I cadaveri dei soldati russi nei vagoni frigo: "Li raccogliamo noi ucraini, ma non li rivogliono"
di Natasha Caragnano , di Natasha CaragnanoIn tuta protettiva bianca e con la mascherina chirurgica gli ucraini trasportano i corpi dei soldati russi, lasciati tra le strade della città dopo i combattimenti, fino ai vagoni frigo di un treno alla periferia della capitale. “L’Ucraina è pronta a restituire i corpi all’aggressore”, ha detto il colonnello Volodymyr Lyamzin, a capo dell’unità di cooperazione civile-militare, all’agenzia di stampa britannica Reuters.
Centinaia di corpi sono stati conservati in questo modo in attesa del via libera per partire verso la Russia e tornare a casa. “Secondo le norme del diritto internazionale umanitario, e l'Ucraina le sta seguendo rigorosamente, al termine della fase attiva del conflitto le parti devono restituire i corpi dei militari di un altro Paese”, ha spiegato Lyamzin. Ma la Russia non li vuole indietro perché, secondo il colonnello, “ogni corpo è una prova di un crimine di guerra”…
In tuta protettiva bianca e con la mascherina chirurgica gli ucraini trasportano i corpi dei soldati russi, lasciati tra le strade della città dopo i combattimenti, fino ai vagoni frigo di un treno alla periferia della capitale. “L’Ucraina è pronta a restituire i corpi all’aggressore”, ha detto il colonnello Volodymyr Lyamzin, a capo dell’unità di cooperazione civile-militare, all’agenzia di stampa britannica Reuters.
Centinaia di corpi sono stati conservati in questo modo in attesa del via libera per partire verso la Russia e tornare a casa. “Secondo le norme del diritto internazionale umanitario, e l'Ucraina le sta seguendo rigorosamente, al termine della fase attiva del conflitto le parti devono restituire i corpi dei militari di un altro Paese”, ha spiegato Lyamzin. Ma la Russia non li vuole indietro perché, secondo il colonnello, “ogni corpo è una prova di un crimine di guerra” commesso dai russi in Ucraina.
I corpi dei soldati ammassati nel treno alla periferia di Kiev filmato da Reuters sono stati portati lì dalla regione di Kiev e di Chernihiv. Ma vagoni frigo come quello, ha raccontato il colonnello ucraino, ci sono in diverse aree del Paese in attesa di un accordo per il trasferimento dei corpi che non è ancora stato raggiunto.
“La Russia non ha ancora ritirato i corpi dei suoi soldati morti, che si trovano in vagoni refrigerati vicino a Kiev. Sono più di 250. Onestamente, non so come commentare tutto questo”, ha scritto su Twitter il consigliere del ministro degli Interni ucraino Anton Gerashchenko. Insieme al tweet le foto dei cadaveri nei sacchi bianchi ammassati in una cella frigorifera grigia.
La conferma arriva anche dal grido di dolore dell'arcivescovo di Kiev Sviatoslav Shevchuk: "Vediamo che l'aggressore russo non rispetta i corpi dei soldati o dei civili ucraini, né quelli della sua gente. Proprio all'inizio della nostra resistenza, della nostra guerra difensiva, abbiamo cercato di onorare i corpi dei militari russi caduti. E volevano restituirli nel modo degno alle loro famiglie. Ma vediamo i russi rifiutarsi di onorare i corpi dei propri soldati caduti, e questo demoralizza il loro esercito".
Non ci sono solo i corpi abbondanti tra le strade, migliaia di soldati sono stati trovati ammassati in questo modo su vagoni frigorifero. Un video dell’emittente televisiva del Qatar Al Jazeera English, diffuso nei giorni scorsi, mostra questi cadaveri lasciati indietro dalle truppe russe mentre si ritiravano dalla regione di Kiev. “I russi si rifiutano di prenderli, così l’Ucraina potrebbe doverli seppellire a spese proprie”, ha commentato Gerashchenko.
Anche nella regione di Kharkiv, tra le strade dei villaggi liberati, i soldati ucraini hanno travato decine di cadaveri di soldati russi abbondanti sul campo di battaglia. “Troviamo i loro corpi per le strade, nelle abitazioni. Non sono stati nemmeno sepolti, li hanno lasciati nelle discariche. Quando si ritirano, non raccolgono i cadaveri dei loro soldati. Questo testimonia la loro etica, i principi e le regole di guerra”, ha detto il capo dell'amministrazione militare regionale Oleg Sinegubov sul suo canale Telegram.
Riportare a casa i cadaveri dei soldati significherebbe ammetterne ufficialmente le perdite durante la battaglia. La Russia ha riconosciuto la morte di 1.351 militari dall’inizio del conflitto, il 24 febbraio, nell’ultimo bilancio diffuso dal ministero della Difesa russo il 25 marzo scorso. Ma le perdite russe, secondo le autorità ucraine, sarebbero molto più alte: più di 27mila secondo il bollettino quotidiano dello Stato maggiore delle forze armate ucraine diffuso sui social.