La Finlandia: sì alla Nato, Mosca annuncia ritorsioni ed evoca l’arma nucleare
di Rosalba Castelletti , Tonia Mastrobuoni , di Rosalba Castelletti, Tonia MastrobuoniMOSCA-BERLINO - «La Finlandia deve aderire alla Nato senza esitazioni». Il presidente Sauli Niinisto e la premier Sanna Marin hanno confermato ieri il passo storico. Dopo settant’anni di neutralità, Helsinki aderirà all’Alleanza Atlantica. In poche settimane, l’aggressione russa all’Ucraina ha provocato un repentino ripensamento nelle sue strategie di difesa che ha prodotto la clamorosa decisione di ieri. E alla domanda se non possa essere considerata una “provocazione”, Niinisto ha già risposto nei giorni scorsi che la Russia deve «guardarsi allo specchio». In Finlandia, che condivide oltre 1.300 chilometri di confine con la Russia, il 76% della popolazione è ormai a favore dell’adesione alla Nato. Per tutto il dopoguerra aveva oscillato stabilmente intorno al 30%. Dopo un’ampia discussione in Parlamento che è servita a cementare il consenso attorno a questa svolta epocale, il p…
MOSCA-BERLINO - «La Finlandia deve aderire alla Nato senza esitazioni». Il presidente Sauli Niinisto e la premier Sanna Marin hanno confermato ieri il passo storico. Dopo settant’anni di neutralità, Helsinki aderirà all’Alleanza Atlantica. In poche settimane, l’aggressione russa all’Ucraina ha provocato un repentino ripensamento nelle sue strategie di difesa che ha prodotto la clamorosa decisione di ieri. E alla domanda se non possa essere considerata una “provocazione”, Niinisto ha già risposto nei giorni scorsi che la Russia deve «guardarsi allo specchio». In Finlandia, che condivide oltre 1.300 chilometri di confine con la Russia, il 76% della popolazione è ormai a favore dell’adesione alla Nato. Per tutto il dopoguerra aveva oscillato stabilmente intorno al 30%. Dopo un’ampia discussione in Parlamento che è servita a cementare il consenso attorno a questa svolta epocale, il presidente e il governo lo hanno ufficializzato ieri.
La reazione di Mosca non si è fatta attendere: ancora una volta ha risposto ventilando la minaccia nucleare. La prima reazione ufficiale è stata quella del portavoce del Cremlino, Dmitrij Peskov. Alla domanda se l’adesione della Finlandia rappresentasse una minaccia diretta per la Russia, ha risposto senza esitazione: «Sicuramente». L’ingresso di Helsinki nell’Alleanza, ha detto, «non può che suscitare il rammarico della Russia ed essere motivo di risposte simmetriche corrispondenti» da parte moscovita. Anche da Maria Zakharova, la pugnace portavoce del ministero degli Esteri, sono arrivate parole di fuoco. «Helsinki — ha detto — deve essere consapevole della responsabilità e delle conseguenze di tale mossa» che non farà che causare «gravi danni alle relazioni bilaterali russo-finlandesi». Oltre a costituire, ha precisato, una violazione del Trattato di pace di Parigi del 1947 e del Trattato del 1992 tra Russia e Finlandia che prevedevano una sorta di neutralità forzata da Mosca. «La Russia sarà costretta ad adottare misure di ritorsione, sia di tipo tecnico-militare che di altra natura, al fine di fermare le minacce alla sua sicurezza nazionale che insorgono a questo proposito», ha minacciato Zakharova, senza fornire ulteriori dettagli.
Esponenti della Duma e del Consiglio della Federazione, rispettivamente Camera bassa e Camera alta, sono stati giù espliciti. Il deputato Vjaceslav Nikonov, primo vicepresidente della Commissione per gli affari internazionali della Duma, ha osservato che se la Finlandia ospiterà basi militari dell’Alleanza, significherebbe «un aumento della minaccia alla nostra sicurezza nel Nord, che dovrà essere contrastata da simili minacce simmetriche». È chiaro, ha aggiunto parlando a Gazeta.ru, «che quei Paesi che forniscono i loro territori alle basi della Nato diventano obiettivi, anche per le nostre armi nucleari». E il senatore Sergej Tsekov, membro della Commissione Esteri del Consiglio della Federazione, si è detto d’accordo con lui. Ma al solito è stato l’ormai falco Dmitrij Medvedev, ex premier ed ex presidente, oggi vice del Consiglio di sicurezza, ad andare oltre prefigurando uno «scenario catastrofico per tutti»: ossia l’aumento delle probabilità di un «conflitto diretto tra l’Alleanza e la Russia» che «rischia sempre di più di trasformarsi in una vera e propria guerra nucleare». La Finlandia si trova ad appena 134 chilometri in linea d’aria da San Pietroburgo, il che rende le “minacce nucleari” ancora più inquietanti.
Il Cremlino ha anche un’altra carta da giocare per fare pressione su Helsinki: il gas. In passato aveva evocato l’ipotesi di un’interruzione il 23 maggio quando è previsto il prossimo pagamento da parte di Helsinki, che Mosca pretende avvenga in rubli. Ma, stando al giornale finlandese Iltalehti, la Russia potrebbe tagliare le forniture del gas alla Finlandia già da oggi. Dopo la sconfitta della Seconda guerra mondiale, Helsinki firmò un accordo con l’Urss che la costrinse per decenni alla neutralità e a subire pesanti ingerenze di Mosca nella politica interna. Fu la cosiddetta “finlandizzazione”: un capitolo doloroso, come ha ricordato a Repubblica l’ex premier Alexander Stubb. Ma che è stato evocato spesso dopo il 24 febbraio per suggerire una soluzione diplomatica del conflitto in Ucraina. Dopo la durissima Guerra d’inverno del 1939 contro le truppe di Stalin, i finlandesi persero parte della Carelia e la loro seconda maggiore città, Vyborg. Altrettanto radicata, dunque, è sempre stata la prudenza, nei rapporti con Mosca e con la Nato. Ma Helsinki ha sempre mantenuto una forte torsione verso l’Europa. L’abbandono della neutralità è stato un percorso lento, ma costante. Membro Ue dagli Anni ’90, da allora collabora con la Nato. Helsinki è stata nel gruppo di testa dei Paesi che hanno aderito all’euro, unica in Scandinavia. Nel fine settimana è attesa la mossa analoga della Svezia: il 15 maggio anche il governo di minoranza della premier socialdemocratica Magdalena Andersson dovrebbe annunciare l’adesione alla Nato.