Russia, un commerciante sfida la censura: scritte contro la guerra sulle pareti del supermercato
di Enrico Franceschini , di Enrico FranceschiniLa protesta di Dmitrij Shurikhin in una cittadina a otto ore di auto da Mosca: l'uomo ha verniciato a caratteri cubitali lo slogan "pace all'Ucraina, libertà all'Ucraina"
LONDRA – In Russia ci sono state dimostrazioni di piazza contro l’invasione dell’Ucraina e altre forme di dissenso, come quella della giornalista che si è messa alle spalle del conduttore del telegiornale con un cartello che avvertiva: “Sulla guerra vi raccontano delle menzogne”. Ma la protesta più originale è opera di Dmitrij Skurikhin, proprietario di un piccolo supermarket a Russko-Vysotskoye, una cittadina a otto ore di auto a nord di Mosca. Quando è cominciato il conflitto, l’uomo ha verniciato due frasi a caratteri cubitali sulle pareti esterne del suo shopping-center: “Pace all’Ucraina, Libertà all’Ucraina”. Qualche giorno più tardi ha dipinto il tetto della palazzina di giallo e blu, i colori della bandiera ucraina. Poi ha cominciato a aggiungere sul muro, con la vernice rossa, i nomi delle città bombardate dai russi: Mariupol, Bucha, Kherson, Chernihiv, Borodyanka, Ode…
LONDRA – In Russia ci sono state dimostrazioni di piazza contro l’invasione dell’Ucraina e altre forme di dissenso, come quella della giornalista che si è messa alle spalle del conduttore del telegiornale con un cartello che avvertiva: “Sulla guerra vi raccontano delle menzogne”. Ma la protesta più originale è opera di Dmitrij Skurikhin, proprietario di un piccolo supermarket a Russko-Vysotskoye, una cittadina a otto ore di auto a nord di Mosca. Quando è cominciato il conflitto, l’uomo ha verniciato due frasi a caratteri cubitali sulle pareti esterne del suo shopping-center: “Pace all’Ucraina, Libertà all’Ucraina”. Qualche giorno più tardi ha dipinto il tetto della palazzina di giallo e blu, i colori della bandiera ucraina. Poi ha cominciato a aggiungere sul muro, con la vernice rossa, i nomi delle città bombardate dai russi: Mariupol, Bucha, Kherson, Chernihiv, Borodyanka, Odessa, Irpin. Un elenco che aggiorna di continuo.
“Ho pensato che fosse un buon modo per informare la popolazione di quello che sta accadendo”, ha detto alla Bbc, che è andata a intervistarlo. “Perché la gente non lo sapeva. Pensava che fosse una qualche operazione speciale per eliminare dei drogati dal governo dell’Ucraina (come affermato da Putin in televisione, ndr). Non sapevano che le nostre truppe stavano bombardando le città dell’Ucraina”.
Dmtrij è consapevole che la sua solitaria opera di contro-informazione ha dei rischi: i manifestanti contro la guerra sono stati arrestati, la giornalista autrice apparsa in tv con un cartello sulle menzogne del Cremlino ha ricevuto una multa e minacce. Anche lui ha già avuto dei segnali: qualcuno ha scritto “traditore” sulla sua porta di casa, la polizia è venuta a interrogarlo, è stato multato per avere “gettato discredito sulle forze armate”. Ma non ha cancellato le scritte sul supermercato.
“Non potevo non fare niente”, afferma. “Quel che sto facendo è un atto di disperazione. La guerra lascerà un’ombra sul nostro Paese per molto tempo. I russi sono sottoposti a una campagna di disinformazione. Se danno retta a quello che racconta la tv di Stato dicono di appoggiare l’operazione. Ma cominciano a capire che quello che sta succedendo è una tragedia. Se chiedete alle persone qui intorno, se sono a favore di una guerra tra Russia e Ucraina, il bombardamento delle città, con tutte le conseguenze, vi diranno che è una follia”.
La radiotelevisione britannica ha condotto un minisondaggio per sapere cosa pensano i suoi compaesani delle scritte contro la guerra sullo shopping-centre. “È un idiota”, commenta un cliente. “Nessuno vuole la guerra, ma chissà, forse il nostro governo ne sa più di noi”, è il parere di una anziana pensionata. “Ha il diritto di esprimere la sua opinione”, dice un giovane. “E sono preoccupato anch’io, perché attaccare e bombardare un Paese vicino è una strana cosa da fare”.