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Ucraina, telefonata Washington-Mosca. Il Pentagono: “Subito tregua”

Prima chiamata ufficiale dall’inizio del conflitto in Ucraina. Il colloquio tra i due ministri della Difesa, Austin e Shoigu. L’esponente Usa: “È importante mantenere una linea di comunicazione”. Poi la precisazione: “Però nessuna svolta”
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MOSCA - È il giorno in cui si riannodano i fili. Dopo l'intervento senza annunci militareschi di Vladimir Putin in occasione della Giornata della Vittoria, dopo l'incontro tra il premier italiano Mario Draghi e il presidente statunitense Joe Biden a Washington e la telefonata tra il leader cinese Xi Jinping e il capo dell'Eliseo Emmanuel Macron, qualcosa sembra muoversi sul fronte diplomatico. Per la prima volta da quando la Russia ha lanciato in Ucraina quella che ostinatamente chiama "operazione militare speciale", il segretario della Difesa statunitense Lloyd Austin e il suo omologo russo Sergej Shoigu hanno parlato al telefono. E lo stesso Putin ha avuto un lungo colloquio con il cancelliere tedesco Olaf Scholz dopo un mese e mezzo di silenzio.

MOSCA - È il giorno in cui si riannodano i fili. Dopo l'intervento senza annunci militareschi di Vladimir Putin in occasione della Giornata della Vittoria, dopo l'incontro tra il premier italiano Mario Draghi e il presidente statunitense Joe Biden a Washington e la telefonata tra il leader cinese Xi Jinping e il capo dell'Eliseo Emmanuel Macron, qualcosa sembra muoversi sul fronte diplomatico. Per la prima volta da quando la Russia ha lanciato in Ucraina quella che ostinatamente chiama "operazione militare speciale", il segretario della Difesa statunitense Lloyd Austin e il suo omologo russo Sergej Shoigu hanno parlato al telefono. E lo stesso Putin ha avuto un lungo colloquio con il cancelliere tedesco Olaf Scholz dopo un mese e mezzo di silenzio.


"Le discussioni tra Russia e Ucraina sono state bloccate da Kiev", avrebbe detto il leader del Cremlino, tornando a denunciare le presunte "pesanti violazioni del diritto internazionale da parte dei neo-nazisti ucraini". Da Scholz è invece arrivato l'invito al Cremlino perché si lavori "per arrivare a una tregua il più velocemente possibile" oltre al richiamo alla responsabilità della Russia "per la situazione globale dei generi alimentari". Lo stesso appello per un cessate il fuoco "immediato" è arrivato da Austin che, fa sapere il Pentagono, ha ribadito "l'importanza di mantenere le linee di comunicazione".


Mosca invece ha sottolineato che la conversazione telefonica è avvenuta su iniziativa americana e che si è concentrata su "questioni di attualità della sicurezza internazionale, inclusa la situazione in Ucraina". Un funzionario del Pentagono ha commentato che "la chiamata in sé non ha risolto in modo specifico alcun problema serio, né ha portato a un cambiamento diretto in ciò che i russi stanno facendo o in ciò che stanno dicendo". Ma al di là degli scarni resoconti da entrambe le parti e dell'esito, il colloquio - durato all'incirca un'ora - è un segnale. Austin e Shoigu non si parlavano dal 18 febbraio, da sei giorni prima l'ingresso delle truppe russe in Ucraina.


Una settimana dopo l'inizio dell'offensiva, il primo marzo, Washington aveva stabilito una linea di comunicazione diretta con il ministero della Difesa russo per evitare incidenti tra le forze russe e i soldati statunitensi dispiegati nei Paesi alleati dell'Europa orientale. Il 24 marzo scorso il portavoce del Pentagono Kirby aveva definito "vitale" l'interazione tra i capi dei dipartimenti della Difesa statunitense e russo, ma aveva affermato che la parte russa si era rifiutata di partecipare al dialogo. E il 7 aprile era stato lo stesso Austin a ribadire di aver cercato di contattare i suoi colleghi russi sin da metà febbraio per garantire la continuazione del dialogo senza però ottenere risposta. Proprio ieri Shoigu aveva illustrato a Putin i progressi dell'operazione durante la riunione del Consiglio di Sicurezza dedicata all'allargamento della Nato con la richiesta di adesione di Finlandia e Svezia. Non sembra un caso.