Il negoziatore ucraino: "Si deve tornare al tavolo, Mosca lo capirà presto"
dal nostro inviato Fabio Tonacci , dal nostro inviato Fabio TonacciODESSA "Il negoziato al momento è congelato. Probabilmente è necessario che questa seconda fase della guerra si esaurisca perché possa riprendere. I russi nell'Est stanno provando a metterci pressione: appena capiranno che non ci riescono, diventeranno più realisti. Lo scambio di prigionieri, i corridoi umanitari e il ritorno dei nostri cittadini portati in Russia, invece, sono attività che proseguono". Parla Mykhailo Podoliak, consigliere dell'ufficio di presidenza di Zelensky e capo della delegazione diplomatica ucraina al tavolo delle trattative.
Ha un'idea dei tempi per una ripresa?
"Può essere in qualsiasi momento. Basta che la Russia abbia un approccio più adeguato rispetto a cosa sta accadendo dal punto di vista militare e di politica internazionale".
Cosa intende per approccio più adeguato?
"Vediamo i fatti. Oggi è il 75 esimo giorno di invasione, Putin aveva pianificato…
ODESSA "Il negoziato al momento è congelato. Probabilmente è necessario che questa seconda fase della guerra si esaurisca perché possa riprendere. I russi nell'Est stanno provando a metterci pressione: appena capiranno che non ci riescono, diventeranno più realisti. Lo scambio di prigionieri, i corridoi umanitari e il ritorno dei nostri cittadini portati in Russia, invece, sono attività che proseguono". Parla Mykhailo Podoliak, consigliere dell'ufficio di presidenza di Zelensky e capo della delegazione diplomatica ucraina al tavolo delle trattative.
Ha un'idea dei tempi per una ripresa?
"Può essere in qualsiasi momento. Basta che la Russia abbia un approccio più adeguato rispetto a cosa sta accadendo dal punto di vista militare e di politica internazionale".
Cosa intende per approccio più adeguato?
"Vediamo i fatti. Oggi è il 75 esimo giorno di invasione, Putin aveva pianificato di conquistarci in cinque giorni. È chiaro che la campagna non sta andando come sperava. In termini di uomini in campo ed equipaggiamento militare non sono in vantaggio, né a Sud né a Est. Le sanzioni economiche dell'Occidente stanno funzionando, diventano sempre più pesanti. E stiamo aspettando, soprattutto, l'embargo sul petrolio".
Le atrocità di Bucha e il possibile referendum per l'annessione di Kherson hanno influito sul congelamento delle trattative?
"Certamente. Queste notizie, come quelle che arrivano da Mariupol, Volnovakha, SeveroDonetsk e Popasna, dimostrano che non hanno alcuna intenzione di tutelare le infrastrutture civili e la vita delle persone. In questo modo riducono le possibilità di successo del negoziato. Ma tutte le guerre, prima o poi, finiscono con la firma di un trattato".
Ha sentito il discorso di Putin?
"Un discorso da Paese che sta perdendo. Non c'era un'idea chiave, solo un insieme di parole banali. Nessuna creatività, se non per minacciare altri Paesi o l'uso di armi nucleari. Ovviamente, non è vero che l'Ucraina stava per invadere la Crimea né che la Nato volesse attaccare la Federazione".
Il discorso di Putin alla parata del 9 maggio: "L'Occidente si stava preparando a invadere la nostra terra"
Il presidente Zelensky potrebbe accettare di rinunciare alla Crimea? Così è parso di capire da alcune sue dichiarazioni.
"Assolutamente no. Lui enfatizza di continuo l'importanza dell'integrità e sovranità territoriale, sono requisiti base per noi. Tutti i territori, anche quelli temporaneamente occupati, li consideriamo nostri".
Un negoziato è sempre il frutto di un compromesso. Qual è un accordo accettabile per voi?
"A differenza della Russia, non commentiamo ciò che è ancora oggetto di discussione. Loro si devono ritirare dai nostri confini, di sicuro. E vogliamo garanzie sulla nostra sicurezza, così che non si ripetano conflitti del genere. Il mondo sa quanto sia difficile sedersi a un tavolo quando dall'altra parte hai un Paese come la Russia".
