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Mosca usa sempre più ceceni per la guerra in Ucraina

I resti del villaggio di Bilogorivka, nella regione di Lugansk (afp)
L'intelligence britannica: diverse migliaia i combattenti fedeli a Kadyrov, al momento concentrati soprattutto nelle aree di Mariupol e di Lugansk
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LONDRA. L’esercito russo fa sempre più ricorso a miliziani ceceni in Ucraina. Lo rende noto l’intelligence militare britannica: “Per cercare di sconfiggere la resistenza ucraina, la Russia sta facendo ricorso significativo a personale militare ausiliario, come le forze cecene. Che probabilmente consistono di diverse migliaia di combattenti al momento concentrati in gran parte nelle aree di Mariupol e di Lugansk”, nel Donbass ucraino occupato da Mosca.

“Queste forze”, continua l’intelligence militare britannica, “consistono sia di volontari che di unità della Guardia Nazionale, ovvero l’apparato che si occupa della sicurezza del governo del capo ceceno, il presidente Ramzan Kadyrov. Il quale pare mantenere una supervisione diretta delle attività in Ucraina, mentre suo cugino, Adam Delimkhanov, ha probabilmente operato a Mariupol”, assediata dai russi,&nbs…

LONDRA. L’esercito russo fa sempre più ricorso a miliziani ceceni in Ucraina. Lo rende noto l’intelligence militare britannica: “Per cercare di sconfiggere la resistenza ucraina, la Russia sta facendo ricorso significativo a personale militare ausiliario, come le forze cecene. Che probabilmente consistono di diverse migliaia di combattenti al momento concentrati in gran parte nelle aree di Mariupol e di Lugansk”, nel Donbass ucraino occupato da Mosca.

“Queste forze”, continua l’intelligence militare britannica, “consistono sia di volontari che di unità della Guardia Nazionale, ovvero l’apparato che si occupa della sicurezza del governo del capo ceceno, il presidente Ramzan Kadyrov. Il quale pare mantenere una supervisione diretta delle attività in Ucraina, mentre suo cugino, Adam Delimkhanov, ha probabilmente operato a Mariupol”, assediata dai russi, “come comandante in capo ceceno dell’area”.

“Il ricorso a combattenti così disparati - aggiunge l’intelligence militare di Londra - dimostra i problemi di Mosca nel ricorso alle sue risorse, anche umane, nella guerra in Ucraina. È probabile che un comando delle operazioni così disorganizzato limiti ancora di più l’efficacia delle operazioni militari della Russia in guerra”.

Non è un mistero che i combattenti ceceni siano da settimane operativi in Ucraina: lo stesso grande leader, “il diavolo vestito di Prada” Ramazan Kadyrov (i suoi stivaletti griffati da 1500 euro hanno fatto il giro della stampa internazionale), aveva annunciato il loro impiego all’inizio della guerra, con ben 12mila soldati ceceni radunati in piazza nella capitale Grozny. Addirittura lo stesso Kadyrov ha dichiarato un paio di volte sul suo account Telegram di essere personalmente a combattere sul campo in Ucraina, prima alla periferia di Kiev e poi a Mariupol. Ma la sua presenza non è mai stata davvero confermata.

Tuttavia, come spiega l’intelligence britannica, il ricorso continuo di Mosca in Ucraina ai miliziani ceceni, che inizialmente erano solo mille secondo Kadyrov e che ora sarebbero aumentati esponenzialmente, denota la debolezza della strategia russa, che non riesce a soverchiare la resistenza ucraina e che appare sempre più confusa e disallineata. Ciò nonostante i ceceni, detti anche “Kadyrovtsy" per la fedeltà al 45enne leader a Grozny, siano considerati i militari e paramilitari più feroci e brutali del lotto, come dimostrano i loro video efferati e postati sul social in cui torturano soldati ucraini e altri nemici. Lo stesso Kadyrov è stato più volte accusato di violazione di diritti umani.

Ramzan Kadyrov 

A inizio marzo, il Times scrisse come furono proprio alcuni “Kadyrovtsy”, insieme a mercenari filtrassi della famigerata Milizia Wagner, a provare ad attentare alla vita del presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. Ma allora, secondo il quotidiano britannico, a sventare l’assassinio furono servizi deviati dell’Fsb, l’intelligence di Mosca erede del Kgb. Kadyrov, fedelissimo di Putin, è stato accusato anche di essere l’organizzatore di omicidi eccellenti, come quello dell’oppositore russo Boris Nemtsov nel 2015 e della giornalista Anna Polikovskaya nel 2006. Nel primo assassinio sarebbe direttamente coinvolto il generale ceceno Ruslan Geremeyev, ferito a fine marzo dai soldati ucraini a Mariupol.