Brasile, l'ex presidente Lula si sposa per la terza volta
di Daniele Mastrogiacomo , di Daniele MastrogiacomoL'ex presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva (nuovamente in corsa per quell'incarico) si è sposato. Emozionato, elegante nel suo completo azzurro, camicia bianca e senza cravatta, il vecchio leone della sinistra brasiliana è convolato a nozze con la donna di cui si è invaghito. Lui ha 76 anni ed è già stato sposato due volte. Lei, Rosangela Silva, 55. Da sempre militante del Pt, sociologa, Janja, come viene chiamata, ha conosciuto Lula in carcere. Durante i 580 giorni di prigionia iniziati nel 2018, chiuso in una cella nella caserma della sede centrale della Polizia Federale a Curitiba, nel sud del Brasile, lo andava a trovare ogni settimana, spesso di più, quando le autorità lo concedevano. E qui si sono scoperti e innamorati.
Davanti a 200 invitati, raccolti in un l…
L'ex presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva (nuovamente in corsa per quell'incarico) si è sposato. Emozionato, elegante nel suo completo azzurro, camicia bianca e senza cravatta, il vecchio leone della sinistra brasiliana è convolato a nozze con la donna di cui si è invaghito. Lui ha 76 anni ed è già stato sposato due volte. Lei, Rosangela Silva, 55. Da sempre militante del Pt, sociologa, Janja, come viene chiamata, ha conosciuto Lula in carcere. Durante i 580 giorni di prigionia iniziati nel 2018, chiuso in una cella nella caserma della sede centrale della Polizia Federale a Curitiba, nel sud del Brasile, lo andava a trovare ogni settimana, spesso di più, quando le autorità lo concedevano. E qui si sono scoperti e innamorati.
Davanti a 200 invitati, raccolti in un locale di San Paolo, il leader della sinistra brasiliana ha ricordato quanto disse il giorno che lasciò la cella e tornò libero da ogni accusa: “Mentre ero in prigione”, ha detto, “sono riuscito a trovare una ragazza che ha accettato perfino di sposarmi. Ha coraggio”. Mercoledì si sono uniti in matrimonio. Lula ha riconosciuto il contributo dato in questi anni, e adesso nel pieno della campagna elettorale, dalla sua nuova moglie. E’ stata lei a suggerirgli come meglio calibrare i suoi messaggi, compiendo passi controversi ma importanti in una campagna appena iniziata e che si annuncia incerta fino alla fine. Compresa la scelta di indicare il leader del centro destra, il socialdemocratico Geraldo Alckmin, suo storico avversario con il quale si era già confrontato in passato prevalendo per un pugno di voti, come suo vice se riconquisterà Plantalto.
Difficile fare delle previsioni anche se Lula vola nei sondaggi e resta ancorato al primo posto con il 44 per cento delle intenzioni di voto. Partito da un 25 per cento il suo rivale, l'attuale presidente in carica Jair Bolsonaro sta lentamente recuperando punti e adesso viaggia attorno al 32. La distanza si assottiglia. Basta poco per sbagliare. Lula non si è schierato apertamente con l’Ucraina e questo ha lasciato perplessi anche molti suoi sostenitori. Ha condannato la guerra e ha puntato il dito su chi infiamma il clima piuttosto che lavorare per la pace. Già in passato si era rifiutato di prendere le distanze dai regimi del venezuelano Nicolás Maduro e del nicaraguense Daniel Ortega non certo considerati esempi di specchiata democrazia.
Gli equilibri e le dinamiche nel Continente sudamericano sono d'altronde diversi; risentono del nuovo assetto geopolitico più per le conseguenze indirette, come crisi energetica e mancanza di fertilizzanti vitali per l’agricoltura brasiliana, quindi mais, soia, grano e grandi coltivazioni. Si teme la fame in un paese enorme dove 4 brasiliani su 10 già oggi faticano a sbarcare il lunario. L'attuale presidente di estrema destra ha messo in moto la sua macchina del web e fagocita così i fans un po’ disorientati. Continua nei suoi attacchi al Congresso e alla magistratura, contesta il voto elettronico che minaccia di boicottare come ha fatto a suo tempo Donald Trump negli Stati Uniti, suo amico e punto di riferimento. Coccola i militari, sostiene l’agrobusiness, difende le contestate scelte ambientali, si considera “il Bene che sconfigge il Male”: ovviamente rappresentato da Lula. Tutto questo lo rilancia nella corsa alla presidenza.
Tornando al matrimonio: non è certo stato facile compilare la lista degli invitati. L’ex metalmeccanico due volte presidente ha 5 figli, nuore e generi, decine di nipoti. Dimenticare qualcuno o escluderlo era impossibile. La coppia ha dunque ripiegato solo gli amici. Sono così mancati alla cerimonia i militanti storici, lo stuolo di compagni e dirigenti che accompagna il candidato verso le elezioni di ottobre.
Rosangela Silva è la terza moglie; la prima si chiamava Maria de Lourdes ed è morta dando alla luce il primo figlio; la seconda, Marisa, lo ha accompagnato per tutta la sua vita, anche nella clandestinità durante la dittatura militare. Madre degli altri quattro figli è morta di tumore nel 2017, il momento più duro e difficile per Lula, quando era nel pieno della tempesta giudiziaria che lo portò a una condanna a oltre 12 anni di carcere, aumentati a 17 in appello, poi annullata dal Tribunale Superiore Federale perché inficiata dalle continue interferenze del giudice Sergio Moro sui pubblici ministeri che indagavano. Oggi il padre del Pt è libero di correre per il suo terzo mandato alla guida del Brasile: una sfida che ha coronato realizzando un desiderio rimasto vivo sin da quei tristi giorni in cella.