La Nato e gli Stati Uniti stanno influenzando il negoziato?
"No, i Paesi partner si stanno comportando correttamente".
C'è chi sostiene che gli Stati Uniti non vogliano che la guerra finisca, perché più l'Ucraina combatte contro la Russia più la Russia si indebolisce. Cosa ne pensa?
"È esattamente l'idea sbagliata che il Cremlino cerca di diffondere per dare l'impressione che Nato, Europa e Stati Uniti siano in guerra contro di loro. È ironico, perché l'unico Paese che non vuole fermarsi è proprio la Russia, perché ritengono di essere capaci di raggiungere un successo militare e hanno ancora molti missili cruise per distruggere case, strade e porti. Se non possono prendere il nostro territorio, devasteranno la nostra economia".
Il segretario generale della Nato Stoltentberg ha detto: "La Nato non accetterà mai l'annessione della Crimea". Come commenta?
"Non la vedo come una prevaricazione o una forma di pressione. L'Ucraina ha definito i suoi confini già nel 1991".
Quella russo-ucraina è una guerra per procura?
"No. È una guerra su scala totale mossa dalla Russia che punta a eliminare l'Ucraina come entità statale per sostituirla con un'enclave criminale, gestita da un governo marionetta. Le teorie cospirative, tipo la guerra per procura, hanno due obiettivi: servono al Cremlino per giustificare l'invasione e per spiegare al popolo russo perché non sono riusciti a conquistare un solo villaggio a Kharkiv in 75 giorni. Ecco perché dicono di essere aggrediti dalla Nato".
Però gli Stati Uniti e i paesi dell'Unione Europea vi riforniscono di armi.
"Se la Nato avesse voluto fare la guerra alla Russia, ce le avrebbe date prima e sarebbe stata l'Ucraina a provocare il conflitto. Qui la situazione è opposta. La Russia ha attaccato l'Ucraina. E per le prime due settimane abbiamo combattuto da soli. L'Europa pensava che saremmo stati sconfitti rapidamente, per cui abbiamo cominciato a ricevere aiuti, anche da parte dell'Italia, soltanto dopo. Soprattutto in seguito alla scoperta del massacro di Bucha".
Il veterano 97enne bombardato dai russi. Nel 1945 aveva sconfitto i nazisti con l'Unione Sovietica
Come giudica il ruolo dell'Italia?
"L'Italia ha una posizione positiva nei nostri confronti. La leadership politica italiana ha ben chiaro chi ha cominciato la guerra e quali conseguenze potrà avere".
Qual è la vostra posizione sulla neutralità?
"L'Ucraina è uno stato neutrale, infatti siamo in guerra con la Russia da soli, non abbiamo alleanze. La Costituzione stabilisce soltanto la volontà di massima a fare parte della Nato. Quando il conflitto sarà finito, il presidente e la società civile decideranno quale status avere".
Chiederete agli ucraini se entrare o no nella Nato?
"Siamo un Paese trasparente e democratico. La decisione influisce su tutti e la prenderemo solo dopo aver capito cosa ne pensa la società civile. Non siamo la Russia"
Se con un referendum il popolo si esprimesse contro l'ingresso nell'Alleanza Atlantica, cambierete la Costituzione?
"Discuteremo di tutto questo dopo. Ora abbiamo carri armati nelle nostre città, prima dobbiamo vincere".
Qual è la migliore opzione per l'Ucraina? Sconfiggere la Russia in battaglia o raggiungere un cessate il fuoco con la diplomazia?
"Una domanda difficile. L'Ucraina non ha altra possibilità se non respingere indietro la Russia. Qualsiasi accordo tipo Minsk 3 porterebbe a una nuova guerra, per noi dunque è essenziale che il cessate il fuoco ci sia alle nostre condizioni".
Il governo russo vuole trattare o sta solo fingendo?
"I diplomatici intendono negoziare, ma si basano su una valutazione errata della situazione militare. Pretendono cose che non sono in linea con quanto sta avvenendo sul campo di battaglia".