✕

"Cosa ti aveva fatto mio marito?", "Ti chiedo perdono": al processo di Kiev l'incontro tra la vedova ucraina e il soldato russo

Vadim Shishimarin, in aula per crimini di guerra, ha chiesto scusa a Kateryna Shalipova, vedova del civile di 62 anni a cui ha sparato alla testa lo scorso 28 febbraio. La donna: "Perché sei venuto qui, per liberarci da cosa? Mio marito era in abiti civili. In cappotto e pantaloni”. L'altro soldato russo catturato ha detto alla corte che un altro militare aveva ordinato a Shishimarin di sparare: ma non si trattava di un ufficiale più anziano
2 minuti di lettura

“So che non sarai in grado di perdonarmi, ma comunque ti chiedo perdono”. Dietro alla piccola cella di vetro nel tribunale di Kiev, capitale dell’Ucraina, Vadim Shishimarin ha chiesto scusa a Kateryna Shalipova, vedova del civile di 62 anni a cui ha sparato alla testa nel villaggio di Chupakhivka, nella regione di Sumy nel nord est dell'Ucraina, lo scorso 28 febbraio.

Dopo l’udienza preliminare del 13 maggio, ieri è iniziato il primo processo contro il soldato russo per i crimini di guerra commessi in Ucraina. Il 21enne si è dichiarato “colpevole”, a testa bassa ha ammesso davanti alla corte di aver sparato all’uomo mentre lui e altri soldati si sta…

“So che non sarai in grado di perdonarmi, ma comunque ti chiedo perdono”. Dietro alla piccola cella di vetro nel tribunale di Kiev, capitale dell’Ucraina, Vadim Shishimarin ha chiesto scusa a Kateryna Shalipova, vedova del civile di 62 anni a cui ha sparato alla testa nel villaggio di Chupakhivka, nella regione di Sumy nel nord est dell'Ucraina, lo scorso 28 febbraio.

Dopo l’udienza preliminare del 13 maggio, ieri è iniziato il primo processo contro il soldato russo per i crimini di guerra commessi in Ucraina. Il 21enne si è dichiarato “colpevole”, a testa bassa ha ammesso davanti alla corte di aver sparato all’uomo mentre lui e altri soldati si stavano ritirando per ricongiungersi alle loro unità in Russia. “Durante il nostro viaggio, mentre guidavamo, abbiamo visto un uomo. Stava parlando al telefono. Ha detto che ci avrebbe denunciato”, ha proseguito. Shishimarin ha affermato che un altro soldato nell'auto, che non era il suo comandante, gli ha detto di sparare.

Un altro soldato russo catturato dagli ucraini, il ventenne Ivan Matysov, ha detto alla corte che il terzo militare sconosciuto nell'auto “ha gridato in tono di comando” a Shishimarin di sparare al civile. Ma entrambi i soldati hanno confermato che il terzo uomo non era un ufficiale più anziano.

Vadim Shishimarin durante il processo (afp)

Shishimarin, vestito con una felpa con cappuccio grigia e blu, ha guardato tutto il tempo verso terra con la testa appoggiata alla barriera di vetro mentre la vedova, Kateryna Shelipova, deponeva sulla morte del marito. “Perché sei venuto qui, per liberarci da cosa?”, ha chiesto al soldato russo. 

“Cosa ti ha fatto mio marito?", ha continuato nella sua testimonianza in cui ha spiegato che stava prendendo l'acqua da un pozzo quando ha sentito lo sparo. La donna ha quindi affermato di aver visto un'auto e un giovane dentro con un fucile. “Lo ricordo bene", ha detto, riferendosi a Shishimarin, “cinque minuti dopo ho visto mio marito. Era morto con un colpo in testa. Ho iniziato a urlare molto forte. Mio marito era in abiti civili. In cappotto e pantaloni”.

Kateryna Shelipova al processo di Kiev (afp)

Shelipova ha detto alla corte che non si sarebbe opposta se Shishimarin fosse stato rilasciato come parte di uno scambio di prigionieri per far uscire i “nostri ragazzi” dall’acciaieria di Azovstal, nella città di Mariupol.

L’accusa ha chiesto l’ergastolo per Vadim Shishimarin per crimini di guerra e omicidio premeditato. Il Cremlino ha dichiarato di non avere informazioni sul processo e che l'assenza di una missione diplomatica in Ucraina limita la sua capacità di fornire assistenza legale.

L'Ucraina ha accusato la Russia di aver commesso atrocità e brutalità contro i civili durante l'invasione e ha dichiarato di aver identificato più di 10mila possibili crimini di guerra. “Con questo primo processo, stiamo inviando un chiaro segnale: ogni persona che ha ordinato o assistito a crimini in Ucraina non deve sottrarsi alla sua responsabilità”, ha scritto su Twitter la procuratrice ucraina Iryna Venediktova.