✕

Iran, la protesta contro l'aumento dei prezzi arriva a Isfahan. La tv mostra violenze nelle piazze

Un mercato a Teheran. I prezzi dei generi alimentari di base hanno subito un forte aumento (reuters)
Cori contro Khamenei e Raisi. Blocchi di internet per fermare il tam tam della rivolta
2 minuti di lettura

Le proteste che nell’ultima settimana sono scoppiate in Iran a causa dell’aumento dei prezzi di alcuni generi alimentari hanno raggiunto la provincia centrale di Isfahan. Nei video condivisi sui social network i manifestanti cantano cori contro l’ayatollah Ali Khamenei, Guida Suprema dell’Iran, e il presidente Ebrahim Raisi. “Combatteremo, moriremo, ci riprenderemo l’Iran”, urlano nei video condivisi su Twitter dall’account dell’emittente televisiva Iran International.

Proteste e disordini si sono diffusi in diverse province iraniane, tra cui Khuzestan, Lorestan, Charmahal e Bakhtiari, Kohgiluyeh, Boyer-Ahmad e Ardebil dopo che il governo ha annunciato la scorsa settimana che il costo degli alimenti base come olio da cucina, pollo, uova e latte sarebbe aumentate fino al 300%. Mentre i prezzi salgono in tutto il Medio Oriente a causa del conflitto in corso in Ucraina, Paese fra i principali esportatori di prodotti alimentari.

…

Le proteste che nell’ultima settimana sono scoppiate in Iran a causa dell’aumento dei prezzi di alcuni generi alimentari hanno raggiunto la provincia centrale di Isfahan. Nei video condivisi sui social network i manifestanti cantano cori contro l’ayatollah Ali Khamenei, Guida Suprema dell’Iran, e il presidente Ebrahim Raisi. “Combatteremo, moriremo, ci riprenderemo l’Iran”, urlano nei video condivisi su Twitter dall’account dell’emittente televisiva Iran International.

Proteste e disordini si sono diffusi in diverse province iraniane, tra cui Khuzestan, Lorestan, Charmahal e Bakhtiari, Kohgiluyeh, Boyer-Ahmad e Ardebil dopo che il governo ha annunciato la scorsa settimana che il costo degli alimenti base come olio da cucina, pollo, uova e latte sarebbe aumentate fino al 300%. Mentre i prezzi salgono in tutto il Medio Oriente a causa del conflitto in corso in Ucraina, Paese fra i principali esportatori di prodotti alimentari.

Negli ultimi giorni la tv di Stato iraniana ha diffuso filmati di manifestazioni sfociate in violenza, con manifestanti che danneggiavano moschee e proprietà pubbliche. Nella città di Dezful, nella provincia sud-occidentale di Khuzestan, un uomo ha perso la vita durante le proteste. A riportare la notizia è stato un parlamentare iraniano, Ahmad Avaei, citato dall’agenzia di stampa iraniana Ilna. Le autorità non hanno ancora annunciato alcun decesso, ma attivasti e manifestanti hanno denunciato che potrebbe salire almeno a sei il numero delle vittime.

Secondo l’emittente televisiva degli Emirati Arabi Uniti, Al Arabiya, i media iraniani hanno pubblicato il video di uomo che spiegava che suo figlio era stato ucciso dai manifestanti anti-regime. Una dichiarazione che è stato costretto a fare dalle autorità, hanno denunciato gli attivisti secondo cui suo figlio, Saadat Hadipour, è stato ucciso dalle forze di sicurezza che cercavano di sedare le manifestazioni

Dopo l’annuncio dell’aumento dei prezzi dei generi alimentari, i media di Stato hanno riferito di una interruzione dei servizi internet. Un tentativo di bloccare l’uso dei social network per organizzare manifestazioni e diffondere video. "L’interruzione è l’ultimo di una serie di tagli alle telecomunicazioni. Il rallentamento di Internet potrebbe limitare il libero flusso di informazioni viste le proteste”, ha osservato NetBlock, organizzazione di controllo che monitora la sicurezza informatica e la governance di Internet.

L’ultimo ciclo di proteste che ha travolto l’Iran riporta alla mente le manifestazioni che hanno scosso il Paese nel 2019, dopo l’aumento del prezzo del carburante. “Negli ultimi anni, gli iraniani hanno sfruttato ogni opportunità disponibile per segnalare la loro insoddisfazione e malcontento per il regime che li governa. Ciò include boicottaggi elettorali e proteste diffuse”, ha spiegato Behnam Ben Taleblu, ricercatore e analista del think tank Foundation for Defense of Democracies (Fdd), ad Al Arabiya.

Le manifestazioni di oggi, come quelle del 2019 e del 2021 per la carenza di acqua, hanno portato gli iraniani a chiedere un cambio di regime in dozzine di città. Motivo per cui Ben Taleblu ritiene che queste proteste siano solo l’inizio visto le condizioni economiche del Paese. In Iran, secondo i dati ufficiali, l’inflazione è salita del 40 per cento. La metà degli 85milioni di abitanti vive in condizioni pessime, sotto la soglia di povertà.