La carta cinese di Macron: dialogo con Pechino per spingere Putin alla pace
dai nostri corrispondenti Anais Ginori , Gianluca Modolo , dai nostri corrispondenti Anais Ginori, Gianluca ModoloDopo una pausa dovuta alla campagna per le presidenziali, Emmanuel Macron tenta di rilanciare la carta della diplomazia europea nel conflitto in Ucraina. Il leader francese guarda verso Pechino in un momento in cui le trattative sono a un punto fermo, anche perché i russi non le vogliono. "Siamo pronti a condurre questi negoziati purché non sia troppo tardi" ha detto ieri Volodymyr Zelensky in un incontro con gli studenti di Sciences Po. Il presidente ucraino ha avvertito che Kiev sta esaurendo la pazienza. "Con ogni nuova Bucha, Mariupol e atrocità - ha proseguito - scompare la possibilità di risolvere questo problema in modo diplomatico".
La telefonata di Macron con Xi Jinping ha aperto qualche spiraglio in un'ipotetica triangolazione con Mosca, dicono con prudenza all'Eliseo. Come spesso in diplomazia molto accade intorno alle parole. …!-->!-->
Dopo una pausa dovuta alla campagna per le presidenziali, Emmanuel Macron tenta di rilanciare la carta della diplomazia europea nel conflitto in Ucraina. Il leader francese guarda verso Pechino in un momento in cui le trattative sono a un punto fermo, anche perché i russi non le vogliono. "Siamo pronti a condurre questi negoziati purché non sia troppo tardi" ha detto ieri Volodymyr Zelensky in un incontro con gli studenti di Sciences Po. Il presidente ucraino ha avvertito che Kiev sta esaurendo la pazienza. "Con ogni nuova Bucha, Mariupol e atrocità - ha proseguito - scompare la possibilità di risolvere questo problema in modo diplomatico".
La telefonata di Macron con Xi Jinping ha aperto qualche spiraglio in un'ipotetica triangolazione con Mosca, dicono con prudenza all'Eliseo. Come spesso in diplomazia molto accade intorno alle parole. Nel colloquio con il presidente cinese, Macron ha insistito sull'impegno comune per ottenere un "cessate-il-fuoco", termine occultato nelle ultime settimane dall'obiettivo di dare all'Ucraina una vittoria sulla Russia. "I due capi di Stato hanno convenuto sull'urgenza di arrivare ad un cessate il fuoco" recita il comunicato dell'Eliseo.
Già lunedì, durante il suo discorso a Strasburgo, Macron aveva sottolineato la necessità di "non umiliare la Russia", dichiarazione subito apparsa come un messaggio in favore della ripresa del dialogo con Mosca. "La Russia non vuole una guerra in Europa mentre l'Occidente sostiene che la Russia debba essere sconfitta" ha commentato ieri il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov, facendo un implicito riferimento alla linea più militarista che ormai prevale in molti paesi europei e contempla l'ipotesi di una ulteriore escalation. Il premier britannico ha annunciato un patto con la Finlandia che, come l'analoga dichiarazione solenne sottoscritta con la Svezia, prevede la possibilità di assistenza militare britannica diretta nel caso di un ipotetico attacco della Russia prima che i due paesi entrino nella Nato, godendo del suo ombrello militare.
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La via che Macron vuole percorrere per ridare all'Ue una voce propria nell'attuale crisi è stretta e densa di incognite. Nella difficoltà di ottenere qualsiasi apertura di Vladimir Putin - confermata nell'ultimo colloquio con il Cremlino - il leader francese lavora di sponda sugli alleati di Mosca. Già la settimana scorsa il leader francese aveva ricevuto Narendra Modi, lanciando un appello congiunto per "la fine delle ostilità", senza però riuscire a convincere il premier indiano a condannare pubblicamente l'aggressione russa. Ora nella telefonata con Xi, sottolineano all'Eliseo, sono emersi punti su cui focalizzarsi, come il richiamo del presidente cinese a "rispettare l'integrità territoriale e la sovranità dell'Ucraina" secondo quanto recita il comunicato dell'Eliseo.
È un concetto che la Cina ripete dall'inizio del conflitto e su cui i diplomatici francesi si sono appoggiati nelle trattative per ottenere l'astensione di Pechino in alcune risoluzioni all'Onu. Anche se con la guerra in corso l'integrità territoriale dell'Ucraina è ancora di più soggetta a diverse interpretazioni, Macron tenta di agganciare Xi su questa "dottrina" cinese, reiterata in altri dossier internazionali, e di convincere il presidente cinese a fare pressione su Mosca nella ripresa di negoziati. L'altro punto su cui Parigi fa leva con Pechino è la difesa del multilateralismo, proponendosi come interlocutore privilegiato. "La Francia è pronta a un coordinamento e a una cooperazione più stretti con la Cina sia a livello bilaterale che multilaterale", recita il comunicato cinese.
Nella telefonata, Xi ha insistito sul fatto che la sicurezza dell'Europa è "nelle mani degli europei" e di come "il confronto tra blocchi rappresenta una minaccia più grande e duratura per la stabilità globale". Alla Cina è sempre piaciuto il concetto di "autonomia strategica europea", coniato da Macron. Pechino da anni non manca occasione di ricordare ai Paesi Ue di non schiacciarsi sulle posizioni americane che la dirigenza comunista bolla come "mentalità da Guerra Fredda". Concetto ribadito in questa crisi ucraina: l'idea che la sconfitta dell'Europa è il guadagno dell'America è stata propagandata in questi mesi dai cinesi. Nel tentativo di agganciare Pechino per evitare un'ulteriore escalation il presidente francese può giocare sulla relazione economica, in una congiuntura diventata difficile anche per Pechino. Mentre l'accordo commerciale Ue-Cina è finito da tempo su un binario morto, Xi ha insistito nella telefonata sul ruolo della Francia per promuovere con gli europei una "più stretta cooperazione nell'economia e nel commercio".