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"Ci vorranno tra 15 e 20 anni”, il ministro francese Clément Beaune gela sull'Ucraina nell'Ue

(afp)
La domanda di adesione all'Ue che Kiev ha annunciato il 28 febbraio divide gli europei. Se alcuni paesi come la Polonia spingono per un esame accelerato, le regole dell'Ue complicano ogni decisione
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PARIGI - La Francia gela le speranze del presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, di un rapido ingresso nell'Ue. "Dire che l'Ucraina entrerà a far parte dell'Ue tra sei mesi, o un anno o due, è mentire" dice Clément Beaune, ministro per l'Europa appena riconfermato nell'incarico. Beaune insiste sulle attuali procedure di adesione e aggiunge: "Probabilmente ci vorranno tra 15 e 20 anni”. Non è una novità assoluta quella che arriva da Parigi. Già Emmanuel Macron aveva parlato nel suo discorso a Strasburgo a inizio mese di un percorso lungo e tortuoso per far entrare l'Ucraina nell'Ue secondo le attuali regole.

PARIGI - La Francia gela le speranze del presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, di un rapido ingresso nell'Ue. "Dire che l'Ucraina entrerà a far parte dell'Ue tra sei mesi, o un anno o due, è mentire" dice Clément Beaune, ministro per l'Europa appena riconfermato nell'incarico. Beaune insiste sulle attuali procedure di adesione e aggiunge: "Probabilmente ci vorranno tra 15 e 20 anni”. Non è una novità assoluta quella che arriva da Parigi. Già Emmanuel Macron aveva parlato nel suo discorso a Strasburgo a inizio mese di un percorso lungo e tortuoso per far entrare l'Ucraina nell'Ue secondo le attuali regole.

La proposta lanciata dal presidente francese per agganciare presto lo Stato aggredito militarmente dalla Russia alla famiglia Ue è creare una "comunità politica europea", qualcosa che ricalca la vecchia idea di “confederazione europea” portata da François Mitterrand, subito dopo la caduta del Muro di Berlino proprio per organizzare l'allargamento a est. Allora però il presidente socialista ipotizzava anche l'ingresso della Russia. Inconcepible oggi ma secondo l'Eliseo questa nuova entità permetterebbe un processo di adesione rapido, basato sulla condivisione di valori politici, arrivando così ad inglobare subito l'Ucraina, senza dover aspettare “decenni”.

La domanda di adesione all'Ue che Kiev ha annunciato il 28 febbraio, qualche giorno dopo i primi bombardamenti russi, divide gli europei. Se alcuni paesi come la Polonia spingono per un esame accelerato, le regole dell'Ue complicano ogni decisione.”Esistono diverse opzioni che tuttavia appaiono inadeguate alla situazione senza precedenti che si è venuta a creare con la guerra per la quale è necessaria una risposta molto più politica e rapida” commenta Thierry Chopin che ha appena pubblicato un paper sull'argomento per l'Institut Delors. Nelle scorse settimane il segretario del Pd, Enrico Letta, aveva pure lui rilanciato l'idea della “confederazione” di mitterrandiana memoria. Secondo la visione di Macron, la “comunità politica europea” potrebbe funzionare da anticamera per l'Ucraina ma anche per Moldavia e Georgia, dando subito accesso ad alcuni importanti vantaggi della famiglia europea. Macron ha addirittura ipotizzato che in questa “comunità” possa un giorno rientrare il Regno Unito.

Il leader francese ha illustrato la sua proposta in diversi colloqui con i partner europei, compresa la sua prima telefonata dopo la rielezione con il presidente Sergio Mattarella. La Francia tenterà di mettere l’idea sul tavolo del consiglio europeo di giugno. Ma non è certo che andrà avanti. La Germania sembra aperta alla discussione. Il cancellierer Olaf Scholz ha pure sottolineato le lungaggini del classico iter per l'adesione all'Ue. Ma c’è la forte opposizione di Polonia e altri paesi a est, mentre quelli già ufficialmente candidati, o in procinto di esserlo, temono che sia un modo di non integrarli mai veramente. Sono le stesse obbiezioni che portrano ad archiviare la proposta di Mitterrand. E proprio il diretto interessato, ovvero il governo di Kiev, ha espresso pubblicamente dubbi su questa offerta alternativa. Zelensky punta a entrare nel normale percorso di adesione con la speranza che nel consiglio europeo di giugno ci sia un parere favorevole dei capi di Stato e di governo dell’Ue.