshilov, che partecipò alla rivoluzione dei bolscevichi del 1917, è stato uno dei cinque ufficiali più alti in grado dell'Unione Sovietica. Gli ucraini lo ritengono un criminale, colui che organizzò ed eseguì le tremende Purghe di Stalin. "È davvero rivelatorio e sintomatico di come i russi e i filorussi stiano cercando di fermare il tempo", dice a Repubblica Sergij Zhadan, 47 anni, il più popolare scrittore e poeta ucraino della sua generazione. Nato nel distretto di Lugansk, si è trasferito anni fa a Kharkiv. Dopo lo scoppio del conflitto, si è messo a raccogliere aiuti per i volontari. Nel 2010 il suo libro, che si intitola proprio "Voroshilovgrad", è diventato un best seller.
"Tutti quei monumenti a Lenin che gli occupanti stanno tentando di riesumare raccontano come, in realtà, stiano litigando con la Storia e la logica. Non sono nemmeno sicuro che sappiano chi sia Voroshilov, per loro è una semplice reliquia del passato sovietico. Non è la prima volta che "riportano in vita" quel nome, nel Donbass: celebrano in questo modo momenti della Seconda Guerra. Non mi sorprenderei che decidessero di cambiare Donetsk in Stalino, come ai tempi dell'Urss".
Secondo alcune indiscrezioni, Leonid Pasechnik e il capo della Repubblica di Donetsk Denis Pushlin potrebbero collegarsi in diretta con la Piazza Rossa per chiedere a Putin la possibilità di far parte del territorio russo. Ai residenti del Donbass che li sostengono, i due leader hanno già promesso di adottare il prefisso telefonico +7 che è lo stesso di Mosca, per semplificare le interazioni personali ed economiche. Anche nella città occupata di Kherson, a sud di Mykolayv, il nuovo responsabile dell'amministrazione militare-civile, messo lì dall'esercito russo, spingerà per l'annessione. "Puntiamo ad essere parte della Federazione. Nessuno vuole forzare nessuno, ma le terre originariamente russe debbono tornare nel loro alveo storico di cultura e valori".
Allo scrittore Zhadan tutto ciò appare una follia. "Le regioni di Doneskt e Lugansk sono dell'Ucraina. Queste quasi-repubbliche create lì sono artificiali, sono la conseguenza di una certa politica della Russia e di alcuni partiti ucraini filo-russi che hanno sfruttato il sentimento separatista. I referendum che si sono tenuti sono stati falsati, i risultati sono stati inventati e non provano il reale pensiero di quella gente". Pure il governo di Kiev sta pensando di cambiare i toponimi di alcune vie, anche a Irpin e Bucha, perché dopo il 24 febbraio li considera troppo legati alla cultura russa e bielorussa. "È importante una revisione di tutto ciò che è collegato a loro", sostiene Zhadan. "Dopo che avremo vinto la guerra avremo meno strade dedicate a Tolstoj e Pushkin".