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L'apertura di Biden a Cuba: più voli commerciali e via il limite dei mille dollari sulle rimesse

(reuters)
Rimessa in discussione la stretta voluta da Trump. L'Avana: "Passo limitato nella giusta direzione"
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Qualcosa si incrina nel bloqueo cubano. Il presidente Usa Joe Biden ha deciso di aprire nuovamente il rubinetto dei visti (gli accordi prevedevano che gli Stati Uniti ne rilasciassero 20 mila l’anno, ma non sono rispettati) e di allentare il divieto di spedire soldi da parte dei migranti ai familiari sull’isola. Viene abolito il limite di mille dollari ogni tre mesi; saranno autorizzate anche le donazioni a cittadini cubani estranei al nucleo familiare. Funzionari americani hanno però chiarito che cercheranno di garantire che “tali fondi non raggiungano coloro che perpetuano violazione dei diritti umani” utilizzando “processori di pagamento elettronici”. Una precisazione che risponde alle critiche subito sollevate da alcuni senatori conservatori, e anche democratici, della Florida sempre durissimi con il regime di Cuba sebbene sensibili alle enormi difficoltà patite dai parenti rimasti in patria. 

Il pacchetto di misure punta a r…

Qualcosa si incrina nel bloqueo cubano. Il presidente Usa Joe Biden ha deciso di aprire nuovamente il rubinetto dei visti (gli accordi prevedevano che gli Stati Uniti ne rilasciassero 20 mila l’anno, ma non sono rispettati) e di allentare il divieto di spedire soldi da parte dei migranti ai familiari sull’isola. Viene abolito il limite di mille dollari ogni tre mesi; saranno autorizzate anche le donazioni a cittadini cubani estranei al nucleo familiare. Funzionari americani hanno però chiarito che cercheranno di garantire che “tali fondi non raggiungano coloro che perpetuano violazione dei diritti umani” utilizzando “processori di pagamento elettronici”. Una precisazione che risponde alle critiche subito sollevate da alcuni senatori conservatori, e anche democratici, della Florida sempre durissimi con il regime di Cuba sebbene sensibili alle enormi difficoltà patite dai parenti rimasti in patria. 

Il pacchetto di misure punta a rivitalizzare l’economia privata, un settore in forte espansione che rappresenta il 15 per cento del Pil dell’isola. Il blocco di ogni rapporto con Cuba, compresi gli scambi commerciali e l’invio di beni di prima necessità, sta esasperando le condizioni di vita della popolazione. La crisi non è solo dovuta al ferreo embargo. Il presidente Miguel Díaz-Canel fatica a far decollare il nuovo piano di rilancio produttivo previsto nella storica riforma fiscale varata dal Parlamento nell’ottobre del 2021.

La guerra in Ucraina si riflette anche qui: sono spariti i turisti russi che aiutavano a riempire le casse pubbliche e l’aumento dei prezzi energetici infligge l’ennesima mazzata a un’economia asfittica. 

E’ previsto l’aumento del numero di voli charter e commerciali con tutta l’isola, così come il rafforzamento dei servizi consolari Usa a Cuba per favorire le richieste di ricongiungimento familiare. Resta intatta la Lista di Restrizione Cubana: nessuna società straniera viene esclusa dal divieto di avere rapporti commerciali con L’Avana. Ma viene sostenuto lo stuolo di piccoli imprenditori privati, oltre 200 mila. “Apriremo nuove strade per i pagamenti elettronici e per le attività commerciali statunitensi con imprenditori cubani indipendenti, anche attraverso un maggior accesso al micro finanziamento e alla formazione”, ha spiegato il Segretario di Stato Usa Antony Blinken. Il ministro degli Esteri cubano accoglie con favore la mossa. “Un passo limitato nella giusta direzione”, la definisce Bruno Rodriguez. Il quale tuttavia sottolinea come l’amministrazione Biden non abbia ancora revocato “l’inclusione fraudolenta di Cuba nell’elenco dei paesi che sponsorizzano il terrorismo” e “la maggior parte delle misure coercitive di massima pressione di Trump che colpiscono ancora il popolo cubano”.

Più che sancire l’inizio della fine del blocco in vigore dal 1962, cioè da 60 anni, l’apertura di Biden raccoglie la richiesta della folla che ogni giorno assedia le ambasciate per un visto rilasciato adesso solo da Managua dopo l’improvvisa sospensione di Panama e del Messico. 

Una seconda “Mariel”, il grande shock migratorio con la fuga di 125 mila persone tra l’aprile e l’ottobre del 1980, sta scuotendo di nuovo Cuba. In sette mesi, da aprile 2021 a ottobre di quest’anno sono entrati negli Usa 115 mila cubani dal confine messicano. Tre volte quelli dello stesso periodo di un anno prima. Nel solo mese di aprile il record storico: 35 mila. La stessa cifra di quelli che lasciarono l’isola a bordo di zattere e camere d’aria nella crisi del 1990.

Infine, il gesto del presidente Usa tende a smorzare le tensioni che si sono create con il presidente messicano Manuel Lopz Obrador in vista del vertice dell’Organizzazione degli Stati Americani fissato per metà giugno a Los Angeles. Biden ha escluso dagli inviti la stessa Cuba, oltre a Venezuela e Nicaragua. Chi non rispetta gli standard democratici non è gradito. Ma su questo si è impuntato il presidente messicano che con gli Usa ha aperta una serie di dossier, dal traffico di droga a quello delle armi fino alle politiche migratorie. “Il vertice non è di Biden ma dei paesi americani”, ha puntualizzato Amlo. “Di tutti i paesi, nessuno escluso”. Minaccia di disertarlo. Senza il grande vicino, il summit partirebbe azzoppato. Una condizione che lo stesso presidente Usa vuole scongiurare.