Hong Kong, arrestato poi rilasciato il cardinale Zen, 90 anni: così la Cina usa il pugno di ferro col nuovo governatore
dal nostro corrispondente Gianluca Modolo , dal nostro corrispondente Gianluca ModoloPECHINO - “Collusione con forze straniere”. Con questa accusa è finito in manette il cardinale Joseph Zen, vescovo emerito di Hong Kong. Da anni leader delle battaglie non violente per la democrazia nell’ex colonia britannica, il 90enne Zen, anticomunista militante, ritiratosi nel 2009, rimane ancora oggi una figura di riferimento per molti in città. Nel tardo pomeriggio è stato poi rilasciato su cauzione dalla stazione di polizia di Chai Wan. Assieme a lui in giornata erano stati arrestati anche l’ex parlamentare dell’opposizione Margaret Ng e la cantante Denise Ho. I tre erano amministratori del 612 Humanitarian Relief Fund, istituito per offrire assistenza finanziaria e legale a coloro che avevano partecipato alle proteste antigovernative del 2019. Un quarto membro del fondo, l’ex professore Hui Po Keung, è stato fermato dalla polizia ieri sera all’aeroporto mentre tentava di imbarcarsi su un volo diretto in Germ…
PECHINO - “Collusione con forze straniere”. Con questa accusa è finito in manette il cardinale Joseph Zen, vescovo emerito di Hong Kong. Da anni leader delle battaglie non violente per la democrazia nell’ex colonia britannica, il 90enne Zen, anticomunista militante, ritiratosi nel 2009, rimane ancora oggi una figura di riferimento per molti in città. Nel tardo pomeriggio è stato poi rilasciato su cauzione dalla stazione di polizia di Chai Wan. Assieme a lui in giornata erano stati arrestati anche l’ex parlamentare dell’opposizione Margaret Ng e la cantante Denise Ho. I tre erano amministratori del 612 Humanitarian Relief Fund, istituito per offrire assistenza finanziaria e legale a coloro che avevano partecipato alle proteste antigovernative del 2019. Un quarto membro del fondo, l’ex professore Hui Po Keung, è stato fermato dalla polizia ieri sera all’aeroporto mentre tentava di imbarcarsi su un volo diretto in Germania. Il Vaticano in una nota scrive: "Abbiamo appreso con preoccupazione la notizia dell'arresto e seguiamo con estrema attenzione l'evolversi della situazione".
Il reato di collusione con forze straniere è uno dei quattro - assieme a terrorismo, sovversione e secessione - inseriti nella nuova legge sulla sicurezza nazionale imposta da Pechino al Porto Profumato il 30 giugno del 2020: la pena massima è l’ergastolo. Il fondo aveva già smesso di essere operativo nel settembre dello scorso anno dopo che la polizia aveva aperto un’indagine per possibili violazioni della nuova legge sulla sicurezza. Da quando è stato fondato nel 2019, ha distribuito più di 243 milioni di dollari di Hong Kong (30 milioni di euro) ai manifestanti che devono affrontare procedimenti giudiziari o che si trovano in difficoltà finanziarie.
Nel mirino di Pechino per le sue critiche al Partito comunista riguardo alle politiche di Xi Jinping e al controllo sulle comunità religiose, il vecchio cardinale - nato a Shanghai e fuggito a Hong Kong nel 1948, un anno prima che i rossi di Mao prendessero il potere in Cina - ha sempre celebrato il 4 di giugno messe in ricordo dei morti di Piazza Tiananmen. Lo scorso anno, con le celebrazioni vietate ufficialmente a causa del Covid, il cardinale aveva ricordato nella sua omelia i morti di quella repressione nel sangue a Pechino nel 1989: "Chiedevano solo un governo pulito, ma hanno dovuto lasciare il mondo con il marchio di rivoltosi”.
"L'arresto di un cardinale di 90 anni per le sue attività pacifiche è un altro episodio scioccante per Hong Kong, che mostra bene la caduta libera della città per quanto riguarda i diritti umani negli ultimi due anni. Gli arresti, che arrivano pochi giorni dopo la nomina da parte del governo cinese dell'ex capo della sicurezza John Lee a governatore della città, sono un segnale inquietante che la sua repressione su Hong Kong sta per intensificarsi”, afferma Human Rights Watch.
Domenica infatti l’ex poliziotto fedelissimo a Pechino, molto apprezzato dalla leadership comunista per la “gestione” (tradotto: manganellate e arresti) delle proteste democratiche di tre anni fa, è diventato il nuovo governatore: unico candidato in corsa. La scelta di eleggere un ex agente che ha passato 35 anni nelle forze di polizia è chiara: l’ordine e il controllo prima di tutto. Proprio per il suo ruolo durante le proteste, nel 2020 venne sanzionato dal governo americano. Pechino, invece, ora lo ha premiato.
"Quando la Cina ha rivoluto indietro Hong Kong tutti conoscevamo la natura del suo regime, così per farcelo accettare ha inventato una formula intelligente di autonomia, "un Paese, due sistemi". Soltanto che piano piano il comunismo ha mostrato i denti, la voglia di controllo totale, oggi dei "due sistemi" è rimasto ben poco. Il suffragio universale promesso si è rivelato una democrazia con caratteristiche cinesi, falsa: un voto su candidati prescelti da Pechino”, disse il cardinale a Repubblica in un’intervista del settembre 2019.