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L'appello della moglie del ricercatore condannato a morte in Iran: "L'Unione Europea salvi mio marito Ahmadreza Djalali "

(reuters)
Sono scaduiti i termini fissati dalle autorità di Teheran per l'esecuzione del ricercatore irano-svedese, condannato per spionaggio tra le proteste della comunità internazionale. Sua moglie Vida Merhannia ha lanciato un ennesimo appello alla Ue
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Djalali è stato condannato a morte nel 2017 con l'accusa di spionaggio, accuse sempre negate dalla Svezia e dal…

Djalali è stato condannato a morte nel 2017 con l'accusa di spionaggio, accuse sempre negate dalla Svezia e dalle persone che da allora sono mobilitati per lui. I media iraniani avevano annunciato che sarebbe stato impiccato sabato, e i funzionari iraniani avevano detto di voler eseguire senz'altro la sentenza. Ma secondo quanto dice sua moglie, l'esecuzione non ha avuto luogo. E, anzi, il ministro della giustizia iraniano starebbe valutando un rinvio della sentenza.

Martedì l'Ufficio dell'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani ha chiesto a Teheran di sospendere l'esecuzione e ha chiesto per l'ennesima volta la revoca della condanna. Djalali, che viveva a Stoccolma dove lavorava per il Karolinska Medical Institute, è stato arrestato durante una visita in Iran nel 2016. Nel febbraio 2018, la Svezia gli ha concesso la cittadinanza accademica svedese.