✕

Nato, tra 48 ore la domanda di adesione della Svezia. Helsinki: "Minaccia nucleare seria"

I ministri degli Esteri riuniti per il vertice Nato a Berlino (reuters)
L'annuncio arrivato dai socialdemocratici della premier Andersson. Il presidente finlandese va a Stoccolma. I due paesi potrebbero fare il passo formale insieme. La premier della Finlandia Marin: "Siamo preparati a diversi tipi di reazioni russe". Cavusoglu ribadisce l'opposizione turca, ma Stoltenberg minimizza: "Ankara non sta cercando di bloccare i nuovi ingressi"
3 minuti di lettura

BERLINO - Manca poco al tramonto di un altro pezzo di neutralità europea. L’annuncio della richiesta della Svezia di aderire alla Nato è arrivato nel pomeriggio dai socialdemocratici della premier Magdalena Andersson che guida a Stoccolma un governo di minoranza. Martedì potrebbe essere già il giorno della formalizzazione. E intanto Sauli Niinisto, il presidente finlandese, sarà a Stoccolma domani e la richiesta potrebbe essere avanzata dai due Paesi in maniera congiunta. Il capo di Stato finlandese ha ribadito anche oggi che la richiesta di Helsinki è imminente. La premier Sanna Marin ha aggiunto: "Non avremmo fatto questa scelta se non avessimo pensato che avrebbe rafforzato la nostra sicurezza nazionale: la minaccia nucleare è molto seria, ma non si può isolare a una sola regione". La prima ministra ha anche ripetuto: "Siamo preparati a diversi tipi di reazione russa”.

Il tema dei nuovi possibili me…

BERLINO - Manca poco al tramonto di un altro pezzo di neutralità europea. L’annuncio della richiesta della Svezia di aderire alla Nato è arrivato nel pomeriggio dai socialdemocratici della premier Magdalena Andersson che guida a Stoccolma un governo di minoranza. Martedì potrebbe essere già il giorno della formalizzazione. E intanto Sauli Niinisto, il presidente finlandese, sarà a Stoccolma domani e la richiesta potrebbe essere avanzata dai due Paesi in maniera congiunta. Il capo di Stato finlandese ha ribadito anche oggi che la richiesta di Helsinki è imminente. La premier Sanna Marin ha aggiunto: "Non avremmo fatto questa scelta se non avessimo pensato che avrebbe rafforzato la nostra sicurezza nazionale: la minaccia nucleare è molto seria, ma non si può isolare a una sola regione". La prima ministra ha anche ripetuto: "Siamo preparati a diversi tipi di reazione russa”.

Il tema dei nuovi possibili membri scandinavi, Finlandia e Svezia, domina da giorni gli incontri internazionali che si stanno svolgendo in Germania - venerdì c’è stato il G7 dei ministri degli Esteri a Weissenhaus e in queste ore è riunito a Berlino il summit informale dei capi della diplomazia della Nato. Il Segretario di Stato americano Antony Blinken ha sottolineato da Berlino che “gli Usa sostengono fortemente l'adesione di Svezia e Finlandia alla Nato, se volessero decidere di entrare”. Il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg ha parlato di una svolta “storica”, la ministra degli Esteri tedesca Annalena Baerbock e il ministro americano hanno messo in evidenza l’”unità” della Nato, ricompattata dalla guerra di aggressione russa. E Baerbock, padrona di casa del summit informale, ha rassicurato l’Ucraina sul fatto che l’Alleanza atlantica continuerà a fornirle aiuti militari "tanto a lungo quanto sarà necessario".

La ministra tedesca ha dichiarato peraltro morto l’Atto unico Ue-Russia del 1997 su cui si era basata l’architettura della sicurezza europea e che aveva impegnato entrambe le parti a non violare più confini territoriali. “La sicurezza europea sarà ridefinita”, ha puntualizzato la ministra dei Verdi: “La Russia ha distrutto l’Atto unico, non la Nato. Ciò che era stato deciso nell’Atto unico è stato cancellato. Dunque rafforzeremo il fianco orientale”. Una notizia, quella del rafforzamento delle truppe nei Paesi dell’Est, che è stata confermata dal segretario generale della Nato. E Blinken, a proposito della necessità di ridefinire l’architettura di sicurezza europea, ha chiarito che se ne parlerà al vertice Nato di Madrid, a luglio.

