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Sanna Marin a pranzo con Letta e Conte: "La neutralità finlandese è finita, votate la nostra adesione alla Nato"

La premier ha visto i leader Pd e M5s all'ambasciata finlandese. Un pranzo cordiale con due esponenti politici della maggioranza 'divisi' sul tema Russia
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Roma. Il pranzo è quasi finito quando Sanna Marin, reduce dal bilaterale con Draghi, consegna ai suoi commensali il messaggio che le sta più a cuore. "Vi prego di fare il possibile per accelerare, nel vostro Parlamento, la ratifica del nostro protocollo di adesione alla Nato". Sta tutto in questa richiesta il senso del convivio con i leader dei due principali partiti progressisti nella splendida cornice di Villa Sangiorgi, la residenza dell'ambasciatrice di Helsinky a due passi da Villa Borghese.

Vuol fare presto, la prima ministra finnica. E ha bisogno dell'Italia, del "prestigio del premier Draghi, nei cui confronti nutro grande stima", per convincere i partner più recalcitranti a concedere il lasciapassare necessario per proteggere il suo Paese dalle mire russe. Non è un caso che abbia scelto di essere a Roma proprio nel giorno in cui viene ufficializzata la candidatura della Finlandia all'Alleanza atlantica. L'invasi…

Roma. Il pranzo è quasi finito quando Sanna Marin, reduce dal bilaterale con Draghi, consegna ai suoi commensali il messaggio che le sta più a cuore. "Vi prego di fare il possibile per accelerare, nel vostro Parlamento, la ratifica del nostro protocollo di adesione alla Nato". Sta tutto in questa richiesta il senso del convivio con i leader dei due principali partiti progressisti nella splendida cornice di Villa Sangiorgi, la residenza dell'ambasciatrice di Helsinky a due passi da Villa Borghese.

Vuol fare presto, la prima ministra finnica. E ha bisogno dell'Italia, del "prestigio del premier Draghi, nei cui confronti nutro grande stima", per convincere i partner più recalcitranti a concedere il lasciapassare necessario per proteggere il suo Paese dalle mire russe. Non è un caso che abbia scelto di essere a Roma proprio nel giorno in cui viene ufficializzata la candidatura della Finlandia all'Alleanza atlantica. L'invasione dell'Ucraina ha cambiato tutto, spiega a Enrico Letta e Giuseppe Conte: "La nostra storica neutralità si è infranta contro la violenza e la pericolosità di Putin".

I tre si conoscono da tempo. Con il segretario pd Marin ha una consuetudine coltivata nei vari meeting organizzati dalla famiglia socialdemocratica europea, cui entrambi appartengono. Ma pure con il presidente del M5S si è incontrata spesso, quando l'avvocato guidava l'esecutivo giallorosso, in occasione dei summit dei capi di Stato e di governo a Bruxelles. Per dire, Conte era impegnato in un bilaterale con lei allorché, il 21 febbraio 2020, lo informarono che il focolaio Covid di Codogno era più grave del previsto, costringendolo a un precipitoso rientro in patria.

Una conoscenza da rinsaldare anche per evitare brutti scherzi: appena sbarcata nell'Urbe le hanno rivelato le critiche espresse dalla prima forza politica italiana sugli aiuti militari a Kiev. L'hanno avvertita della freddezza con cui il leader grillino ha commentato la scelta di Finlandia e Svezia di entrare nella Nato. Perciò ha voluto vederlo: per illustrargli de visu le ragioni sofferte di un passo non più rinviabile. Ben accolto invece da Letta: "Per noi è un onore, vi sosterremo". Le stesse parole twittate a sera da Conte.

Fra una crema di topinambur, un piatto di tortelloni e un branzino con asparagi, i tre discutono un po' di tutto. Marin racconta della sua passione per il Belpaese, dove le piacerebbe trascorrere le vacanze. Ribadisce l'importanza di avere a fianco un partner come l'Italia. Lancia strali contro il dittatore russo, che "è inarrestabile, si fermerà solo se l'Europa saprà mostrarsi unita e determinata". Motivo per cui la sponda Draghi è fondamentale. "Il neutralismo figlio della seconda guerra mondiale è finito", scandisce.

La finlandizzazione, ossia l'influenza e la deterrenza esercitata dall'ex Urss, non esiste più. Ed è stato Putin a rompere gli equilibri.

Letta e Conte, sebbene con diverse sfumature, le rappresentano l'urgenza di coinvolgere tutti i Paesi Ue. Le svelano le paure degli italiani per l'escalation nucleare e le ricadute della crisi socio-economica innescata dal conflitto. A precisa domanda, è il segretario del Pd a chiarire che è colpa di una destra fin troppo amica dello "zar" se in Italia sono stati sottovalutati i rischi di una pervasiva presenza russa. Chiedendole infine di appoggiare la sua proposta, ripresa da Macron, di creare una Confederazione con i Paesi dell'Est, a partire dall'Ucraina, in attesa del loro ingresso ufficiale nell'Unione. Un'ora e mezza di promesse e impegni solenni. Aspettando la prova del nove in Parlamento.