PECHINO - Aerei cinesi e russi sul Quad. Il pattugliamento congiunto è durato 13 ore sui mari del Giappone e della Cina orientale e ha coinvolto bombardieri strategici a capacità nucleare russi Tu-95MS e cinesi Xian H-6. Per il ministro giapponese della Difesa è una "provocazione più grave che in passato. Poiché la comunità internazionale risponde all'aggressione della Russia contro l'Ucraina, il fatto che la Cina abbia intrapreso tale azione con la Russia, che è l'aggressore, è motivo di preoccupazione. Non può essere trascurato". Ha protestato pure la Corea del Sud, visto che i bombardieri sono entrati nella zona di identificazione aerea coreana pur senza invadere il suo spazio aereo. In risposta, Tokyo e Seul hanno fatto decollare i loro jet.
Il Ministero della Difesa di Pechino si è affrettato a specificare che si tratta di "annuali esercitazioni militari tra i due Paesi". …
PECHINO - Aerei cinesi e russi sul Quad. Il pattugliamento congiunto è durato 13 ore sui mari del Giappone e della Cina orientale e ha coinvolto bombardieri strategici a capacità nucleare russi Tu-95MS e cinesi Xian H-6. Per il ministro giapponese della Difesa è una "provocazione più grave che in passato. Poiché la comunità internazionale risponde all'aggressione della Russia contro l'Ucraina, il fatto che la Cina abbia intrapreso tale azione con la Russia, che è l'aggressore, è motivo di preoccupazione. Non può essere trascurato". Ha protestato pure la Corea del Sud, visto che i bombardieri sono entrati nella zona di identificazione aerea coreana pur senza invadere il suo spazio aereo. In risposta, Tokyo e Seul hanno fatto decollare i loro jet.
Il Ministero della Difesa di Pechino si è affrettato a specificare che si tratta di "annuali esercitazioni militari tra i due Paesi". Cina e Russia ne hanno condotte un numero sempre maggiore negli ultimi anni: queste, però, sono le prime dall'inizio della guerra in Ucraina. Operazioni del genere devono essere pianificate in anticipo e la tempistica non poteva essere delle migliori: un messaggio di addio a Joe Biden, impegnato in un tour asiatico che ha irritato non poco Pechino, proprio mentre il presidente statunitense era a Tokyo al vertice del Quad, l'alleanza che mette assieme Stati Uniti, Australia, India e Giappone.
Le democrazie, cioè, che negli ultimi anni hanno dovuto fare i conti col Dragone. Riunite per rimarcare la necessità di un "Indo-Pacifico aperto e libero dalla coercizione". Cinese, s'intende. Non bastassero gli aerei, l'Esercito cinese ha spedito navi da guerra in due Stretti - quelli di Tsushima e di Miyako - a nord-ovest e a sud-ovest del Giappone.
Pechino non ha mai speso parole gentili nei confronti del Quad, che vede come una sorta di "Nato asiatica", bollata in passato come "una cricca anti-cinese destinata a fallire". Ieri il portavoce del Ministero degli Esteri è tornato a ripetere che "la costruzione di piccole cricche e il fatto di alimentare il confronto tra blocchi è la vera minaccia a un ordine marittimo pacifico e stabile".
Più duri i commenti nei confronti di Usa e Giappone dopo l'incontro di lunedì tra Biden e Kishida: "Non permetteremo mai a nessun Paese di interferire negli affari interni della Cina". Ancora più duri quelli sulla questione taiwanese, dopo le parole di Biden: "Non c'è forza al mondo che possa fermare il popolo cinese dal raggiungimento della completa riunificazione nazionale. Vorrei consigliare agli Stati Uniti di ascoltare una nota canzone cinese con queste parole: "Per i nostri amici, abbiamo del buon vino. Per gli sciacalli o i lupi, diamo il benvenuto con i fucili".
Ogni membro del Quad ha contenziosi aperti con Pechino. Il Giappone per le isole contese delle Senkaku-Diaoyu: acque che fanno gola per la loro pescosità e le risorse naturali. Gli indiani, per i confini sull'Himalaya. Venerdì New Delhi si è opposta alla costruzione da parte della Cina di un secondo ponte sul Lago Pangong: area contesa che, secondo l'India, è stata "occupata illegalmente" dalla Cina dagli anni '60. Gli australiani, vista la guerra commerciale che si è scatenata dopo che Canberra aveva chiesto un'indagine indipendente sulle origini del Covid. Infine, gli americani. Lista lunga: sfide per la supremazia economica, militare e tecnologica, guerre dei dazi e tensioni su Taiwan.
A preoccupare i membri del Quad sono anche le ultime mosse cinesi nel Pacifico, dopo l'accordo sulla sicurezza siglato con le Isole Salomone che potrebbe aprire la strada ad una base militare di Pechino nella regione. Da domani e fino al 4 giugno il ministro degli Esteri Wang Yi è atteso, oltre che alle Salomone, anche a Kiribati, Samoa, Fiji, Tonga, Vanuatu, Papua Nuova Guinea e Timor Est. A Kiribati e Vanuatu il timore di Usa e alleati è che Pechino sigli un accordo simile a quello con le Salomone. A Timor Est, invece, Wang andrà a rinsaldare i rapporti con il nuovo presidente, il Nobel José Ramos-Horta, che ha già detto di voler rafforzare i legami con la Cina.