Il processo di adesione della Finlandia e della Svezia alla Nato è adombrato attualmente da due incognite. La prima è l’alzata di scudi della Turchia, che attraverso il ministro degli Esteri Mevlut Cavusoglu ha fatto sapere di ritenere “inaccettabile” il presunto sostegno di Helsinki e Stoccolma a organizzazioni terroristiche curde. E il presidente Recep Tayyip Erdogan aveva definito “non positiva” la notizia della loro adesione alla Nato. Ma nella conferenza stampa finale della riunione il segretario generale Jens Stoltenberg si è detto “fiducioso” che “riusciremo a risolvere le preoccupazioni sollevate dalla Turchia in modo che l’adesione non subisca ritardi”. Ankara, ha scandito Stoltenberg, “non sta tentando di bloccare l’accesso di Svezia e Finlandia”. 

Anche il ministro degli Esteri italiano Luigi Di Maio ha dichiarato alla trasmissione “Mezz’ora in più” che “tutti i Paesi sono d’accordo” sull’ingresso dei due paesi scandinavi, “anche la Turchia”. Le resistenze di Ankara, come ha lasciato intendere la sua omologa tedesca e padrona di casa del summit, Annalena Baerbock, sono state discusse ieri sera alla cena d’avvio del summit, che ha ospitato anche i responsabili degli Esteri di Finlandia e Svezia, Pekka Haavisto e Ann Linde. Alla fine della riunione, il ministro turco Cavusogli ha usato per ancora toni aggressivi, definendo "provocatorie" le dichiarazioni della svedese Linde, che ieri aveva affermato di ritenere il Pkk un'organizzazione terrorista ma non i miliziani curdi dell'Ypg nel Nord della Siria. Cavusoglu si è anche lamentato dei limiti alle esportazioni di armi ad Ankara che Helsinki e Stoccolma impongono. 

La richiesta di adesione di Finlandia e Svezia dovrà essere ratificata dai 30 Parlamenti dei membri dell’Alleanza atlantica all’unanimità.

E l’altro problema sono proprio i tempi di ratifica. Finché non ci sarà il via libera di tutti, i due Paesi scandinavi non saranno protetti formalmente dall’articolo 5, quello che garantisce il mutuo soccorso militare. E la Russia ha detto nei giorni scorsi a più riprese di ritenere la decisione di Helsinki e Stoccolma “una minaccia” per la sua sicurezza. Baerbock ha promesso dunque un iter parlamentare “rapido” in Germania. Ma la ministra degli Esteri ha anche aggiunto che “bisogna fare in modo di fornire” a Svezia e Finlandia “garanzie di sicurezza. Non può esserci un periodo di transizione e una zona grigia in cui il loro status sia poco chiaro”. In conferenza stampa, Baerbock ha promesso più truppe Nato sul fianco orientale.

Nei giorni scorsi il Regno Unito aveva già promesso il suo sostegno militare, nel caso di bisogno. E una fonte finlandese racconta che rassicurazioni analoghe sarebbero arrivare “dalle potenze nucleari”, ossia Francia e Stati Uniti. La questione è in discussione in queste ore a Berlino anche con il Segretario di Stato americano Antony Blinken. 

Dopo decenni di riluttanza verso l’Alleanza atlantica e dopo due secoli di neutralità militare, La Svezia si è convinta a fare lo stesso passo dei suoi vicini di casa finlandesi. Per tutto il dopoguerra Stoccolma si era nascosta anche dietro alla neutralità di Helsinki - imposta in realtà dagli accordi con l’Urss - per confermare la sua postura, per non seguire gli altri Paesi scandinavi, Norvegia e Danimarca, nella partecipazione alla Nato. Ma l’aggressione militare dell’Ucraina ha rapidamente fatto cambiare umore agli svedesi: per la prima volta nella storia, la maggioranza si è espressa a favore della Nato. I sondaggi non sono espliciti come quelli in Finlandia, dove dal 20% si è passati al 76% di favorevoli, ma poco più della metà degli svedesi, ormai, vuole fare il “grande passo”.