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Germania, l'ex cancelliere Schroeder travolto dalle polemiche lascia il board del gigante energetico russo Rosneft

Vladimir Putin con Gerhard Schroeder (afp)
L'annuncio poche ore dopo la decisione del Bundestag di privarlo di alcuni privilegi da ex capo del govenro, come l'ufficio e i collaboratori. Sotto accusa in patria per i suoi stretti rapporti con Putin, l'ex leader socialdemocratico potrebbe rinunciare anche a entrare nel consiglio di amministrazione di Gazprom
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BERLINO - Neanche ventiquattr’ore dopo la decisione del Bundestag di cancellargli alcuni privilegi da ex cancelliere - l’ufficio e i collaboratori - e il rinnovato invito da parte del cancelliere in carica Olaf Scholz a rinunciare ai suoi incarichi ai vertici dei colossi russi dell’energia, Gerhard Schroeder compie finalmente il passo che molti gli chiedevano di fare dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina. 
 
 
Il 78enne ha comunicato all’azienda energetica russa Rosneft che non potrà più rimanere membro del consiglio di amministrazione. In teoria, Schroeder è ancora consigliere Nordstream e a giugno dovrebbe entrare a far parte dei board di Gazprom. Difficile, a questo punto, che ciò accada, e che l’ex cancelliere non decida di rinunciare anche agli altri impegni che lo legano alle aziende direttamente controllate dal Cremlino e usate da Vladimir Putin come grimaldello geop…
BERLINO - Neanche ventiquattr’ore dopo la decisione del Bundestag di cancellargli alcuni privilegi da ex cancelliere - l’ufficio e i collaboratori - e il rinnovato invito da parte del cancelliere in carica Olaf Scholz a rinunciare ai suoi incarichi ai vertici dei colossi russi dell’energia, Gerhard Schroeder compie finalmente il passo che molti gli chiedevano di fare dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina. 
 
 
Il 78enne ha comunicato all’azienda energetica russa Rosneft che non potrà più rimanere membro del consiglio di amministrazione. In teoria, Schroeder è ancora consigliere Nordstream e a giugno dovrebbe entrare a far parte dei board di Gazprom. Difficile, a questo punto, che ciò accada, e che l’ex cancelliere non decida di rinunciare anche agli altri impegni che lo legano alle aziende direttamente controllate dal Cremlino e usate da Vladimir Putin come grimaldello geopolitico.
 
Dall’inizio della guerra Schroeder ha mantenuto un ostinato silenzio sulle attività che lo legano al Cremlino e ha espresso critiche estremamente timide contro Putin. E l’indignazione, in Germania e all’estero, è stata crescente. Il Parlamento europeo ha chiesto di infliggere al più autorevole lobbista di Putin in Occidente le sanzioni ad personam che hanno colpito già l’entourage di Putin e gli oligarchi più fedeli al regime. Ieri, però, Scholz ha definito un passo del genere “non necessario”: per le sanzioni è vincolante il voto all’unanimità al Consiglio europeo e Berlino ha segnalato che non lo appoggerebbe. Ma la Spd tedesca, il partito del cancelliere, ha avviato una procedura per l’espulsione di Schroeder.