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In Moldavia filorussi in piazza: sfida alla presidente filo Ue

Il leader filorusso Igor Dodon durante la manifestazione per il 9 maggio a Chisinau  (ansa)

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Dodon, vicino a Putin, celebra il 9 maggio nonostante il divieto. Festa in Transnistria
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CHISINAU -  Sotto il sole di Chisinau il leader filorusso Igor Dodon sfila alla testa di una folla oceanica con lo stemma di San Giorgio, simbolo della guerra in Ucraina: arriva al memoriale Eterninate e depone una corona per i caduti della Seconda guerra mondiale.

Sono le dieci in Moldavia: la presidente Maia Sandu, filoeuropea, ha vietato qualsiasi manifestazione per il 9 maggio. La tensione è alta, da giorni corrono voci di proteste e golpe bianco. Ma a pochi chilometri dal memoriale, di fronte al palazzo del governo circondato dalle forze dell'ordine, più di 500 macchine bardate con bandiere sovietiche e russe sfilano sul boulevard Stefan cel Mare, eroe nazionale moldavo: una donna ucraina si mette in mezzo ma viene strattonata, cade, invoca la polizia. Che non interviene. La piazza ha parlato, c'è una Moldavia che si sente filorussa. Le notizie corrono.

Maia Sandu comunica di avere problemi di salute e annulla la conferenza stampa con il se…

CHISINAU -  Sotto il sole di Chisinau il leader filorusso Igor Dodon sfila alla testa di una folla oceanica con lo stemma di San Giorgio, simbolo della guerra in Ucraina: arriva al memoriale Eterninate e depone una corona per i caduti della Seconda guerra mondiale.

Sono le dieci in Moldavia: la presidente Maia Sandu, filoeuropea, ha vietato qualsiasi manifestazione per il 9 maggio. La tensione è alta, da giorni corrono voci di proteste e golpe bianco. Ma a pochi chilometri dal memoriale, di fronte al palazzo del governo circondato dalle forze dell'ordine, più di 500 macchine bardate con bandiere sovietiche e russe sfilano sul boulevard Stefan cel Mare, eroe nazionale moldavo: una donna ucraina si mette in mezzo ma viene strattonata, cade, invoca la polizia. Che non interviene. La piazza ha parlato, c'è una Moldavia che si sente filorussa. Le notizie corrono.

Maia Sandu comunica di avere problemi di salute e annulla la conferenza stampa con il segretario Onu António Guterres in visita in Moldavia. Sono le 13, cosa sta succedendo? A Chisinau ne sono tutti convinti: i russi arriveranno a Odessa. E Maia Sandu si troverà a un bivio: invocare l'intervento della Nato o fare spazio a un governo fantoccio di Mosca guidato da Igor Dodon. Che ieri ha dato il via al percorso che potrebbe consegnare il Paese a Putin.

 

"La Moldavia è in prima linea nel preservare la pace nel mondo", spiega Guterres: la sua visita non è un caso, tiene in vita Maia Sandu. I prossimi giorni saranno fondamentali. "Spero ci sia un chiaro senso di responsabilità su entrambe le sponde del fiume Nistro", conclude. Il riferimento è alla Transnistria: ufficialmente non esiste, è controllata dalle truppe russe, congelata in uno stato di guerra dal 1992. Ieri ha celebrato il 9 maggio come una festa di liberazione.

La statua di Lenin dà il benvenuto nella capitale Tiraspol: macchine e autobus con la bandiera russa, cori russi a tutto volume dai megafoni, caroselli, bambini con la V tra le dita si fanno foto sui carri armati. La Transnistria aspetta i russi come liberatori. Eppure anche qui c'è paura. "C'erano 600 fedeli, ora stanno andando via", sospira don Piotr, prete della parrocchia cattolica del centro di Tiraspol. Il suo vice è stato fermato dopo l'omelia: è fuori grazie alla fondazione Regina Pacis, ma la censura è soffocante. E Odessa è a meno di 80 km.