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Von der Leyen in trincea: “Putin affama il mondo”. La Cina: "Canale verde per il grano"

 (ansa)
Milioni di tonnellate di cereali sono bloccati al momento nel ‘granaio del mondo’, e i russi stanno sequestrando depositi e macchinari, ma anche le navi che dovrebbero trasportare i cereali attraverso il Mar Nero
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DAVOS - Ai tempi in cui era ministra della Difesa, i tedeschi l'avevano ribattezzata "Panzer-Uschi" per la ferrea determinazione con cui tentò di svecchiare le strutture ammuffite e maschiliste della Bundeswehr. E anche al Forum economico mondiale, Ursula von der Leyen è arrivata con l'elmetto. Per mandare due messaggi molto chiari alla Russia. Il primo è che "l'Ucraina deve vincere la guerra". Il secondo è che l'Occidente troverà il modo di spezzare il "ricatto russo" sul grano. Perché "i segnali di una crescente crisi globale del cibo sono evidenti" secondo la presidente della Commissione europea. Il ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba, ne ha parlato ieri con il segretario di Stato americano, Antony Blinken.

L'accusa della Cnn: "Ecco le navi russe che caricano grano ucraino rubato"


Milioni di tonnellate di cereali sono bloccati a…

DAVOS - Ai tempi in cui era ministra della Difesa, i tedeschi l'avevano ribattezzata "Panzer-Uschi" per la ferrea determinazione con cui tentò di svecchiare le strutture ammuffite e maschiliste della Bundeswehr. E anche al Forum economico mondiale, Ursula von der Leyen è arrivata con l'elmetto. Per mandare due messaggi molto chiari alla Russia. Il primo è che "l'Ucraina deve vincere la guerra". Il secondo è che l'Occidente troverà il modo di spezzare il "ricatto russo" sul grano. Perché "i segnali di una crescente crisi globale del cibo sono evidenti" secondo la presidente della Commissione europea. Il ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba, ne ha parlato ieri con il segretario di Stato americano, Antony Blinken.

L'accusa della Cnn: "Ecco le navi russe che caricano grano ucraino rubato"


Milioni di tonnellate di cereali sono bloccati al momento nel 'granaio del mondo', e i russi stanno sequestrando depositi e macchinari, ma anche le navi che dovrebbero trasportare i cereali attraverso il Mar Nero. Un deja vu per un Paese che ha un ricordo molto vivo, ha sottolineato von der Leyen, "dei metodi sovietici" e della devastante siccità degli anni Venti, dell'Holodomor imposto da Stalin che fece milioni di morti tra gli ucraini e contribuì a imprimere nelle loro coscienze una profonda diffidenza verso il vicino russo.


Ma la crisi delle forniture rischia di infiammare l'Africa e di incendiare il Medio Oriente. Perciò Von der Leyen ha rivelato ieri che sta preparando una conferenza con il presidente egiziano Al-Sisi per affrontare l'emergenza per i Paesi dell'area. E da Davos è stato il presidente polacco Andrej Duda a ricordare i devastanti "effetti collaterali" che una crisi alimentare in Africa potrebbe provocare in Europa: "Si rischia una crisi alimentare nel Nord Africa e dunque la Spagna e gli altri Paesi del Sud dell'Europa potrebbero subire una nuova crisi dei migranti". Questo, per altro, detto da uno dei pochi paesi europei che si è sempre rifiutato di accoglierne, se provenivano dall'Africa o dal Medio Oriente.


Fuori da Davos, la crisi alimentare occupa la diplomazia internazionale. il ministro degli Esteri Wang Yi ha discusso il tema in un colloquio con l'omologa tedesca Annalena Baerbock. "La comunità internazionale dovrebbe spingere per un cessate il fuoco tempestivo e fornire un canale verde a Russia e Ucraina sull'export di grano", ha insistito Yi.


In Italia Enrico Letta, leader del Pd, ha lanciato un appello: "Oggi la priorità dovrebbe essere un'iniziativa umanitaria e militare per portare via il grano dal porto di Odessa".


A margine del Forum, la parlamentare ed ex viceministra dei Trasporti ucraina Yulia Klymenko spiega a Repubblica i dettagli dello stallo provocato da Mosca. "Ventidue milioni di tonnellate di grano non possono attualmente lasciare il Paese per andare in Africa, in Medio Oriente e in molti altri Paesi. Sa quanto ci vorrebbe, con i ritmi attuali di esportazione, per smaltire quelle 22 milioni di tonnellate? Sei anni". Un orizzonte "improponibile". E solo pochi di quei cereali possono essere trasportati via treno o asfalto. Ieri le ferrovie della Lituania hanno fatto sapere che nel Paese è arrivato un primo treno con un carico di grano ucraino che sarà poi esportato tramite i porti del Paese baltico. Ma non c'è alternativa allo sblocco navale per risolvere la crisi alimentare che lo stallo ucraino rischia di provocare in tutto il mondo, sottolinea Klymenko.


Ieri von der Leyen ha rinnovato l'appello a Mosca a sbloccare I porti. E a Reuters ha detto che "non può essere nell'interesse russo che per colpa dei russi la gente muoia di fame nel mondo". Von der Leyen ha chiesto dei corridoi per far passare il grano via mare - "dovremmo cercare un dialogo con la Russia per far uscire i cereali dall'Ucraina".


Ma sui corridoi, puntualizza Yulia Klymenko, Kiev è più scettica: "non ci fidiamo. Abbiamo visto cosa succede con i corridoi umanitari - ricordiamoci di Mariupol". E l'ex viceministra dei Trasporti propone dunque che le navi ucraine "vengano scortate da navi americane o dell'Onu. In questo modo quelle 22 milioni di tonnellate potrebbero essere esportate forse in tre mesi". Anche se "la premessa di ogni ipotesi del genere è ovviamente il fatto che si smini il Mar Nero. E che si caccino o si affondino le navi russe".


Sin dal G7 dei ministri degli Esteri a Weissenhaus, l'Occidente sta lavorando ad alternative alle esportazioni del grano ucraino. E ieri Kuleba ha invitato la comunità internazionale a non comprare grano ucraino dai russi: "non comprate il grano rubato", ha twittato, "Non diventate complici dei crimini russi. Il furto non ha mai portato fortuna a nessuno". ©RIPRODUZIONE RISERVATA