Mark Eliyahu, il musicista israeliano che gli iraniani sognano di ascoltare dal vivo
di Rossella Tercatin , di Rossella TercatinGERUSALEMME - Uno strumento antico e una passione per l’incontro tra culture. Con questi ingredienti Mark Eliyahu, musicista israeliano quarantenne, ha costruito repertorio e successo. Un successo così travolgente da varcare i confini dello Stato ebraico per approdare in terre assai distanti, a livello geografico ma soprattutto simbolico, la Turchia prima di tutto, ma anche l’Iran.
Eliyahu, nato nella regione russa del Dagestan, è arrivato in Israele con i genitori, entrambi musicisti, quando aveva sei anni. Ancora adolescente scoprì per caso il kamancheh, uno strumento a corde conosciuto talvolta come “il violino dell’Asia centrale”, fondamentale nelle composizioni di musica cla…
GERUSALEMME - Uno strumento antico e una passione per l’incontro tra culture. Con questi ingredienti Mark Eliyahu, musicista israeliano quarantenne, ha costruito repertorio e successo. Un successo così travolgente da varcare i confini dello Stato ebraico per approdare in terre assai distanti, a livello geografico ma soprattutto simbolico, la Turchia prima di tutto, ma anche l’Iran.
Eliyahu, nato nella regione russa del Dagestan, è arrivato in Israele con i genitori, entrambi musicisti, quando aveva sei anni. Ancora adolescente scoprì per caso il kamancheh, uno strumento a corde conosciuto talvolta come “il violino dell’Asia centrale”, fondamentale nelle composizioni di musica classica persiana, azera, armena e curda. Così si trasferì in Azerbaijan per due anni per imparare a suonarlo. Tornato in Israele si unì all’ensemble di suo padre Piris Eliyahu, esibendosi in giro il mondo, prima di affermarsi lui stesso come musicista indipendente, riscuotendo grandissimo successo in vari Paesi ma soprattutto in Turchia.
“Sin da bambino ero sempre in viaggio”, Eliyahu ha raccontato di recente al quotidiano Haaretz. “Andavo in giro senza una meta particolare. Vivevo sulla strada. Anche dopo che sono tornato in Israele, che mi sono sposato e ho avuto figli, è stato il movimento a darmi ispirazione”. Così sono nati i suoi album, musica strumentale, dolce, ritmata, dal suono unico. Eliyahu è arrivato a firmare anche la colonna sonora di una fortunata serie televisiva israeliana, Teheran, acquisita nel 2020 da Apple TV, la cui seconda stagione è uscita proprio ai primi di maggio.
In Turchia da anni i concerti del musicista attirano migliaia di fan. Il primo tour fu organizzato in considerazione del grande successo di traffico dei suoi video su YouTube nel Paese e doveva comprendere solo tre tappe, ma i biglietti andarono esauriti così in fretta da aggiungere molte altre performance. Oggi Eliyahu è ormai una star affermata con all’attivo diverse collaborazioni con musicisti turchi.
Ancora più incredibile il suo successo in Iran, che considera Israele il nemico numero uno e i cui leader politici, militari e religiosi hanno più volte minacciato lo Stato ebraico. E tuttavia, Eliyahu ha raccontato che la sua pagina fan online che raccoglie il maggior traffico è stata creata proprio da un ragazzo iraniano e che quotidianamente i suoi canali social acquisiscono migliaia di follower dal Paese. “Non passa giorno in cui non mi scrivano per chiedermi quando andrò a esibirmi a Teheran. È davvero commovente.”