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Ucraina, l'ultimo crimine di guerra: mille scuole bombardate

Un'inchiesta dell'Associated Press ha individuato, per ora, 57 "bombardamenti deliberati" contro strutture educative. Una pesante ipoteca sul futuro. Le storie delle bambine e dei bambini uccisi nelle aule
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ROMA - Il governo ucraino ha contato più di mille scuole e strutture educative bombardate, e non è facile censirle tutte visto che molte città sono ancora in mano ai russi. Novantacinque di queste sono state completamente distrutte. Mura, soffitti, banchi, sedie, lavagne multimediali: polvere. L'Unicef sostiene 89 strutture nell'Ucraina orientale: quindici sono state danneggiate o demolite. Per questa distruzione organizzata di presidi educativi, il Tribunale penale internazionale potrà utilizzare le imputazioni di crimine di guerra. Nei confronti di chi ha ordinato o commesso l'atto.

L'agenzia Associated Press con il programma "Frontline" sta conducendo una propria inchiesta sul tema scuole e ha individuato 57 casi che possono definirsi "crimini di guerra". Cannoneggiare, o abbattere, deliberatamente un edificio scolastico è chiaramente un crimine di guerra e in molti casi non ci sono altre spiegazioni all&…

ROMA - Il governo ucraino ha contato più di mille scuole e strutture educative bombardate, e non è facile censirle tutte visto che molte città sono ancora in mano ai russi. Novantacinque di queste sono state completamente distrutte. Mura, soffitti, banchi, sedie, lavagne multimediali: polvere. L'Unicef sostiene 89 strutture nell'Ucraina orientale: quindici sono state danneggiate o demolite. Per questa distruzione organizzata di presidi educativi, il Tribunale penale internazionale potrà utilizzare le imputazioni di crimine di guerra. Nei confronti di chi ha ordinato o commesso l'atto.

L'agenzia Associated Press con il programma "Frontline" sta conducendo una propria inchiesta sul tema scuole e ha individuato 57 casi che possono definirsi "crimini di guerra". Cannoneggiare, o abbattere, deliberatamente un edificio scolastico è chiaramente un crimine di guerra e in molti casi non ci sono altre spiegazioni all'azione violenta se non la volontà dell'esercito russo di far pagare alla generazione più debole il peso della resistenza dei padri. Su un piano generale, sono più di 8.000, ad oggi, le imputazioni per "crimini di guerra" ipotizzati nel corso del conflitto in Ucraina.

La prima vittima del conflitto all'interno di un edificio educativo è stata Alisa Hlans, 7 anni, colpita da bombe a grappolo vietate dalla Convenzione delle Nazioni Unite del 2008 (né Russia né Ucraina vi hanno mai aderito). Era in corso un assedio a Ochtyrka, città del Donbass, nel secondo giorno dell'invasione russa. Alisa si era rifugiata nella scuola, con la mamma. E' stata raggiunta da una scheggia, ed è morta il giorno dopo in ospedale. Lo ha raccontato la procuratrice generale Irina Venediktova diffondendo i disegni fatti dalla bimba ed esposti nella struttura che frequentava.

Uno dei disegni realizzati nella scuola di Okhtyrka da Alisa, uccisa a 7 anni 

Il 3 marzo era stata colpita la scuola numero 21 di Chernihiv, a nord di Kiev: polverizzzata. Gli insegnanti avevano scritto la parola "bambini" in cirillico, a caratteri cubitali, sulle finestre. Non è stato sufficiente per risparmiarla. Settanta scolari si sono salvati scendendo nel rifugio, ma nove persone sono morte, tra loro un bambino di 13 anni. In tutta Chernihiv solo 7 scuole su 35 sono illese. Tre non esistono più.

Ancora, l'8 maggio, un attacco a un istituto di Zaporizhzhia: una bomba, sessanta uccisi. Una docente di Geografia e l'assistente del preside sono rimaste vittime, invece, del bombardamento della Scuola 50 a Gorlovka, città dell'Est. Dentro un istituto di Ivankiv, ancora, i parà russi, che stavano preparando il primo assalto a Kiev, hanno ucciso un bambino insieme al padre. L'istruzione a Kharkhiv, ormai, si fa nei rifugi della metropolitana: si insegna lì dentro, gli edifici scolastici non sono rimasti in piedi.

“Perché colpire una scuola?", si è chiesta, disperata, una professoressa di Chernihiv, la gamba fratturata, "i bambini sopravvissuti ricorderanno per sempre questo trauma". Non ci sono precedenti - nell'ex Jugoslavia, in Siria - di una distruzione così larga, sistematica, di edifici scolastici. "E' un attacco alla possibilità di una nazione di ripartire alla fine di una guerra, una ferita inferta per molti anni a venire", commenta Associated Press.

Diversi istituti scolastici vengono utilizzati, oggi, come centri di informazione, rifugi, hub di rifornimento o per scopi militari. “L’impatto a lungo termine sullo studio sarà molto pesante per un'intera generazione”, ha scritto l'Unicef. A metà marzo, in Ucraina, oltre 15.000 scuole avevano ripreso un percorso d'istruzione, soprattutto attraverso opzioni ibride di apprendimento a distanza o di persona. Il Fondo delle Nazioni unite per l’infanzia stima che 3,7 milioni di bambini ucraini, nel loro Paese e all'estero, stiano utilizzando forme di apprendimento online e a distanza.