Isola dei serpenti, i russi tentano l'assalto. Un missile colpisce una nave di Mosca
di Daniele Raineri , di Daniele RaineriKHARKIV - Le immagini satellitari uscite questa notte mostrano i tentativi russi di riprendere il controllo dell’isola Zminiy – detta anche Isola dei serpenti - circa trenta chilometri al largo delle coste della Romania e dell’Ucraina. Per ora l’operazione va male. Ieri un missile ha colpito la nave logistica Vsevolod Brobov, che è dotata di grandi gru e quindi è adatta per il trasferimento veloce di materiale bellico sulla costa dell’isola. Sembra che la nave stesse scaricando un sistema di difesa aerea, ma poi – secondo fonti ucraine e russe – ha dovuto fare rotta verso il porto di Sebastopoli in Crimea “per un incendio a bordo”. La notizia è molto più solida di quella che una settimana fa ha riguardato la nave da guerra Makarov, che per due giorni è stata oggetto di voci su un possibile incendio a bordo a causa di un attacco missilistico, com’era già successo con la nave Moskva aff…
KHARKIV - Le immagini satellitari uscite questa notte mostrano i tentativi russi di riprendere il controllo dell’isola Zminiy – detta anche Isola dei serpenti - circa trenta chilometri al largo delle coste della Romania e dell’Ucraina. Per ora l’operazione va male. Ieri un missile ha colpito la nave logistica Vsevolod Brobov, che è dotata di grandi gru e quindi è adatta per il trasferimento veloce di materiale bellico sulla costa dell’isola. Sembra che la nave stesse scaricando un sistema di difesa aerea, ma poi – secondo fonti ucraine e russe – ha dovuto fare rotta verso il porto di Sebastopoli in Crimea “per un incendio a bordo”. La notizia è molto più solida di quella che una settimana fa ha riguardato la nave da guerra Makarov, che per due giorni è stata oggetto di voci su un possibile incendio a bordo a causa di un attacco missilistico, com’era già successo con la nave Moskva affondata il 14 aprile. Poi è stata filmata mentre navigava in buone condizioni al largo della Crimea.
Da due giorni i russi tentano di riconquistare l’isola Zminiy perché la considerano indispensabile per controllare il tratto di mare a sud di Odessa e continuare a bloccare il traffico navale da e per l’Ucraina. Gli ucraini erano riusciti a cacciare i russi con una campagna martellante di attacchi con i droni di fabbricazione turca Bayraktar e anche con un paio di jet – a dimostrazione che non era vero, come sostenuto dai russi all’inizio della guerra, che avevano perso tutti gli aerei da guerra. I russi avevano perduto almeno cinque imbarcazioni, molti sistemi di difesa aerea e un elicottero.
Anche questa nuova battaglia dei russi per l’isola tuttavia sta andando male, perché dopo l’affondamento dell'incrociatore Moskva – che poteva colpire gli aerei a molta distanza – avvenuto il 14 aprile non hanno più il vantaggio della superiorità aerea e sono troppo esposti agli attacchi ucraini. Secondo notizie uscite poche ora fa e ancora da confermare, anche il sistema di difesa aerea appena trasportato sull’isola è già stato attaccato e distrutto dagli ucraini. I russi insistono, ma anche questa operazione tradisce il problema che affligge tutta la cosiddetta “operazione speciale” decisa dal presidente Putin: non dispongono di mezzi e di uomini infiniti, a questo ritmo e con queste perdite a un certo punto dovranno rinunciare alle loro ambizioni. Il momento non è ancora arrivato, ma c’è da considerare che per una regola che governa la presenza di navi nel Mar Nero i russi non possono sostituire le unità che perdono. Se la flotta perde pezzi, resta indebolita. E di pezzi ne sta perdendo, per il controllo di un’isola che vista dal satellite è poco più di un puntino e che per gli ucraini è diventata, fin dal primo giorno, un simbolo di sfida a Putin.