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Tank e missili: ecco come la Nato ha armato Kiev

Il Pentagono: inviati sistemi mobili per la guerra elettronica, “accecano i russi”. Addestrati oltre 23 mila soldati ucraini
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Qualità e quantità dei sistemi bellici forniti all'Ucraina continuano a crescere, in una corsa agli armamenti che ha avuto un ruolo decisivo nel fermare l'invasione e ora comincia a mettere Kiev in condizioni di contrattaccare. La lista completa degli equipaggiamenti consegnati o promessi dai Paesi occidentali permette di comprendere quanto abbiano condizionato l'esito dei combattimenti. Oltre diecimila missili anti-tank d'ultima generazione sono già arrivati al fronte: un numero colossale che nessun esercito ha mai potuto schierare prima, tale da paralizzare l'avanzata dei reparti corazzati di Mosca. I quasi duemila Stinger contraerei stanno vanificando la potenza dell'aviazione russa, tenendo caccia ed elicotteri lontani dai campi di battaglia.

Se all'inizio il sostegno dei membri della Nato era limitato a strumenti prettamente difensivi, da metà di aprile c'è stato un cambiamento. Polonia, Repubblica Ceca e S…

Qualità e quantità dei sistemi bellici forniti all'Ucraina continuano a crescere, in una corsa agli armamenti che ha avuto un ruolo decisivo nel fermare l'invasione e ora comincia a mettere Kiev in condizioni di contrattaccare. La lista completa degli equipaggiamenti consegnati o promessi dai Paesi occidentali permette di comprendere quanto abbiano condizionato l'esito dei combattimenti. Oltre diecimila missili anti-tank d'ultima generazione sono già arrivati al fronte: un numero colossale che nessun esercito ha mai potuto schierare prima, tale da paralizzare l'avanzata dei reparti corazzati di Mosca. I quasi duemila Stinger contraerei stanno vanificando la potenza dell'aviazione russa, tenendo caccia ed elicotteri lontani dai campi di battaglia.

Se all'inizio il sostegno dei membri della Nato era limitato a strumenti prettamente difensivi, da metà di aprile c'è stato un cambiamento. Polonia, Repubblica Ceca e Slovacchia hanno rotto gli indugi. Dietro la promessa di ricevere rimpiazzi più moderni da Washington e Londra, hanno iniziato a spedire in maniera discreta decine di carri armati T-72, di cannoni semoventi, di lanciarazzi multipli di concezione sovietica.

Altri sono stati acquistati sui mercati internazionali, trasferiti con voli cargo top secret: i più efficaci sono i droni Bayraktar venduti dalla Turchia. Poi ha preso corpo un progetto ancora più ambizioso: adeguare l'arsenale ucraino agli standard della Nato. Ed ecco arrivare l'artiglieria in calibro 155 millimetri, i cui primi pezzi sono già in servizio nel Donbass, accompagnati da radar speciali che individuano le postazioni degli obici russi.

Ormai solo aerei e navi restano fuori dalla lista, con un aumento costante del livello tecnologico: ieri il Pentagono ha annunciato la cessione di centrali mobili per la guerra elettronica, lo strumento più sofisticato di tutti che può accecare i radar, disturbare le comunicazioni radio e far impazzire i comandi dei droni. L'altro salto di qualità riguarda l'addestramento.

Il Pentagono ha rivelato che prima dell'inizio del conflitto 23 mila soldati ucraini sono stati formati dagli istruttori americani. Adesso "alcune centinaia" di uomini stanno frequentando corsi per imparare a usare i nuovi strumenti e altrettanti vanno a lezione da militari britannici ed europei. Passano direttamente dalla scuola al fronte: l'ennesimo primato di questo sostegno bellico che non ha precedenti nella storia.